Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Arrow Addio a Gabriella Ferri

    Dal sito Www.Ansa.It.

    ROMA - La cantante, caduta dal balcone della sua abitazione di Corchiano, sui Monti Cimini nel viterbese - e trasportata al San Camillo di Roma - e' morta in seguito a un incidente causato da un malore, probabilmente legato ai farmaci antidepressivi di cui faceva uso.
    A sottolinearlo sono stati ieri sera i familiari. Gabriella non ha mai manifestato l'intenzione di suicidarsi - sostengono - ne' tantomeno ha lasciato biglietti o messaggio o altri scritti da cui si potesse evincere la volonta' di compiere un gesto cosi' estremo.
    I carabinieri di Corchiano che stanno ricostruendo la dinamica della morte della cantante mantengono il massimo riserbo. Nessuno l'avrebbe vista precipitare. A dare l'allarme e' stato un vicino che ha visto il corpo a terra.

    04/04/2004 20:20

  2. #2
    sempre soccombente
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    Predefinito



    Dove sta Zazà
    Cutolo - Cioffi

    Era la festa di San Gennaro,
    quanta folla per la via...
    Con Zazá, compagna mia,
    me ne andai a passeggiá.

    C'era la banda di Pignataro
    che suonava il "Parsifallo"
    e il maestro, sul piedistallo,
    ci faceva deliziá...

    Nel momento culminante
    del finale travolgente,
    'mmiez'a tutta chella gente,
    se fumarono a Zazá!...

    Dove sta Zazá?!
    Uh, Madonna mia...
    Come fa Zazá,
    senza Isaia?...
    Pare, pare, Zazá,
    che t'ho perduta, ahimé!
    Chi ha truvato a Zazá
    ca mm''a purtasse a me...
    Jámmola a truvá...
    sù, facciamo presto..
    Jámmola a incontrá
    con la banda in testa...
    Uh, Zazá!
    Uh, Zazá!
    Uh, Zazá!
    tuttuquante aîmm''a strillá:
    Zazá, Zazá,
    Isaia sta ccá!
    Isaia sta ccá!
    Isaia sta ccá!...
    Zazá, Zazá,
    za-za-za-za,
    comm'aggi 'a fá pe' te truvá?!
    I', senza te, nun pozzo stá...
    Zazá, Zazá,
    za-za-za-za....

    Za-za-za-za-za-za-zá...

    Era la festa di San Gennaro,
    ll'anno appresso cante e suone...
    bancarelle e prucessione...
    chi se pò dimenticá!?

    C'era la banda di Pignataro,
    centinaia di bancarelle
    di torrone e di nocelle
    che facevano 'ncantá.

    Come allora quel viavai,
    ritornò per quella via...
    Ritornò pure Isaia,
    sempre in cerca di Zazá...

    Dove sta Zazá?
    Uh! Madonna mia...
    Come fa Zazá,
    senza Isaia?
    Pare pare, Zazá
    che t'ho perduta, ahimé!
    Chi ha truvato a Zazá,
    ca mm''a purtasse a me...
    Se non troverò
    lei, ch'è tanto bella,
    mm'accontenterò
    'e trová 'a sorella...
    T'amerò,
    t'amerò,
    t'amerò,
    pure a lei glielo dirò
    che t'amerò:
    T'amerò, Zazá!
    T'amerò, Zazá!
    T'amerò, Zazá!
    Zazá, Zazá,
    za-za-za-za...
    che t'amerò ll'aggi''a cuntá...
    Con tua sorella aggi''a sfugá...
    Zazá, Zazá,
    za-za-za-za...

    Zazá, Zazá,
    za-za-za-za...
    comm'aggi''a fá pe' te truvá?!
    I', senza te, nun pòzzo stá!
    Zazá, Zazá,
    za-za-za-za-za...

    Za-za-za-za-za-za-zá...

  3. #3
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    Predefinito

    Vecchia Roma
    Ruccione

    [...] Vecchia Roma sotto la luna nun canti più
    li stornelli, le serenate de gioventù!
    Er progresso l'ha fatta granne ma 'sta città
    nun è quella 'ndo se viveva tanti anni fa.
    Più nun vanno l'innamorati pe' Lungotevere
    a rubasse li baci a mille là sotto l'alberi
    e li sogni sfojati all'ombra d'un cielo blu'
    so' ricordi d'un tempo bello che nun c'è più
    e li sogni sfojati all'ombra d'un cielo blu
    so' ricordi d'un tempo bello che nun c'è più. [...]

  4. #4
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    Predefinito Gabriella Ferri

    La voce della canzone popolare

    Nata a Roma 63 anni fa, è rimasta fedele alle sue origini d'interprete folk a dispetto delle mode e dei cambiamenti di stili

    Mancava dalle scene da molti anni ma non era mai stata dimenticata


    ROMA - Con Gabriella Ferri si spegne una delle voci più celebri della canzone popolare romana. Nata a Roma 63 anni fa, la cantante aveva iniziato la carriera negli anni Sessanta, ottenendo grandi consensi con la rivisitazione dei successi della canzone romana. Con La società dei magnaccioni arrivò a vendere un milione e 700 mila copie.

    Mancava dalle scene da molti anni ma non era mai stata dimenticata. L'annuncio del suo ritorno era diventato una malinconica consuetudine per quanti non hanno mai smesso di sperare in un suo ritorno, e, soprattutto, nella conclusione della perenne lotta con i suoi fantasmi. "Non abito più a Campo dei Fiori ma dopo trent'anni ogni volta che ci torno la gente mi abbraccia. Ecco perché mi manca tanto. Ciò che mi manca di più però è il canto. In questi anni molti artisti sono tornati a casa: l'ho fatto anch'io, mi ci vedete a cantare Le Mantellate tra un quiz e un altro?".

    In questo autoritratto Gabriella Ferri ha riassunto tutte le cose più importanti della sua vita, Roma, la musica, la frattura insanabile con la realtà del presente. Gabriella Ferri rimane un caso unico di artista che rimasta coerentemente fedele alle sue origini d'interprete folk riuscita a portare la sua arte al grande pubblico anche quello televisivo e, soprattutto, a rimanere nell'affetto della gente anche a dispetto delle mode e dei cambiamenti di stili e di epoche.

    Aveva cominciato, lei che è uno dei simboli della Roma della poesia e della canzone, all'Intras Club di Milano negli anni 60: poi al Bagaglino di Roma ha trovato il palcoscenico da dove cominciare la sua avventura con gli stornelli romani. Poi con il successo sono arrivate anche le apparizioni in televisione dove il suo temperamento naturalmente teatrale ha trovato l'evoluzione ideale: erano gli anni 70 ed erano ancora i tempi dei grandi varietà televisivi come Senza rete e Dove sta Zazà dove con Sempre, la sigla di chiusura, ha lasciato una delle pagine più belle della storia della musica italiana in televisione. Sono venuti poi titoli famosi come Mazzabubù, Giochiamo al varietà e, più di recente, nell'ambito di uno dei suoi tanti "ritorni", Biberon.

    Oltre alle più famose canzoni della tradizione romana la Ferri ha anche saputo interpretare in modo personale e profondo anche quelli della tradizione napoletana, l'altro grande patrimonio della nostra cultura popolare. Se tu ragazzo mio, Ciccio Formaggio, Lassatece passà, Rosamunda, Tutti al mare, Vecchia Roma sono alcuni dei titoli più famosi di Gabriella Ferri che ha nel suo curriculum anche un'apparizione al Festival di Sanremo in coppia con Steve Wonder con il quale cantò Il sole è di tutti.

    Nel suo canzoniere, oltre alle già citate perle romane e napoletane c'è tanta musica diversa dalla canzone d'autore anni 70 a qualche incursione nei vecchi standard americani fino ad atmosfere latine.

    Poi la depressione, i momenti difficili, la partenza per l'America, l'esilio volontario nel viterbese, la lunga assenza dalle scene inframmezzata da qualche rara apparizione televisiva, ospite di Maurizio Costanzo e di Pippo Baudo e, alla fine di gennaio, dello show di Enrico Montesano su RaiUno.

    Nonostante l'inevitabile declino, Gabriella Ferri era rimasta uno spirito libero che non riusciva a trovare un posto nella scena attuale, troppo lontana dai valori su cui la Ferri ha costruito la propria vita. Non è un caso che siano stati numerosi i musicisti delle nuove generazioni che hanno voluto o tentato di collaborare con lei, primi tra tutti alcuni componenti della Piccola Orchestra Avion Travel. La pubblicazione poco tempo fa del suo ultimo disco, Ritorno al futuro aveva fatto sperare in un autentico ritorno, ma così non è stato.

    da:
    http://www.repubblica.it

  5. #5
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    "Scompare una vera artista con la sua voce sporca e sofferta"

    Il ricordo degli amici e colleghi. Costanzo: "Aveva talento vero"
    Baudo: "Quel male di vivere non l'ha più lasciata"

    Fiorello dedica a Gabriella Ferri la puntata d'esordio del suo show

    ROMA - La notizia della morte di Gabriella Ferri ha colpito il mondo dello spettacolo. Che è in lutto. A pochi minuti dal debutto del suo nuovo show del sabato sera, Fiorello, in un intervento nel corso del Tg1, ha annunciato che la puntata d'esordio verrà dedicata all'artista scomparsa, cui renderà omaggio con una sentita interpretazione di Dove sta Zazà.

    Maurizio Costanzo, che avrebbe dovuto avere ospite la Ferri martedì prossimo nel suo Show ricorda "sgomento" la cantante, "una col talento vero, un'artista". "Dopo un po' di anni nell'ombra l'avevo riportata in tv". "Non la vedevo da molto ma certo non avevo avuto l'impressione di una persona così depressa. Figurarsi che Demo Morselli mi ha chiamato poco fa per dirmi che lei avrebbe cantato tre pezzi e che di uno lui non riusciva a trovare gli spartiti. Gli ho detto: fattela cantare al telefono. Insomma, eravamo a questo, è assurdo. Doveva venire a registrare lunedì per poi andare in onda martedì". Costanzo, che ricorda di essere suo amico da 30 anni, conclude dicendo: "Non ho conosciuto molti artisti veri in vita mia, lei lo era".

    Per Enrico Montesano la notizia della sua morte "è stata una mazzata. Con Gabriella va via un altro pezzo di core de' Roma. Quando se ne vanno questi pezzi importanti, Alberto Sordi, Gabriella Ferri, ci sentiamo molto più soli in questa città che sta perdendo la sua identità. Per noi erano delle bandiere. Gabriella rappresentava una parte della grande tradizione romana, della sua canzone, della sua cultura". Montesano è rimasto anche molto sorpreso: "L'avevo vista il 31 gennaio, durante la mia trasmissione Trash su RaiUno. Mi aveva detto che stava meglio, che si sentiva bene, che stava tranquilla a casa, con il marito, i nipoti". Montesano ha voluto ricordare "la grande intelligenza" e la "straordinaria sensibilità. E come tutte le persone intelligenti e molto sensibili, era una persona che soffriva".

    Pippo Baudo, che l'aveva avuta ospite a Novecento, l'aveva sentita due mesi fa. "Avevamo parlato della possibilità di organizzare uno spettacolo. Era vogliosa di rimettersi in moto, di lavorare: la campagna mi annoia, mi rattrista, diceva. Gabriella - ricorda Baudo- non è stata mai molto felice: aveva questo male di vivere dentro di sé, che non l'ha più lasciata. Me la ricordo già all'epoca del primo, clamoroso debutto, a Senza rete, dopo che si era fatta notare come concorrente di Mike Bongiorno. Aveva sempre questa vena patetica. Sapeva entusiasmare per la sua voce popolare, ma anche sgranata, in cui c'era questo senso violento, realistico del cantare".

    Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha appreso "con grande dolore" della morte della cantante. "Per Roma e per i romani sarà difficile dimenticare le interpretazioni, anche innovative, delle canzoni tradizionali della nostra città che ci ha lasciato Gabriella Ferri. Per anni è stata una delle voci più belle della canzone italiana".

    Pierfrancesco Pingitore, papà del Bagaglino, non trova le parole per commentare la scomparsa di Gabriella Ferri. "Ci eravamo sentiti al telefono tempo fa, ci eravamo ripromessi di vederci. Gabriella era talmente grande, talmente personale, talmente artista che evidentemente aveva dentro qualcosa che alla fine si è rivelato fatale" aggiunge. "E' stata certamente l'artista più grande che abbia mai conosciuto. A volte è un termine che si usa in maniera facile e corriva per gli artisti ma quelli veri sono pochissimi. Gabriella lo era, e al massimo grado".

    Per Lando Fiorini, la morte di Gabriella Ferri è "una grossa perdita non solo per la canzone romana, ma anche per quella italiana e per il teatro. "Con Gabriella ci stimavamo: quando ci incontravamo, mi prendeva in giro perché diceva che cantavo troppo bene, in modo troppo pulito. E invece, sosteneva, le canzoni bisogna un po' sporcarle, come faceva lei". La Ferri ha un po' segnato anche la storia professionale di Fiorini: "Fui chiamato nel '67 da Pingitore a sostituirla al Bagaglino per due-tre settimane. Mi innamorai di quel genere di spettacolo, e così alla prima occasione è nato il mio Puff".

    A Gabriella Ferri è legato anche un bel pezzo di carriera di Pippo Franco: "Ho iniziato con lei, con i primi spettacoli della tv a colori, Dove sta Zazà, poi Mazzabubu. Qualche tempo fa ci siamo rivisti, per una commemorazione al Bagaglino, e abbiamo ripercorso insieme gioie e dolori di quegli anni. Gabriella nasce come cantante che esprime l'anima di Roma" sottolinea, "traghettando tutta quella cultura degli anni 30 e 40, che altrimenti sarebbe andata perduta, quel mondo anche pasoliniano che ha portato ai nostri giorni. E il suo modo di essere somigliava incredibilmente alle sue canzoni".

    Lucio Dalla, qualche mese fa, parlando della voce di Gabriella Ferri, la paragonò ad Anna Magnani. "E' una delle poche cantanti italiane che apre bocca e ti convince".

  6. #6
    Re del Fondoscala
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    non l'ho mai sentita

  7. #7
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    Poveretta, sembrava uscita dall'incubo che l'aveva avvolta anni fa e invece non ce l'ha fatta.
    Mi dispiace molto, ricordo bene la sua voce perchè quando ero piccolo mia madre ascoltava spesso i suoi dischi.

 

 

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