Capisco! Sono anche certo che tu comprenderai che la sua onnipotenza non sarà minimamente accresciuta dalla tua difesa. Ma non si tratta qui di sminuire o accrescere la presunta onnipotenza divina, qui si discute d’altro.
Mi comporterei allo stesso modo con chi dicesse che la natura è "imperfetta" perché non gli piace, sapendo bene ugualmente che non potrà portarla in ogni caso sul banco degli imputati.
Citazione:
Originariamente Scritto da Voyager
Se c’è colpa nell’uomo per aver disobbedito alla prescrizione divina, Dio stesso non può essere affrancato da una ancor più grave scorrettezza o deficienza. Poiché Egli è onnipotente e onnisciente – perlomeno così afferma la tradizione che a Genesi attinge -, il conoscere in anticipo le conseguenze della sua deliberazione di creare e di porre al centro dell’eden il germe patogeno della corruzione, lo espone senza meno all’ignominiosa accusa – ben fondata – di aver creato per proprio trastullo, per lenire - qualche autorevole esegeta sostiene - la sua inconsolabile solitudine, la stessa che dovette precedere l’epoca che ha inizio con la locuzione che apre la Bibbia: “In principio…”.
SE la Creazione è trastullo divino, noi siamo, di conseguenza, suoi burattini. E in tutto ciò non è ravvisabile alcun segno dell’amore tanto decantato in versi e odi.
Vuoi negare il libero arbitrio? Dio ha predestinato alcuni alla salvezza e altri alla dannazione. Dove sta l'imperfezione in questo? Non si sa.
Citazione:
Originariamente Scritto da Voyager
Nel pretendere divino vi è un elemento ancor più scabroso e sconcio. L’uomo è creato a immagine e somiglianza divina. Non dunque uguale, non dunque perfettamente coincidente con il suo creatore. Ma se somiglianza significa per un verso affinità, per l’altro, per quanto e ciò che non è uguale all’archetipo creatore, è anche dissomiglianza, differenza. Fra il simile e il dissimile o differente si apre uno squarcio attraverso cui s’insinua la malia del conoscere (che è appunto simboleggiata dall’albero del bene e del male). L’uomo è forgiato con un’argilla ambigua che inclina verso Dio e, al tempo stesso, spinge verso una conoscenza che esilia il Theos dall’orizzonte umano. Ma questa costituzione umana è così voluta dal creatore, la sua onniscienza non poteva ignorare le nefaste conseguenze di una creazione in origine ambigua. Egli, Dio, non poteva non conoscere fin dall’origine che la malia della conoscenza avrebbe rappresentato una tentazione (simboleggiata dal serpente, anch’esso creato da Dio e posto sempre da Dio al centro dell’Eden) troppo forte perché l’uomo potesse resistervi. Di queste conseguenze è responsabile la creatura difettata o la Creazione difettosa? E se la Creazione è effigie divina, l’anomalia che si riscontra, questa deformità non è forse anch’essa emblema, vessillo e gonfalone dell’imperfezione divina? Ma se Dio è imperfetto, di che perfezione si va cianciando?
Che gli esseri che ha creato secondo la sua volontà non siano perfetti non rende il Creatore meno perfetto. Significa soltanto che non sono suoi pari.
Citazione:
Originariamente Scritto da Voyager
Ma se Dio non è perfezione assoluta, a questo sospetto lo espone la sua opera, non forse plausibile inferire che, non esistendo l’assolutamente perfetto, neppure Dio esista? La libertà, ovvero il libero arbitrio è una concettualizzazione postuma, una lacera pezza posta a difesa delle pudende divine, non fa parte della tradizione giudaica responsabile della stesura del Pentateuco. Così pure la ribellione angelica. Neppure questa narrazione fa parte del primo nucleo scritturale ed è attinta a piene mani da un libro ritenuto, a torto o a ragione, apocrifo sia dal giudaismo che dal Cristianesimo. Non fa parte della rivelazione divina originaria ed è un’altra lacera toppa resasi necessaria per non mostrare la nudità del Re. La Tentazione, in ogni caso, sarebbe pur sempre ascrivibile al Creatore. Insomma, la creazione è decantata come opera perfetta, ma in essa aleggiava il male (simboleggiato dall’albero), la sua più fulgida creatura è avvinta dalla malia del conoscere e la tentazione incombeva sull’eden, tutto ciò già prima della caduta conseguente alla disobbedienza.
Se il "male" avesse una parte nel piano? Che qualcuno non gradisca questo o quello non inficia minimamente la perfezione del Creato. E ogni eventuale colpevole violazione di leggi poste da Dio avrà la sua retribuzione nel Giorno del Giudizio (predestinata oppure no).
Citazione:
Originariamente Scritto da Voyager
La Creazione è opera concepita con un ammorbante baco infettante e dissolutore, che non poteva non deflagrare, e di questa deflagrazione l’uomo ha diritto di chiedere conto all’unico responsabile. Ma Dio su ciò tace, non ha risposto a Giobbe, non risponde alle invocazioni che gli sono pervenute da Auschwitz. Tace perché morto, perché si è suicidato, perché è indifferente, perché è un Deus absconditus o semplicemente perché non può dar risposte colui che non esiste? Ma questa è altra storia.
"Infettante", "deflagrare"... anche senza questo lessico terroristico il mondo continua a girare su sé stesso, e se Dio esiste provvederà alla giustizia ultraterrena per quanto concerne le eventuali colpe degli uomini. Altrimenti no.
19-10-09, 18:30
primahyadum
Rif: Dio ha creato il male?
A mio vedere tutta la questione viene falsata da una indebita attribuzione al divino di antropomorfismo totale. Come si può proiettare il nostro ragionamento su qualcosa della quale nulla si conosce, se non quello che eventualmente non è? Invoco Meister Eckart e la sua teologia apofatica, a questo punto.
Noi non possiamo presumere di conoscere qualcosa della divinità: per i comuni mortali essa resta in una trascendenza inaccessibile Qualunque illazione è fuori luogo e proiezione della mente.
Sappiamo che c'è una manifestazione all'interno della quale gravitiamo: un cosmo visibile retto da leggi fisiche...un cosmo non visibile del quale la letteratura tradizionale ci racconta essere assoggettato a regole e leggi ancora diverse e non conosciute.
Viviamo il bene ed il male, questo è certo. Se ogni cosa proviene dall'UNO anche il male discende da esso e non ne vedo lo scandalo.
La manifestazione si struttura illo tempore secondo certi parametri e là dentro stiamo, inconsapevoli di tutto.
Attribuire responsabilità, chiedere rendiconti e ragioni della sofferenza (che a noi pare) innocente, immaginare la natura autentica del male (se sia ente o assenza di altro ente) non ha significato e non ha speranza di ricevere risposta certa. Ogni disciplina religiosa ha elaborato sue ipotesi in proposito, ma ciascuna rimane valida per quella disciplina e non per altre.
Personalmente aderisco alla metafisica orientale, che ritengo la più aderente alla realtà e la più adatta al mio sentire. Ma questo vale per me.
19-10-09, 18:33
Prinz Eugen
Rif: Dio ha creato il male?
Citazione:
Originariamente Scritto da primahyadum
Noi non possiamo presumere di conoscere qualcosa della divinità: per i comuni mortali essa resta in una trascendenza inaccessibile Qualunque illazione è fuori luogo e proiezione della mente.
Si ragionava in termini teistici, altrimenti è chiaro che in termini di Principio impersonale o di semplice immanenza il problema non si pone proprio.
19-10-09, 20:49
Una Qualsiasi Pietra
Rif: Dio ha creato il male?
Il freddo NON è assenza di calore :giagia:
19-10-09, 21:08
Una Qualsiasi Pietra
Rif: Dio ha creato il male?
Il male è negli occhi di chi lo vede :giagia:
19-10-09, 22:07
Resurgens
Rif: Dio ha creato il male?
Citazione:
Originariamente Scritto da Una Qualsiasi Pietra
Il freddo NON è assenza di calore :giagia:
Cos'è allora?:paura:
Parlando in termini fisici ovviamente: è chiaro che un carattere "freddo" è sullo stesso piano ontologico di un carattere "caldo", ma in fisica le cose sono alquanto diverse... o almeno così mi risulta dalle mie conoscenze liceali...
Resurgens
19-10-09, 22:24
Cuordy
Rif: Dio ha creato il male?
Citazione:
Originariamente Scritto da Prinz Eugen
Qualcuno potrebbe rimproverare a Dio di avere offerto a Lucifero e all'uomo la libertà di ribellarsi, o comunque di averglielo consentito.
Se pensi che al sommo bene procede solo il bene, così dal sommo essere non procede che l'essere, e ogni essere procede dal sommo essere: poiché il sommo bene è il sommo essere, ne consegue che ogni bene sia essere e ogni essere sia bene. Inoltre Dio, ovverosia il sommo essere e il sommo bene, non può contraddire Se stesso. Quindi, se Lucifero non ha avuto la perseveranza per mantenersi nella verità, ciò non vuol dire che Dio non gliela dette, ma che lui non l'accettò, attraverso il libero arbitrio che Dio gli dette, per poter accettare la perseveranza.
Il libero arbitrio, provendo dal sommo bene, è bene.
E' assurdo rimproverare al bene di essere proceduto dal sommo bene, ed è assurdo rimproverare al sommo bene di aver creato il bene.
19-10-09, 22:39
Una Qualsiasi Pietra
Rif: Dio ha creato il male?
Citazione:
Originariamente Scritto da Resurgens
Cos'è allora?:paura:
Parlando in termini fisici ovviamente: è chiaro che un carattere "freddo" è sullo stesso piano ontologico di un carattere "caldo", ma in fisica le cose sono alquanto diverse... o almeno così mi risulta dalle mie conoscenze liceali...
Resurgens
Il freddo è legato al concetto di temperatura :giagia: e tra un corpo freddo ed uno caldo si può stabilire un flusso termico, dal più caldo al più freddo :giagia: ma questo non dipende dal calore: l'oceano possiede un'enorme quantità di calore se confrontato con una tazza di the bollente eppure il calore della tazza di the può fluire nell'oceano fino a che il salto termico non si annulla :giagia:
19-10-09, 22:47
Una Qualsiasi Pietra
Rif: Dio ha creato il male?
Citazione:
Originariamente Scritto da Cuordileone
E' assurdo rimproverare al bene di essere proceduto dal sommo bene, ed è assurdo rimproverare al sommo bene di aver creato il bene.
Se qualcuno rimane senza, vuol dire che ne ha creato troppo poco :giagia:
20-10-09, 04:30
Cabala Candelaia Circea
Rif: Dio ha creato il male?
Citazione:
Originariamente Scritto da cal451
Albert Einstein, una persona dalla visione religiosa particolare...
Cal,
stiamo parlando dello stesso Einstein della costante cosmologica, poi definita dallo stesso autore come "il suo più grande errore"?
Secondo me, e parlo a mio titolo personale, non avete ben colto il senso dell'aforisma.