CONTROPIEDE 2. PROPRIETÀ E LETTORI IN RIVOLTA PER FASSINO
Ceffoni editoriali all'Unità Ultimo avviso a Colombo
Il direttore minaccia le dimissioni, il cda accoglierà le prossime
La trattativa durata martedì fino a tarda sera tra direzione e proprietà dell'Unità su un comunicato di solidarietà a Fassino firmato dall'intero consiglio d'amministrazione - raccontata ieri dal Riformista - si è conclusa infine con un ragionevole compromesso. Furio Colombo non aveva esitato a minacciare il ritiro della firma dal giornale, se la versione originale del comunicato non fosse stata debitamente edulcorata del riferimento alla «piena consonanza» della proprietà con la linea dei «gruppi parlamentari ds» (non troppo velato riferimento ai finanziamenti ricevuti dall'Unità) che non a torto gli appariva come un vero e proprio ceffone editoriale. Alla fine il comunicato pubblicato ieri sull'Unità recitava semplicemente: «Il Cda della Nie esprime piena e incondizionata solidarietà all'On. Piero Fassino e al suo diritto di testimoniare in ogni luogo, sede e occasione la linea del partito e dei suoi organismi dirigenti». Semplicemente, ma a caratteri cubitali. E idealmente accompagnato dalla battuta sui «due direttori» di Marialina Marcucci al Corriere: «Se fossimo in presenza del loro desiderio di andare via ne dovremmo prendere atto con rammarico. Ma così non è».
Mai rammarico fu meglio dissimulato, ma soprattutto mai meno dissimulato fu il messaggio sottostante: con o senza rammarico, è l'ultima volta che rifiutiamo le sue dimissioni.
L'occasione potrebbe non essere lontana, se è vero (come è vero) che ieri in una riunione al Botteghino hanno deciso la linea della fermezza: a ogni nuovo attacco del giornale, seguirà la risposta di un membro della segreteria. A cominciare da Marina Sereni, che ha già inviato una replica all'ultima «lettera» di Piero Sansonetti sulla «vera e propria esagerazione degli incidenti», anche da parte dell'Unità e che ha fortemente irritato i Ds: «Ora ci rimproverano non solo di aver preso le botte, ma pure di non aver taciuto». Nella pagina accanto, proseguivano intanto le lettere dei militanti indignati invece per la minimizzazione degli stessi incidenti da parte di Furio Colombo. L'inaspettata vastità della reazione della base, unita al prosciugamento dell'area movimentista tra Ds e Rifondazione e alla presa di posizione della proprietà, sembrerebbe offrire l'occasione per quel segnale di forza (la sostituzione del direttore disobbediente) che qualcuno già invoca come coronamento della controffensiva fassiniana ai ceffoni dei disobbedienti di sabato. Non molto tempo fa, alla scadenza del contratto di Colombo, Marialina Marcucci aveva già manifestato la sua disponibilità al Botteghino (anche per lo stato non florido dei conti aziendali), ma Fassino era ancora convinto di poter risolvere la questione con un collegio per le europee. Sfumata quella prospettiva, in molti mostrano scetticismo verso l'attendismo del segretario: «In questa situazione sarebbe un rigore a porta vuota», dicono. La questione è comunque all'ordine del giorno, ormai appannaggio del più stretto entourage del segretario. Al Botteghino il tema è sempre il solito: se Fassino non avrà paura di tirare un calcio di rigore.




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