NIENTE DIRITTI ONU PER I GAY
Lunedì 29 Marzo 2004
Il Brasile ritira la risoluzione che voleva includere l'orientamento
sessuale tra i diritti umani difesi dalle Nazioni Unite. Gli attivisti
accusano la lobby dei paesi religiosi.
GINEVRA - Il Brasile ha deciso di ritirare la mozione per
l'integrazione dell'orientamento sessuale nella posizione generale
delle Nazioni Unite sui diritti umani.
Il Brasile aveva introdotto la risoluzione per la prima volta lo
scorso anno, durante la commissione delle Nazioni Unite sui Diritti
Umani, ma allora essa fu rinviata alla riunione di quest'anno, che si
sta svolgendo in questi giorni a Ginevra.
Se approvata, la disposizione avrebbe incluso per la prima volta
l'orientamento sessuale all'interno dei diritti umani, e per la prima
volta le persone lesbiche e gay avrebbero avuto una protezione sancita
dalle Nazioni Unite.
Dal momento che la risoluzione è stata ritirata, tuttavia, gli
attivisti gay hanno accusato una alleanza tra stati religiosi anti-gay
e membri delle Nazioni Unite che hanno fatto azione di lobby perché i
governi non la sostenessero.
Gli stati membri musulmani e il Vaticano, che ha lo status di
osservatore presso le Nazioni Unite, apparentemente hanno agito in
modo da assicurarsi che la risoluzione fosse silurata appena
presentata all'assemblea. Ma l'europarlamentare laburista e attivista
gay Michael Cashman ha ora accusato i paesi religiosi di formare un
"asse profano" capace di affondare la mozione per il secondo anno
consecutivo.
«Milioni di persone in tutto il mondo affrontano la prigione, la
tortura, la violenza e la discriminazione a causa del loro
orientamento sessuale - ha detto in una dichiarazione durante lo
scorso weekend - Per il secondo anno consecutivo le Nazioni Unite
hanno fallito nel tentativo di condannare questa discriminazione e i
continui abusi dei diritti umani in base alla sessualità della
persona».
La mozione era stata sostenuta dal Parlamento Europeo, così come dal
governo britannico, ma Cashman crede che l'influenza degli stati
religiosi abbia bloccato la mozione dall'andare avanti.
«E' deprimente che le religioni possano riuscire a negare a uomini e
donne comuni i loro universali diritti umani. Sia il Vaticano che la
Conferenza degli Stati Islamici dovrebbero piegare il capo in segno di
vergogna per aver ridotto la loro fede a un rigagnolo di bigottismo e
discriminazione».
Altri gruppi gay si sono uniti all'europarlamentare nel condannare il
ritiro: "I talebani di casa nostra - commenta Sergio Lo Giudice,
presidente nazionale Arcigay - si alleano così nuovamente con i
fondamentalismi islamici contro i diritti delle persone e provano, di
nuovo, a far girare indietro le lancette della storia".
"Una risoluzione come quella proposta dal Brasile - osserva Lo
Giudice - ci consentirebbe di lottare con maggior incisività contro la
violenza subìta da milioni di gay e lesbiche nel mondo. Stiamo
cercando di capire quali saranno i prossimi sviluppi e se ci siano
ancora margini di manovra per portare avanti la battaglia per i
diritti in sede di Nazioni Unite. Seguiremo questa vicenda fino in
fondo". Arcigay, già nelle scorse settimane si era molto adoperata per
garantire il sostegno dell'Italia all'iniziativa brasiliana e aveva
incontrato e ottenuto l'appoggio del sottosegretario agli esteri
Margherita Boniver
La britannica Gay and Lesbian Humanist Association ha anche detto che
il ritiro della mozione rivela i veri colori degli stati religiosi.
«Questo continuo barbarico disprezzo delle persone omosessuali mostra
che il Vaticano è pronto a qualsiasi misura pur di promuovere i suoi
dogmi disgustosi. Ora si è gettato nel mucchio degli stati che
uccidono e imprigionano i cittadini gay» ha detto George Broadhead,
segretario del GALHA.
Almeno un terzo dei 191 stati membri delle Nazioni Unite attualmente
considerano l'omosessualità fuorilegge, e alcuni puniscono coloro
ritenuti colpevoli di praticarla con la morte.
gay.com sezione uk
TRADOTTO IN ITALIANO CONTENTO ASTI SINISTRA
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