Caro parente, nella fattispecie cugino, ti scrive un dottore del politecnico di bari, il quale oltre a ostentare tutta la sua amicizia e la sua comprensione per il tuo gesto, vorrebbe altresì comunicare a tutti coloro i quali si sono interessati a tale vicenda, che un gesto di questa forza, talvolta riulta proprio inevitabile, soprattutto quando la legge attuale, quella dei comunisti per capirci, risulta maggiormente a favore delle troiette di paese, piuttosto che osservante della scienza e delle necessità che attengono all'universo maschile. Vorremmo, con tutto il cuore, ringraziarti per quello che è accaduto, malgrado consapevoli che ciò potrebbe animare le intenzioni di chi spesso ha osservato quanto infame sia una minigonna e quanto potere essa abbia; pertanto riteniamo che si debba soffermarsi non soltanto su dei disgraziati che affermano di aver perso una figlia, ma anche, per contro sulla libertà che spesso conferisce la legge alle ragazze di delinguere impunemente spargendo veleno allorquando i coetanei delle stesse risultano dominanti psicologicamente nei confronti di un banale oggettino sessuale sul quale sono solite sedersi. Potendo, molti di noi farebbero la stessa cosa, proprio il rispetto civile per la legge ci impedisce in massa di perpetrare una giustizia sommaria la quale, evidentemente, non risulta essere per nulla cieca, poiche la scadenza della carcerazione preventiva, come nel tuo caso, può significare che anche tra le maglie strette della legge, sussiste un partigianesimo maschile consapevole degli atteggiamenti presupponenti tipici delle nostre ragazze di paese. Di certo nessuno piange la loro morte.
Felicitazioni.
Ho parlato.