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    Predefinito La "buona fede" della base leghista

    La cosiddetta "buona fede" é una malattia. Un ostacolo al dispiegarsi del raziocinio. Rischia spessissimo di diventare un insulto all' intelligenza (per chi ne é dotato chiaramente).
    La "buona fede" é una scusa. Molte volte un pavento per paraculi. É quel tipo di mal di testa che invece di curalrlo, per assurdo, uno preferisce abituarvisi. É la serracinersca dell' uso del cerebro. E i leghisti ne hanno abusato in ogni tempo e modo. Mille, tremila post con riferimento alla "buona fede", centomila arringhe di sezione e tra amici. Un decalogo lungo come la storia della Lega pieno di errori che ultima analisi, finiamo per spiegare e GIUSTIFICARE con la "buona fede". Anch' io ero uno di quelli che ne abusava per spiegare i rivolgimenti e gli accadimenti della Lega. Pure nel mio libro l' ho nominata per non "colpevolizzare" troppo certa base e certa dirigenza. Ops, diligenza.
    Son passati 10 anni, siamo andati da destra a sinistra, dal centro che "stava sopra" all' indipendenza, dalla "Ita-glia fuori dai coglioni" a giurare da ministri ai triculoriti, dalla Gnp alle canzoni in napoletano... tutto sempre in "buona fede". Dopo ogni errore e ogni vaccata non pensavamo di aver nulla da imparare o da riproverarci: erano gli altri ad essere stati delle canaglie, noi eravamo in "buona fede". La diligenza poi!! Sbagliava per poca esperienza, perché ingannata!! Aveva troppa "buona fede"!! E se ci veniva mezzo dubbio sui capi...no, non eravamo stati noi gli idioti a spalleggiarli...no, perché eravamo in "buona fede".
    Questa era la scusa di sempre: mai un minimo di autocritica, mai un minimo di protagonismo dal basso per bussare in alto e vedere cosa faceva la diligenza. No, o dentro o fuori. O grancassa della diligenza e pappagalli di Bossi o cambiare aria. E ad ogni patatrac..."ma in fondo eravamo in buona fede!".
    Con gli anni si vedono i risultati. I risultati della diligenza che la Lega si trova e dell' incapacitá della base, o zoccolo duro, di rinterpretare la storia e le scelte. Caso eclatante é oggi la "guerra di sucessione". Tutti i fedelissimi sperano nel ritorno di Bossi e si dividono sostanzialmente in 2 correnti: 1- Quelli che non immaginano la Lega e il mondo senza di lui e non hanno nessuna fiducia nei suoi "eredi" perché considerano Umberto "L' unico puro"(gli altri potrebbero essere un po`poltronari); 2 - Quelli che rivogliono il capo in sella ma non disperano nella sucessione perché ritengono che tra i papabili ve ne sia piú d' uno valido. I primi mettono la mano sul fuoco della "buona fede" di Bossi, i secondi sulla sostanziale di tutti, uno piú uno meno.
    Chi conosce la storia della Lega sa che di farabutti alla dirigenza ve ne sono stati a decine. Dato assodato. Quanti di loro erano stati scelti direttamente dalla base? Pochissimi. Quanti i cretini scelti di Bossi? Quasi tutti. Certo...in "buona fede".

    Morale: esiste dentro e fuori la Lega la tendenza a tentare di giudicare, piú o meno, la dirigenza, fermandosi peró all' uscio dell' ufficio del segretario federale. Eppure sappiamo tutti che la Lega é una dittatura e ogni scelta é stata personale e insindacabile. La base ha contato comedue di picche.
    Se crediamo nella Padania e nel progetto il capitolo "buona fede" lo dobbiamo chiudere.
    E il primo processo che dobbiamo fare é a noi stessi, mettendoci in discussione, scavando sino al midollo delle nostre convinzioni.
    O la base, maturata alla fine, prende in mano il partito in sto momento o gli sciacalli se lo dividono. Chiaro, in "buona fede" peró.

    ERWACHE PADANI

    Paolo

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  2. #2
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    Predefinito Re: La "buona fede" della base leghista

    In origine postato da Wotan
    La cosiddetta "buona fede" é una malattia. Un ostacolo al dispiegarsi del raziocinio. Rischia spessissimo di diventare un insulto all' intelligenza (per chi ne é dotato chiaramente).
    La "buona fede" é una scusa. Molte volte un pavento per paraculi. É quel tipo di mal di testa che invece di curalrlo, per assurdo, uno preferisce abituarvisi. É la serracinersca dell' uso del cerebro. E i leghisti ne hanno abusato in ogni tempo e modo. Mille, tremila post con riferimento alla "buona fede", centomila arringhe di sezione e tra amici. Un decalogo lungo come la storia della Lega pieno di errori che ultima analisi, finiamo per spiegare e GIUSTIFICARE con la "buona fede". Anch' io ero uno di quelli che ne abusava per spiegare i rivolgimenti e gli accadimenti della Lega. Pure nel mio libro l' ho nominata per non "colpevolizzare" troppo certa base e certa dirigenza. Ops, diligenza.
    Son passati 10 anni, siamo andati da destra a sinistra, dal centro che "stava sopra" all' indipendenza, dalla "Ita-glia fuori dai coglioni" a giurare da ministri ai triculoriti, dalla Gnp alle canzoni in napoletano... tutto sempre in "buona fede". Dopo ogni errore e ogni vaccata non pensavamo di aver nulla da imparare o da riproverarci: erano gli altri ad essere stati delle canaglie, noi eravamo in "buona fede". La diligenza poi!! Sbagliava per poca esperienza, perché ingannata!! Aveva troppa "buona fede"!! E se ci veniva mezzo dubbio sui capi...no, non eravamo stati noi gli idioti a spalleggiarli...no, perché eravamo in "buona fede".
    Questa era la scusa di sempre: mai un minimo di autocritica, mai un minimo di protagonismo dal basso per bussare in alto e vedere cosa faceva la diligenza. No, o dentro o fuori. O grancassa della diligenza e pappagalli di Bossi o cambiare aria. E ad ogni patatrac..."ma in fondo eravamo in buona fede!".
    Con gli anni si vedono i risultati. I risultati della diligenza che la Lega si trova e dell' incapacitá della base, o zoccolo duro, di rinterpretare la storia e le scelte. Caso eclatante é oggi la "guerra di sucessione". Tutti i fedelissimi sperano nel ritorno di Bossi e si dividono sostanzialmente in 2 correnti: 1- Quelli che non immaginano la Lega e il mondo senza di lui e non hanno nessuna fiducia nei suoi "eredi" perché considerano Umberto "L' unico puro"(gli altri potrebbero essere un po`poltronari); 2 - Quelli che rivogliono il capo in sella ma non disperano nella sucessione perché ritengono che tra i papabili ve ne sia piú d' uno valido. I primi mettono la mano sul fuoco della "buona fede" di Bossi, i secondi sulla sostanziale di tutti, uno piú uno meno.
    Chi conosce la storia della Lega sa che di farabutti alla dirigenza ve ne sono stati a decine. Dato assodato. Quanti di loro erano stati scelti direttamente dalla base? Pochissimi. Quanti i cretini scelti di Bossi? Quasi tutti. Certo...in "buona fede".

    Morale: esiste dentro e fuori la Lega la tendenza a tentare di giudicare, piú o meno, la dirigenza, fermandosi peró all' uscio dell' ufficio del segretario federale. Eppure sappiamo tutti che la Lega é una dittatura e ogni scelta é stata personale e insindacabile. La base ha contato comedue di picche.
    Se crediamo nella Padania e nel progetto il capitolo "buona fede" lo dobbiamo chiudere.
    E il primo processo che dobbiamo fare é a noi stessi, mettendoci in discussione, scavando sino al midollo delle nostre convinzioni.
    O la base, maturata alla fine, prende in mano il partito in sto momento o gli sciacalli se lo dividono. Chiaro, in "buona fede" peró.

    ERWACHE PADANI

    Paolo
    Wotan queste analisi vanno fatte a rate...ogni tre righe ci vuole una aspirina , contro il maldi testa. La verità fà troppo male, e vedrai in quanti gireranno al largo, con o senza pillola.

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: La "buona fede" della base leghista

    In origine postato da parmigiano
    Wotan queste analisi vanno fatte a rate...ogni tre righe ci vuole una aspirina , contro il maldi testa. La verità fà troppo male, e vedrai in quanti gireranno al largo, con o senza pillola.
    Dai, fanno bene i mal di testa a volte, ci indicano che qualcosa non va, che il cervello troppo si sta torcendo nel cercare il senso al non senso...e quindi che é ora finirla di scusare tutto e tutti, per una cosa o per l' altra...

    Paolo

  4. #4
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    Predefinito

    Condivido molte delle cose che scrive Wotan e vorrei aggiungere una colpa del Popolo Leghista (non necessariamente identico a quello Padano).

    Non c'e' la disponibilita' a discutere, a fare proposte concrete e realizzabili, a fare domande precise, magari imbarazzanti, a chi e' stato eletto, o scelto in altro modo, a posti di responsabilita'.
    Quando l' operato di qualcuno non va bene, i Leghisti, almeno dalle mie parti, disertano le riunioni, inventano impegni (tipico dei pensionati ) e, quando vengono, tirano fuori solo temi burocratici od organizzativi di bassissima lega. Nulla sulle cause del malcontento.

    Poi ci si lamenta se questo popolo, ormai asservito alla vigliaccheria ed alla maleducazione delle razze afro-terroniche, diserta, tradisce o se ne frega.

    Che merda

  5. #5
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    Predefinito

    Da anni vedo gente che si dedica anima e corpo alla Lega e poi, quando c’è in gioco una piccola carica interna o istituzionale, si tira indietro, lasciando spazio ad opportunisti e approfittatori. E non credo che Bergamo sia un caso isolato. Il leghista, quello che ci crede, difficilmente vuol fare il protagonista; ha una visione della politica come servizio, come aspirazione ad una sorta di missionariato laico. In questo modo chi si fa avanti, chi prevale, alla fine, sono quasi sempre gli “altri”. Per questo si è formata una classe dirigente e di eletti alle alte cariche con una grandissima percentuale di approfittatori, che hanno gioco facile a comprare la base con una pacca sulle spalle o con cinque cene all’anno nelle squallide tavolate delle feste estive (squallide per le facce estasiate dei militanti di fronte al ministro o al parlamentare di turno che si abboffano allegramente).
    Quel che è peggio è che questa classe di approfittatori coopta al potere i propri simili.
    Su questo sono d’accordo con Wotan: siamo in un circolo vizioso da cui solo una presa di coscienza della base ci può tirar fuori.
    Non so se questo è il momento buono: l’assenza di Bossi permette una maggiore libertà di giudizio da parte della base, ma la mancanza di un punto di riferimento comporta il rischio di uno sfaldamento del Movimento. Gli scricchiolii già si avvertono.

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da auverno
    Da anni vedo gente che si dedica anima e corpo alla Lega e poi, quando c’è in gioco una piccola carica interna o istituzionale, si tira indietro, lasciando spazio ad opportunisti e approfittatori. E non credo che Bergamo sia un caso isolato. Il leghista, quello che ci crede, difficilmente vuol fare il protagonista; ha una visione della politica come servizio, come aspirazione ad una sorta di missionariato laico. In questo modo chi si fa avanti, chi prevale, alla fine, sono quasi sempre gli “altri”. Per questo si è formata una classe dirigente e di eletti alle alte cariche con una grandissima percentuale di approfittatori, che hanno gioco facile a comprare la base con una pacca sulle spalle o con cinque cene all’anno nelle squallide tavolate delle feste estive (squallide per le facce estasiate dei militanti di fronte al ministro o al parlamentare di turno che si abboffano allegramente).
    Quel che è peggio è che questa classe di approfittatori coopta al potere i propri simili.
    Su questo sono d’accordo con Wotan: siamo in un circolo vizioso da cui solo una presa di coscienza della base ci può tirar fuori.
    Non so se questo è il momento buono: l’assenza di Bossi permette una maggiore libertà di giudizio da parte della base, ma la mancanza di un punto di riferimento comporta il rischio di uno sfaldamento del Movimento. Gli scricchiolii già si avvertono.
    Io direi che invece é questo il momento giusto per "prendere coscienza di se stessi". Con Bossi presente lui lo farebbe per tutti, impartendo il SUO idem sentire che la base, senza pensare né ragionare, prenderebbe come proprio. Come sempre.
    Questo invece sarebbe il momento di pensare e vedere con i pri occhi e i propri sentimenti e non attraverso quelli del capo.

    Paolo

 

 

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