Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Pensare in grande, agire di conseguenza

    Prima o poi è bene che almeno su questo forum la destra radicale inizi a fare un pò di autocritica...
    Voglio dire che è giunto il momento di osare ciò che non è mai sato fatto nella storia del radicalismo di destra italiano: migliaia di pubblicazioni, associaziioni culturali ovunque, grandi discussioni... ma mai un'analisi seria e oggettiva della nostra inconcludenza e della nostra marginalità.
    Capisco che la questione sia spinosa e talmente delicata da volerla evitare, ma tant'è cari camerati....non so se vi siete accorti ma siamo nel 2005 e forse è giunto il momento di andare oltre il nostro ormai decennale ONANISMO MILITANTE.

    Se mi permettete inizierei la discussione, buttando li una domanda semplice semplice: COSA SIGNIFICA OGGI, PER NOI, FARE POLITICA ?

    Significa "DARE LA NOSTRA TESTIMONIANZA", ovvero accontentarsi di dire al momdo che esistiamo ancora, che siamo duri a morire, che non molleremo mai?

    Oppure significa costruire una solida alternativa Nazionale, capace di sfidare il blocco di potere dominante, capace di calarsi nei conflitti emergenti per tentare la conquista del potere?

    Se la risposta è la prima allora andiamo avanti come abbiamo sempre fatto, magari facendo un accordo con la destra sionista per portare a casa qualche manciata di deputati.

    Se la risposta è la seconda, allora l'unica strada è quella dello scontro frontale con il nostro nemico e concorrente: la destra sionista oggi al governo.

  2. #2
    ardimentoso
    Ospite

    Predefinito

    io sono per la seconda.
    mai con la cdl.
    biognerebbe capire cosa ne pensano i vari ducetti.

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Sommariamente, giusto per ''scaldare i motori''

    1) a livello culturale la destra radicale, tranne alcune eccezioni [assai rilevanti, peraltro], non ha prodotto nulla di decente negli ultimi vent'anni. Qui risiede una causa della sua attuale marginalità, perché è anche dall'elaborazione culturale che nascono i programmi politici

    2) ovvio che politica non significa fare testimonianza ma neanche cadere nei seguenti errori TIPICI dell'area:

    A) frazionismo politico spinto ai limiti del masochismo

    B) ideologismo sfrenato e conseguente scarso realismo politico

    C) cecità politica colossale, in primis nel farsi ''scippare'' la lotta all'immigrazione, che doveva essere da subito un cavallo di battaglia [cecità frutto di molteplici fattori, tra cui tutti quelli elencati in precedenza]

  4. #4
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Pensare in grande, agire di conseguenza

    In origine postato da Arancia Meccanica
    Prima o poi è bene che almeno su questo forum la destra radicale inizi a fare un pò di autocritica...
    Voglio dire che è giunto il momento di osare ciò che non è mai sato fatto nella storia del radicalismo di destra italiano: migliaia di pubblicazioni, associaziioni culturali ovunque, grandi discussioni... ma mai un'analisi seria e oggettiva della nostra inconcludenza e della nostra marginalità.
    Capisco che la questione sia spinosa e talmente delicata da volerla evitare, ma tant'è cari camerati....non so se vi siete accorti ma siamo nel 2005 e forse è giunto il momento di andare oltre il nostro ormai decennale ONANISMO MILITANTE.

    Se mi permettete inizierei la discussione, buttando li una domanda semplice semplice: COSA SIGNIFICA OGGI, PER NOI, FARE POLITICA ?

    Significa "DARE LA NOSTRA TESTIMONIANZA", ovvero accontentarsi di dire al momdo che esistiamo ancora, che siamo duri a morire, che non molleremo mai?

    Oppure significa costruire una solida alternativa Nazionale, capace di sfidare il blocco di potere dominante, capace di calarsi nei conflitti emergenti per tentare la conquista del potere?

    Se la risposta è la prima allora andiamo avanti come abbiamo sempre fatto, magari facendo un accordo con la destra sionista per portare a casa qualche manciata di deputati.

    Se la risposta è la seconda, allora l'unica strada è quella dello scontro frontale con il nostro nemico e concorrente: la destra sionista oggi al governo.
    Dopo un titolo così limitarsi al confronto con la cosiddetta destra sionista mi sembrerebbe riduttivo

  5. #5
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Sommariamente, giusto per ''scaldare i motori''

    1) a livello culturale la destra radicale, tranne alcune eccezioni [assai rilevanti, peraltro], non ha prodotto nulla di decente negli ultimi vent'anni. Qui risiede una causa della sua attuale marginalità, perché è anche dall'elaborazione culturale che nascono i programmi politici

    2) ovvio che politica non significa fare testimonianza ma neanche cadere nei seguenti errori TIPICI dell'area:

    A) frazionismo politico spinto ai limiti del masochismo

    B) ideologismo sfrenato e conseguente scarso realismo politico

    C) cecità politica colossale, in primis nel farsi ''scippare'' la lotta all'immigrazione, che doveva essere da subito un cavallo di battaglia [cecità frutto di molteplici fattori, tra cui tutti quelli elencati in precedenza]
    Applausi! Aggiungerei anche 1) l'incapacità, davanti all'ipotesi concreta di un'azione comune, di avere una base programmatica su cui tutti, tutti!, riconoscersi come area, come Destra Radicale, con le maiuscole, quindi soggetto politico definito; 2) l'ostinazione con cui si cerca di "farsi capire" dalla gente interpretandone liberamente le esigenze senza invece comprendere che è giunto il momento di ascoltare le istanze molteplici e complesse di una società veloce e articolatissima; 3) la paura di mettere in discussione le proprie stesse proposte politiche per valutarne il successo o il fallimento e di conseguenza, con coraggio, prendere atto e correggere la mira, sempre nel rispetto dei valori... ma è già stato detto correttamente che è da 20 anni che non si cava un ragno dal buco a certi livelli e l'elaborazione dovrebbe partire da lì; 4) la cecità davanti alle nuove questioni morali (i cosiddetti diritti civili, penso alla regolamentazione delle coppie di fatto eterosessuali o alla fecondazione artificiale) che emergono dalla società moderna, davanti alle quali la gente (ed è ad essa che fino a prova contraria ci si rivolge dal momento che si partecipa alle elezioni) chiede ben più di un secco "no" o di un ideologico "sì".

  6. #6
    fedalmor
    Ospite

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    La domanda sorge spontanea... ma noi, vogliamo fare politica? Per quella che è la mia, limitata, esperienza politica di partito l'impressione che ho avuto non è mai stata né di testimonianza, né di politica. Spesso, si è rasentato non dico il vittimismo, ma sicuramente la nostalgia. A volte, dietro a grandi dichiarazioni politiche ho scoperto nascondersi ambizioni di poltrona. Raramente, ho partecipato a discussioni di politica concreta, reale, a tratti commovente per la sua bellezza, se solo avessimo i numeri per realizzarla. L'atteggiamento imperante, però, è quello del purismo, della testimonianza, della nostaligia. Insomma, i più anziani guardano chi al PNF, chi al PFR, chi all'MSI con gli occhi lucidi, i ragazzi s'infiammano appena sentono qualcosa che s'avvicini al FdG... ma nessuno pensa all'oggi. Forse è per questo che il 99% dei nostri volantini, dei nostri articoli, dei nostri comunicati sono necrologi. E, intendiamoci, sono il primo a scriverli, ma mi piacerebbero che i rapporti di forza fossero l'opposto (ossia, l'1% di doverosa testimonianza per chi ha combattuto e il 99% di politica contingente). Partoriamo idee in relazione a problemi sottopostici da terzi... ma nessuno che si alza più a dire qualcosa, se non di fascista, perlomeno di attuale.

    Dobbiamo abbracciare una battaglia comune forte, che non sia d'antagonismo alla CdL e/o alla GAD, ma qualcosa di alieno a entrambe. Fermo restando l'antagonismo di base alle stesse.

    Voglio dire, distinguiamoci per qualcosa di connotativo, di originale, di nostro! Un esempio fra tutti? Rischierei di rientrare nel nostalgico, riconosco la mia limitatezza.

    Tempo fa scrissi sul forum della Fiamma queste righe, in merito:

    Cultura/Storia: parallelismo istituzioni fasciste / istituzioni repubblicane moderne (differenze, ma soprattutto analogie e 'plagi') con particolare attenzione a diritto e burocrazia (accentramento, ruolo dei podestà, etc.); rivisitazione storica (presa di coscienza sul reale contesto internazionale e smitizzazione del fascismo come dittatura del terrore); rivalutazioni delle radici d'estrazione proletaria e piccolo-borghese (smitizzazione del fascismo come movimento economicamente elitario, luogo comune forgiato dai rossi che ci dipingono come i servi dei potenti);
    Politica: decisa presa di posizione sulle tematiche odierne in merito ad art.18/politica estera/immigrazione, con particolare accento sulle politiche socio-economiche in prospettiva corporativista, difesa della tradizione, lancio d'iniziative concrete per la riduzione dei privilegi parlamentari (nuova forma di nobiltà) e per lo snellimentoo della burocrazia (come per la storia, anti-devoluzione accentratrice e, questo lo dico a titolo personale, proposta d'abolizione delle regioni - anche se ci sono le regionali - e trasferimento dei poteri ai comuni capoluogo di provincia, con la provincia come entità amministrativa minima, con uffici delocalizzati al posto degli odierni comuni... insomma, rivogliamo i podestà), in questo contesto snellire le pratiche giudiziarie e, al contempo, prevedere pene realmente commisurate ai delitti, inasprire le espulsioni degli irregolari e combattere senza quartiere il lavoro nero 'sommerso' puntando sul rilancio dello Stato (sociale) attivo nell'imprenditoria; reali proposte di riforma della scuola pubblica inserendo non tanto altra carne al fuoco delle materie, quanto sovvenzioni pubbliche per l'acquisto dei testi e per i trasporti degli studenti, cavalcando le privatizzazioni dei trasporti stessi con debite campagne d'appalto; valorizzazione del prodotto italiano trovando una gabola per non essere trombati dall'europa e contemporaneamente ridurre i costi del made in Italy rispetto ai concorrenti stranieri; riorganizzazione della sanità pubblica e revisione delle categorie di medicinali sovvenzionati...
    Perdonate il copia e incolla, ma l'ora tarda non concilia...

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da fedalmor
    La domanda sorge spontanea... ma noi, vogliamo fare politica? Per quella che è la mia, limitata, esperienza politica di partito l'impressione che ho avuto non è mai stata né di testimonianza, né di politica. Spesso, si è rasentato non dico il vittimismo, ma sicuramente la nostalgia. A volte, dietro a grandi dichiarazioni politiche ho scoperto nascondersi ambizioni di poltrona. Raramente, ho partecipato a discussioni di politica concreta, reale, a tratti commovente per la sua bellezza, se solo avessimo i numeri per realizzarla. L'atteggiamento imperante, però, è quello del purismo, della testimonianza, della nostaligia. Insomma, i più anziani guardano chi al PNF, chi al PFR, chi all'MSI con gli occhi lucidi, i ragazzi s'infiammano appena sentono qualcosa che s'avvicini al FdG... ma nessuno pensa all'oggi. Forse è per questo che il 99% dei nostri volantini, dei nostri articoli, dei nostri comunicati sono necrologi. E, intendiamoci, sono il primo a scriverli, ma mi piacerebbero che i rapporti di forza fossero l'opposto (ossia, l'1% di doverosa testimonianza per chi ha combattuto e il 99% di politica contingente). Partoriamo idee in relazione a problemi sottopostici da terzi... ma nessuno che si alza più a dire qualcosa, se non di fascista, perlomeno di attuale.

    Dobbiamo abbracciare una battaglia comune forte, che non sia d'antagonismo alla CdL e/o alla GAD, ma qualcosa di alieno a entrambe. Fermo restando l'antagonismo di base alle stesse.

    Voglio dire, distinguiamoci per qualcosa di connotativo, di originale, di nostro! Un esempio fra tutti? Rischierei di rientrare nel nostalgico, riconosco la mia limitatezza.

    Tempo fa scrissi sul forum della Fiamma queste righe, in merito:



    Perdonate il copia e incolla, ma l'ora tarda non concilia...


    Quoto

    una cosa sull'accentramento del potere:

    sostituire le regioni con altre con più poteri decisionali ma facenti capo ad uno stato sovrano che nè controlla l'operato (tipo i länder tedeschi) non sarebbe una cattiva idea?

  8. #8
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    Sommariamente, giusto per ''scaldare i motori''
    Sottoscrivo ogni virgola di quanto hai scritto caro Paul

    Il punto C è fondamentale...
    Come avevo cercato di mettere in luce nella discussione "è colpa o no degli immigrati" questo macato inserimento della questione "immigrazione" lo dobbiamo innanzitutto all'influenza del MOVIMENTO SOCIALE e in particolare alla corrente rautiana e ai suoi maldestri tentativi di assimilare il pensiero della Nouvelle Droite.

    Su questo forum stiamo facendo del nostro meglio (metapoliticamnte parlando) per superare questo immenso scoglio culturale, ma come hai avuto modo di vedere le resistenze sono fortissime.

  9. #9
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    In origine postato da Enrico2005
    Quoto

    una cosa sull'accentramento del potere:

    sostituire le regioni con altre con più poteri decisionali ma facenti capo ad uno stato sovrano che nè controlla l'operato (tipo i länder tedeschi) non sarebbe una cattiva idea?
    NO, bisogna evitare come la peste il federalismo degli egoismi in cui ogni regione pensa solo a sè stessa andando ad inficiare il senso nazionale Italiano.

  10. #10
    Ospite

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    In origine postato da alternativoDX
    ....... il federalismo degli egoismi in cui ogni regione pensa solo a sè stessa andando ad inficiare il senso nazionale Italiano.

    Federalismo Degli egoismi cosa vuol dire?

    chi è che ha parlato di inficiare il senso nazionale?

    io ho solo fatto una proposta

 

 

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