MANTOVA - Un'azione organizzata, premeditata e portata a termine nel cuore della notte. Quattro fienili distrutti dalle fiamme nel raggio di un chilo- metro, circa un milione di euro di danni e quelle scritte a spray sui muri di due delle tre aziende agricole colpite: "Allevatore per la tua incolumità cambia lavoro. Alf". Dove Alf sta per Animal Liberation Front, il Fronte di Liberazione degli Animali. L'azione è scattata poco prima delle tre di ieri a Gonzaga, in strada Ponte Alto, a ridosso del provinciale che collega Gonzaga a Pegognaga. Tre le aziende agricole colpite: quella di Vincenzo Galeotti di Moglia, dove sono stati distrutti dalle fiamme due fienili e diverse attrezzature agricole travolte dal crollo del tetto di un fienile per un danno complessivo di circa 500mila euro; quella di Francesco e Alberto Magnani, dove sono state distrutte circa 300 botole di fieno, per un danno complessivo di 200mila euro, e quella di Dante Giovannini, dove le fiamme hanno bruciato 200 botole di fieno per circa 100mila euro di danni. Un blitz da commando, quello partito dall'azienda di Galeotti, proseguendo poi per quella di Magnani e quindi da Giovannini. Nelle prime due, tracciate con lo spray sopra un muro, sono state lasciate delle scritte di rivendicazione da parte di un'organizzazione di anarchici-ambientalisti che fa capo al Fronte di Liberazione degli Animali. Va sottolineato che l'azienda di Magnani, al contrario delle altre due colpite dai piromani ambientalisti, non ha capi di bestiame ma tratta soltanto foraggio. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco di Mantova e del distaccamento di Suzzara, che hanno lavorato per tutta la giornata di ieri nelle operazioni di smassamento, i carabinieri della Compagnia di Gonzaga e agenti della Digos di M a n t ova . Sequestrato dai carabinieri materiale definito interessante per le indagini. Nell'azienda Magnani sarebbero state infatti rinvenute delle bottiglie che contenevano benzina con cui è stato appiccato il fuoco in diversi punti del fienile, mentre nella altre due aziende sarebbero stati usati cubetti di materiale infiammabile tipo "Diavolina". Ad agire, secondo gli investigatori, è stato un gruppo formato da almeno sei persone, che hanno colpito quasi contemporaneamente in tutti gli obiettivi. È la prima volta che la sigla dell'Alf viene usata nel Mantovano, e verifiche sono in corso per verificare l'attendibilità delle due scritte trovate sui luoghi dei roghi. Secondo gli investigatori chi ha agito non risiederebbe in zona per la conoscenza piuttosto sommaria del posto e per il fatto che una delle tre aziende prese di mira dagli animalisti non alleva capi di bestiame ma tratta solo foraggio.
Carlo Doda
Libero 24.03.04
Libero 24 03 04




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