Roma, pesanti irregolarità nella consultazione di domenica per i consiglieri aggiunti
Veltroni, ecco i brogli e le manovre per far eleggere i suoi "immigrati"
A Roma "gli stranieri" (in realtà circa 33 mila su oltre cinquecentomila regolari) hanno votato per eleggere quattro membri aggiunti al Consiglio Comunale. E il sindaco diessino Walter Veltroni è raggiante: «È un primo passo verso il diritto pieno a votare e ad essere eletti degli immigrati». Ma se questo è il primo passo, figuriamoci gli altri. Un Comitato elettorale interetnico romano denuncia infatti «il bluff delle elezioni» denunciando «brogli e gravissime irregolarità nella formazione delle liste elettorali». Ed ha inviato agli organi di informazione un voluminoso dossier in cui si può leggere, per esempio, che in un ristorante risultano alloggiati ben 323 cinesi, che hanno chiesto di poter votare. Ed il ristorante, guarda caso, è appartenente ad un candidato. L'unico espresso dalla comunità cinese. E in via Dandolo, sede della Comunità di Sant'Egidio, dove ci sono due posti letto, sono risultati risiedere ben 1.200 stranieri.
Questo perché, per accedere al voto, gli immigrati dovevano prima iscriversi alle liste elettorali indicando la propria residenza o il proprio domicilio. In realtà, denuncia Gabriele Ratini, del Comitato interetnico, i quattro eletti sono stati frutto non di un libero voto, ma di una spartizione premeditata a tavolino tra i partiti politici.
(da www.lapadania.com 30 marzo 2004)




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