CAIRO - Chi l'accusa definisce la sua ultima composizione una canzone chiaramente razzista. Per lei, invece, si tratta solo di uno spiacevole malinteso. Una lirica dell'ultimo album di Haifa Wehbe, una delle più famose cantanti arabe, sta provocando caos e polemiche in Egitto. Trenta avvocati egiziani di origine nubiana hanno deciso di trascinare in tribunale la celebre artista libanese, che recentemente è stata votata una delle donne più belle al mondo. Un verso della sua nuova canzone per bambini "Baba feen" (dov'è papà), recita parole considerate ambigue e discriminatorie: «Dov'è il mio orsacchiotto - canta Haifa -. Dov'è la mia scimmia nubiana». Proprio queste ultime parole hanno scatenato l'ira degli avvocati iscritti all'Associazione giuridica egiziano-nubiana. I giuristi dichiarano che in quella strofa la cantante ha comparato i nubiani, popolazione di colore che vive tra l'Egitto meridionale e la parte settentrionale del Sudan, alle scimmie e per questo deve essere punita.
POLEMICHE - Da circa tre settimane il caso dilaga sui quotidiani egiziani e la cantante è stata sommersa dalle critiche. Gli accusatori hanno chiesto anche il ritiro del cd dal mercato e dichiarano che numerosi bambini nubiani non vogliono andare più a scuola perché i loro amici li insultano ripetendo i versi della canzone e chiamandoli ripetutamente "scimmie nubiane". Ciò che più meraviglia gli osservatori è che questa storia ha rafforzato nei cittadini che vivono lungo le rive del Nilo la propria identità nubiana. Infatti, come ricorda il Guardian di Londra, finora in Egitto non vi erano mai stati grandi problemi di convivenza tra la maggior parte della popolazione e le minoranze etniche o religiose. Adesso le autorità, che nel corso degli ultimi decenni hanno sempre promosso un nazionalismo fermo e monolitico, temono che per colpa di una canzone l’equilibrio tra etnie possa essere a rischio. «Tutta la comunità è scioccata» dichiara Sayed Maharous, proprietaria di un caffè al Cairo. Dello stesso avviso Adul Raouf Mohammed, che rivela: «Comparare un essere umano a un animale è un insulto per qualsiasi cultura».
SCUSE E CHIARIMENTO - Da parte sua la cantante trentacinquenne, già ambasciatrice dell'associazione Ruban Rouge per la lotta contro l'Aids, non ci sta a passare per razzista: ha sottolineato che il testo della canzone è stato scritto da un compositore egiziano che le avrebbe assicurato che "scimmia nubiana" è un termine innocente per descrivere un popolare gioco dei bambini. Wehbe si è scusata pubblicamente, ma ha ripetuto che non voleva offendere nessuno. In passato l'artista libanese ha già fatto parlare di sé per alcuni comportamenti giudicati poco consoni. Alcune sue canzoni sono considerate provocatorie dai settori più conservatori della società araba (una sua lirica molto controversa s'intitola "Hey, piccolo ragazzo musulmano"). Inoltre i suoi succinti abiti e i suoi videoclip, giudicati poco decenti per la morale araba, hanno più volte suscitato l'ira dei fondamentalisti. Nel 2006, però, l'artista trentacinquenne ha cercato di rimediare. Durante il conflitto tra Israele e Libano ha dichiarato pubblicamente il suo appoggio a Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, il partito politico sciita del Libano.
Haifa Wehbe e la «scimmia nubiana» Bufera sulla stella libanese del pop - Corriere della Sera




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