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  1. #1
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  2. #2
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    Oh cielo, questa mi era proprio sfuggita! Grazie, Shambler, indagheremo...


  3. #3
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    Spettacolare! A quando risale la notizia?
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  4. #4
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    E se il piccolo drago fosse un “montaggio” di pezzi di animali diversi? In fondo, le istruzioni le aveva già date nel ‘400 Leonardo da Vinci in una sua celebre tavola: ali di pipistrello, testa di uccello, corpo di roditore, coda di lucertola. L’ipotesi non è mia, ma dell’etologo bolognese Giorgio Celli, al quale la storia del drago ricorda quella dell’Idra di Lerna, il mostro policefalo ucciso da Ercole in una delle sue dodici fatiche.

    *^*^*^*^*^*^

    * Professore, lei parte da lontano...
    Sì, parto dal ‘500 e dal naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi, autore del monumentale trattato di zoologia “Il teatro della natura”, che comprende anche un libro illustrato sui draghi. Aldrovandi, nel suo lavoro, seguiva un metodo rigoroso, al quale si attenne sempre con scrupolo: descrivere e far disegnare nelle celebri tavole soltanto quello che aveva visto con i suoi occhi.


    * Dunque i draghi li aveva visti?
    Lui li dava per esistenti. E la cosa è tanto più degna di attenzione in quanto dell’Idra conservata nel Tesoro della repubblica veneta aveva appunto detto che si trattava di un falso, una sapiente cucitura di pezzi di animali diversi. Dei draghi, invece, parlava con grande serietà. “Il Teatro della natura” contiene una celebre tavola – un drago alato dal corpo di serpente, con due cornetti sulla testa e una freccia come lingua (immagine sotto... credo) – che sembra pescata nel mondo onirico, ma è messa accanto ad animali rigorosamente conformi al modello, come un gatto, uno scoiattolo o un pappagallo. Se si pensa che L’Aldrovandi ospitava i suoi disegnatori nella sua foresteria per controllare che restassero sempre fedeli alla realtà e non inventassero nulla, il mistero si infittisce.


    * Allora almeno un drago doveva averlo visto coi suoi occhi…
    Lui li dava per esistenti e non era certo un ingenuo. C’è per esempio una tavola con un dracus bipes apterus, drago con due piedi e senza ali, che si dice fosse stato trovato nelle campagne bolognesi intorno al 1560. Però non ce n’è traccia da nessuna parte, se non appunto nelle tavole dell’Aldrovandi.


    * Un falso anche quello?
    Non so che dire. Di fronte ai draghi si possono assumere due atteggiamenti: quello dello zoologo che dice “no, non ci credo” e quello del criptozoologo, il cultore delle specie nascoste, che crede fermamente nell’esistenza del mostro di Lochness. Ogni tanto la realtà gli dà ragione, nel senso che si trovano specie mai viste prime, anche di dimensioni ragguardevoli.


    *Magari si troverà anche il drago…
    Magari. Improbabile, ma chissà…


    (Diligentemente ricopiato da La Stampa di oggi - intervista di Marina Verna)





    P.S. Fenris, la notizia è stata pubblicata sul Corriere di ieri e su qualche quotidiano di oggi. Il draghetto, o qualsiasi cosa sia, risale a più di un secolo fa...

  5. #5
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    bisogna vedere che ne pensano i criptozoologi.
    se mi dai qualche mese, della plastilina , gesso dentale e lattice ti faccio un drago bello come della foto.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  6. #6
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    é un falso i rettili non hanno i cordoni ombellicali!!!!!!
    Syntax error.

  7. #7
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    In Origine Postato da kenshiroIT
    é un falso
    Un falso? Probabile, ma nessuno osa dichiararlo apertamente. Anzi, con distacco tutto britannico, gli scienziati interpellati su quello strano cucciolotto evitano di fare congetture e suggeriscono quello che di più logico si possa proporre: una bella biopsia per appurare se la creatura – così l'ha definita il Times – sia di gomma o di tessuto organico.

    Se fosse di gomma, potrebbe davvero trattarsi di una perfida manovra degli scienziati tedeschi, per coprire di ridicolo i loro colleghi inglesi, grandi rivali (allora) nella ricerca del primato scientifico in Europa.

    Come si legge nell'articolo del Corriere, infatti, furono i tedeschi, sul finire dell''800, a mandare il piccolo drago al Museo di Scienze Naturali di Londra, con la speranza - si pensa oggi - che gli inglesi cadessero nel tranello. Ma forse proprio per aver subodorato l'inganno, o comunque per non correre rischi, gli scienziati britannici lo fecero prudentemente sparire nei meandri del museo.

    La lettera d'accompagnamento, scritta da un ignoto scienziato tedesco (si limitava a firmarsi J. W.), invitava a non affrontare con leggerezza quell'"orrendo fantasma" e precisava : "Nessuno deve indagare la vera origine del drago o il nostro coinvolgimento". Curiosamente, però, non c'è nessun documento dell'epoca che dia il benservito all'ipotesi del drago vero, e così la polvere degli anni ha avuto modo di posarsi su quel vaso di vetro e seppellire tra le cianfrusaglie di un garage questa incredibile storia.

    Fino a quando un certo David Hart ha deciso di dare una ripulitina…



    Letto su La Stampa di oggi

  8. #8
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    In Origine Postato da shambler
    bisogna vedere che ne pensano i criptozoologi.
    se mi dai qualche mese, della plastilina , gesso dentale e lattice ti faccio un drago bello come della foto.
    Tutto il tempo che vuoi, ci conto. Lo metterò qui, sulla mia scrivania.

    Però, quante sorprese riserva la vita... Non avrei mai sospettato che sotto quella scorza ruvida di scetticone si nascondesse un (grande?) artista…

  9. #9
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    sapete cosa mi ricorda? un tempo andava di moda a fare dei modelli di mostri e animali fantastici assemblando pezzi da vari tipi di animali, ad es cosí alcuni spacciarono per vera il corpo di una sirena, che era metá scimmia e metá pesce!.
    Un'abile trucco ingegnato per arricchirsi alle spalle degli ingenui creduloni.
    Una bufala storica fu l'uomo di Piltdown e probabilmente l'uomo di Pechino. Sul draghetto in scatola? chissá ma una cosa é certa i rettili non sputano nel il fuoco e tanto meno hanno i cordoni ombellicali!
    Syntax error.

  10. #10
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    In Origine Postato da Silvia
    Tutto il tempo che vuoi, ci conto. Lo metterò qui, sulla mia scrivania.

    Però, quante sorprese riserva la vita... Non avrei mai sospettato che sotto quella scorza ruvida di scetticone si nascondesse un (grande?) artista…
    Aspetta di vedere l'opera finita. Mi sa che ne verrà fuori una specie di roditore alato.

 

 
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