Salvacalcio, Lega francese: pronti a ricorso Ue
Mentre l'opposizione si dice contraria al provvedimento,
la maggioranza cerca l'accordo per varare il decreto
PARIGI (FRANCIA) - E ora il possibile nuovo decreto salvacalcio che il governo si appresterebbe a varare diventa un caso internazionale. «Che mi impicchino se questo decreto "Salvacalcio 2’"non costituisce un aiuto di Stato». Così il presidente della Lega Calcio francese Frederic Thiriez torna nuovamente all’attacco del calcio italiano. Toni duri quelli che Thiriez usa nell’intervista, pubblicata oggi dal quotidiano "Le Monde", parlando di "concorrenza sleale" e di un "dossier italiano sempre più pesante".
Il presidente della Lega Calcio Adriano Galliani (Tam Tam)
«Se ho ben capito, spiega riferendosi al proposito del governo di varare il decreto legge sull’Irpef, i club potranno spalmare i loro debiti su 5 anni senza penalità né indennità di ritardo». Per questo motivo Thiriez, che rimprovera anche l’Uefa per aver ceduto al "lassismo" di Italia e Spagna, attende risposte dall’assemblea generale della confederazione europea del prossimo aprile minacciando ricorsi alla commissione Ue di Bruxelles: "I nostri club si scontrano con un clima di concorrenza sleale", dice, "e i nostri avvocati sono al lavoro su un documento di accusa. Attendiamo la risposta dell’Uefa sugli interrogativi da noi sollevati circa le licenze per i club». Thiriez ha chiarito che la denuncia presso la commissione europea verrà inoltrata nel caso l’Uefa non dovesse correggere il tiro.
LE POSIZIONI POLITICHE - Il varo di un possibile nuovo decreto salvacalcio che prevederebbe sconti fiscali senza adeguate coperture finanziarie per le società di calcio professionistiche morose nei confronti del Fisco, fa discutere animatamente le forze politiche alla luce anche di quanto successo a Roma durante il derby.
Secondo quanto riferito dal sottosegretario allo Sport Mario Pescante, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, lavorerà in questi giorni per trovare un consenso unanime nel governo sul decreto che dovrebbe andare giovedì prossimo in Consiglio dei Ministri nel tentativo di far rientrare il dissenso della Lega e le perplessità dell'Udc.
IL NO DELLA LEGA - «Per noi non ci sono margini di trattativa. Una legge già c'è, non si capisce perché se ne debba fare una speciale», ha detto il ministro del Welfare Roberto Maroni a margine di un convegno a Torino. «Ho sentito che ci sono delle trattative in corso sul decreto, non ne sappiamo niente. La Lega Nord non ne sa nulla. Non c'è nulla da trattare, non è giusto fare un provvedimento del genere«, ha aggiunto il ministro.
BUTTIGLIONE: TETTO AGLI STIPENDI CALCIATORI - Un tetto alle spese delle squadre per pagare gli stipendi ai calciatori, che non potranno superare il 60% degli introiti. La proposta, viene sostenuta dal ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione che inoltre rilancia chiedendo «una riduzione immediata degli stipendi dei calciatori» perchè sarebbe «una cosa gradita».
In pratica quello ipotizzato da Buttiglione sarebbe un meccanismo analogo a quello utilizzato in Usa per le squadre di basket che non possono impiegare più di tale soglia di introiti per pagare i propri atleti che impedisce di fatto alle squadre di piombare in situazioni di crisi finanziaria.
GASPARRI CI VUOLE IL COMMISSARIO - Per Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni, per rendere praticabile la strada del decreto servono prima "impegni seri, chiari, veri e verificabili". E serve "una politica di risanamento: e’ l’epoca ed il tempo dei risanatori - sottolinea il ministro - con procedure di controllo severe e precise, che si basino soprattutto su spese piu’ basse di quanto una squadra incassa". Altrimenti "si rinvia il problema solo di qualche tempo". Per Gasparri, un decreto sui debiti Irpef delle società di calcio si può fare "solo se c’e’ una sorta di commissariamento, di risanamento, di gestione controllata, che nasca dalla convocazione di una sorta di stati generali, con il Governo, il Coni, la Federazione e la Lega Calcio, e tutti gli interessati".
DS: NO A SALVACALCIO - «Siamo prontissimi a discutere una riforma del calcio, ma un regalo, un condono speciale alle società di calcio in un momento come questo, in un'Italia come questa, per noi è un insulto alla decenza». Il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani, rende nota così la posizione della segreteria della Quercia sul decreto.
BERTINOTTI: ATTO OFFENSIVO - «Attenuare il prelievo fiscale su una delle fonti di più grande ricchezza è offensivo per chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese". Così il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, commenta l’ipotesi del decreto salvacalcio. Secondo Bertinotti questo provvedimento "è l’ennesimo affannoso tentativo di tenere in piedi tutto ciò che dovrebbe essere rivisitato criticamente".




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