Le recente prese di posizione dell'on. Alessandra Mussolini, Roberto Fiore ed Adriano Tilgher hanno seriamente compromesso il processo unitario e rischiano di mandare in fumo mesi di lavoro.
Occorre, infatti, tenere presente che la Fiamma Tricolore ha la garanzia di potersi presentare alle elezioni europee senza raccogliere le firme, ricordo che la legge prevede 30.000 (trentamila) firme per ogni circoscrizione, con un minimo del 10% per regione, quindi, ad esempio per presentarsi nella circoscrizione nord-ovest (la più popolosa) é necessario raccogliere 3000 firme in Val d'Aosta, ma anche 3000 in Liguria e, a questo punto, altre 29000 tra Piemonte e Lombardia. E' facilmente intuibile che si tratta di una impresa titanica e che comporta l'impegno di centinaia di persone ed un cospicuo investimento economico. Solo per rendere l'idea: per trentamila firme occorrono circa 2000 atti separati, tra moduli e certificati si arriva al mezzo quintale di peso!
In luglio il segretario della Fiamma, Luca Romagnoli, apre le liste alle altre forze antagoniste, l'uscita dell'on Mussolini da AN accellera la situazione e cambia le carte in tavola, nel giro di pochi giorni viene annunciato un cartello elettorale tra Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Fronte Nazionale e Libertà di Azione, in un secondo tempo viene stilato un'accordo dettagliato che prevede alcuni punti programmatici, la ripartizione del rimborso elettorale, la definizione dei capolista ed altre cose, tra le quali la possibilità di presentarsi insieme anche alle amministrative (con liste collegate oppure con il simbolo unitario) ma lascia anche la possibilità alla Fiamma di rispettare accordi già presi con altre forze politiche (leggasi Polo), in effetti questi accordi, tutti da verificare, riguardano un paio di province sulle oltre 60 al voto, questo in virtù della deliberazione dell'ultimo congresso nazionale del MS-FT. Occorre sempre ricordare che é la Fiamma Tricolore che ha accettato nelle proprie liste le altre formazioni di area, concedendo loro la possibilità di essere presenti alle elezioni.
A questo punto i segretari delle quattro formazioni iniziano un proficuo tour per l'Italia, al cartello danno la propria adesione anche il Movimento Nazional Popolare e altre sigle "minori", insomma tutto sembra filare a gonfie vele.
Il 22 marzo, domenica, i tre segretari diffondono un comunicato nel quale si estromette la Fiamma Tricolore dal cartello "alternativa sociale", motivo: il MSFT sta facendo accordi con il polo, una ipotesi che era stata accettata dalla stessa Mussolini, il dubbio é che si sia equivocato con gli accordi che stanno prendendo gli scissionisti di Pino Rauti nelle poche realtà dove sono presenti, ad esempio l'Abruzzo, tra l'altro proprio l'ultima regione visitata dalla Mussolini, l'assenza di Luca Romagnoli, impegnato in Piemonte e Lombardia in quei giorni, lascia spazio ad altri dubbi: come mai, infatti, il comunicato é uscito proprio nel corso dell'unica occasione che vedeva il segretario della Fiamma assente?
La rottura del patto elettorale comporterà la fine del delicato processo di unificazione, almeno elettorale, dell'area, con le conseguenze che tutti possono immaginare: la Fiamma si presenta da sola alle europee ed elegge alemeno un deputato, gli "altri" con uno sforzo immane, al massimo, si presentano in un paio di circoscrizioni, con unico risultato di sottrarre voti alla Fiamma, creare confusione e, probabilmente, non ottenere eletti ne rimborsi.
Sul versante amministrative rischiano di saltare gli accordi, questi si numerosi , tra la Fiamma e le altre forze, accordi finalizzati, nella maggior parte dei casi, alla presentazione di liste unitarie, anche per superare lo scoglio della raccolta firme, in alcune realtà veramente impegnativa.
Dalla certa presenza anche in regioni ostiche (Toscana, Emilia...) si passa alla totale insicurezza, con ovvia frustazione dei camerati impegnati localmente.
A questo punto sembra spontaneo chiedersi: a chi giova tutto ciò? alla nostra parte politica sicuramente NO!
Se ne può uscire solo se si guarda alle elezioni europee come un punto di partenza e non come un traguardo e se si antepone all'interesse personale o partitico quello dell'intera comunità nazionale, che necessita di una forte destra nazionale e popolare.
Massimo Bosso
segreteria nazionale MSFT
responsabile settore elettorale.




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