Anita Simoni, 60 anni, è la moglie di un imprenditore edile
La telefonata al marito: "Aveva un accento slavo"
Trento, rapita una donna
chiesto riscatto di 400 mila euro
TRENTO - Una donna di 60 anni, moglie di un imprenditore edile, è stata sequestrata in Trentino. I banditi si sono già fatti vivi telefonicamente chiedendo un riscatto di 400 mila euro. La donna si chiama Anita Simoni, maestra in pensione, che con il marito Modesto Marchiori abita in una villa a Ponte Arche, non lontano da Trento.
L'uomo è tornato a casa ieri sera verso le ore 19 e non ha trovato la moglie. Più tardi ha ricevuto alcune telefonate da persone con accento straniero, probabilmente slavo. Gli è stato detto di tenere pronto il riscatto. In una telefonata ha anche potuto parlare con la moglie in lacrime. Poi più nulla. Con il passare delle ore i sequestratori non si sono fatti più sentire.
Secondo un testimone, una macchina di color chiaro sarebbe stata vista allontanarsi dalla villa verso l'ora presunta del rapimento.
La villa dell'imprenditore - come riferiscono stamani i giornali locali - fu al centro di un furto un paio di anni fa, quando qualcuno riuscì a entrare mentre i proprietari dormivano, e forse li narcotizzarono, rubando gioielli e denaro.
I carabinieri stanno facendo una vasta battuta e indagano anche nell'ambiente di lavoro dell'imprenditore. La zona di Ponte Arche, a circa una trentina di chilometri da Trento sulla strada per Madonna di Campiglio, è tutta presidiata da posti di blocco.
Il sindaco di Lomaso, di cui Ponte Arche è frazione, Guido Turrini, si dice incredulo che una famiglia come quella dell'impresario edile sia stata presa di mira. "E' una famiglia che vive del proprio lavoro - ha dichiarato - non si possono certo definire ricchi. Per me la notizia è un fulmine a ciel sereno".




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