LETTERA APERTA AL SEGRETARIO NAZIONALE
la preoccupazione per le più recenti evoluzioni della situazione politica d'area, con particolare riguardo ai rapporti con il nostro Movimento ed il risultato incontrovertibile della discussione in Segreteria Nazionale che per nulla si riflette nel comunicato che a nome della stessa Segreteria Nazionale è stato ieri redatto e diffuso, con conseguente pubblicazione anche sul nostro organo ufficiale "LINEA" , mi spingono a formularTi alcune considerazioni.
Va riconosciuto a Te per primo e alla Dirigenza che Ti ha affiancato e Ti sostiene tuttora di avere affrontato con coraggio il tema della cosiddetta "unificazione d'area", almeno nella forma, embrionale ma unica possibile allo stato delle cose, di un cartello elettorale per le prossime elezioni europee.
E stato senza dubbio un "passaggio" che ha qualificato la Tua Segreteria, stabilendo una evidente "rottura" con un recente passato improntato all'egoistico isolamento.
Abbiamo partecipato ad incontri su incontri, privilegiando forse troppo alcuni che si ritengono per mezzi o per velleità mediatiche, ma non certo per riscontri elettorali, come i principali interlocutori d'area, a discapito di altri, senz'altro meno "rumorosi", ma, quanto a contenuti e proposte, indubbiamente più utili alla causa (e giustamente Tu richiamavi, quale esempio per tutti, il MNP di Cospito).
Si sono "aperte le porte" come mai in passato, chiedendo ai nostri militanti di dimenticare i passati screzi, di superare le indubbie diversità di stile politico, tutto nel nome del conseguimento di un superiore obiettivo: la formazione di una lista comune alle elezioni europee
Il Movimento, e Tu per primo, ha saputo dare una dimostrazione di generosità politica senza precedenti. Sarebbe stato facile infatti chiudersi a riccio, come in passato, ed "approfittare" della sicura elezione del proprio Segretario Nazionale al Parlamento Europeo, anziché offrire spontaneamente tale certezza di elezione a chi solo dopo un sonno decennale sembra aver riscoperto l'orgoglio di discendere dal più grande statista nella storia dell'Italia Unita (ed uno dei più grandi della intera Storia d'Occidente) ed altrettanta certezza di visibilità ad altre compagini le quali mai in passato hanno saputo discostarsi da percentuali decimali in una competizione elettorale politica nazionale.
I più recenti avvenimenti devono però imporre un cambiamento di rotta: abbiamo infatti dovuto, nostro malgrado, registrare che a fronte di tanta sincera disponibilità il Movimento è stato umiliato, beffeggiato, raggirato, aggredito e, peggio, usato dai nostri interlocutori.
Come potrebbe altrimenti definirsi l'atteggiamento dell'On. Mussolini, la quale sottoscrive con noi un patto e poi pretende poco tempo dopo di stravolgerne radicalmente il contenuto come se nulla fosse avvenuto?
Come potrebbe altrimenti commentarsi la continua diffidenza (tipica dell'avversario, non certo del camerata) con la quale i nostri militanti e dirigenti sono stati trattati sul territorio dai cosiddetti alleati di Forza Nuova e del Fronte Sociale Nazionale? Una diffidenza che infatti e non a caso si è tramutata in aggressione alla prima occasione utile.
Abbiamo tentato, sinceramente tentato.
Oggi, caro Luca, è nostro preciso dovere guardare avanti e tenere in considerazione il futuro del nostro Movimento.
Una Forza Politica, la nostra, che, liberata da una visione della politica obsoleta ed egoistica e profondamente ringiovanita nei quadri dirigenti, deve poter cogliere la grande occasione fornita anche in Italia ad una destra che deve essere e saper interpretare il ruolo di Destra Alternativa, erede di quanto ha saputo insegnare al mondo l'esperienza europea e mondiale del Fascismo.
Fiamma Tricolore è il punto di riferimento di quanti (e tanti in Italia) hanno finalmente percepito l'inganno di Alleanza Nazionale e vogliono continuare a costruire il progetto sociale e missino, senza però indulgere a contiguità, o peggio promiscuità, con ambienti latori di messaggi politici ben diversi, che si discostano inesorabilmente dalla Tradizione e dallo Stile che noi al contrario abbiamo sempre voluto rappresentare.
Fiamma Tricolore è nelle condizioni oggi di poter dare una risposta a quanti si sono allontanati dalla politica e dalle sue innate finalità sociali, disgustati dal risultato politico di un bipolarismo che tutto è tranne che logica dell'alternanza, propinando all'elettorato non la scelta tra due modelli diversi tra loro, ma unicamente le due facce della medesima medaglia liberista, turbo capitalista e antisociale.
Caro Luca, è il momento dell'Orgoglio.
Orgoglio di essere Italiani ed Europei che dobbiamo risvegliare nei nostri elettori, acquisiti e potenziali.
Orgoglio di avere nel nostro dna politico le proposte ed i progetti per tornare a fare grande l'Italia e l'Europa.
Proponiamo in chiave europea la soluzione socializzatrice ai problemi del lavoro e dell'industria. Indirizziamo l'Europa, insieme ai nostri omologhi al di fuori dei confini d'Italia, verso la coscienza di un ruolo determinante nel mondo tramite la liberazione dalla presenza degli occupanti attraverso la denuncia del Patto Nato, la costituzione di un Esercito Europeo, l'inizio di una politica internazionale di peso nell'asse nord - sud del pianeta.
Affranchiamo la nostra civiltà dalla minaccia di un consesso costruito sull'interesse economico di banche e multinazionali a discapito del sangue e del suolo.
Orgoglio, oggi e soprattutto, dei nostri militanti di appartenere ad una forza politica che non si è mai piegata.
Voltata la pagina con il recente passato di questo Movimento, è ora di dare risposta alle legittime aspettative dei camerati che per fedeltà e senso di appartenenza hanno saputo superare ogni ostacolo e ogni difficoltà, ma che oggi chiedono più che mai una Guida decisa e fiera.
E' giunto il momento di dire basta.
Diciamo basta a quanti, proprio nella cosiddetta area, ci guardano con eterna sufficienza, ma non sono mai stati capaci di costruire ed attuare una valida proposta politica.
Diciamo basta a coloro, che dalla cosiddetta area accusano ingiustamente noi e i nostri militanti di perseguire una logica poltronistica, solo perché non vogliamo rinunciare allo stile che ci è proprio: costoro sono gli stessi che rendono impossibile un accordo proprio perché non ritengono di trovare in esso le certezze di una elezione al parlamento europeo o di poter prevaricare all'interno delle nostre strutture di partito.
Diciamo basta a quanti, abiuratori liberalcapitalisti, guardano ai nostri attivisti come a degli inguaribili idealisti da compatire perché non si sono piegati alle logiche dell'interesse economico: noi rappresentiamo il rimorso vivente della loro coscienza, il ricordo costante ed inesorabile che le Idee che diventano Azione hanno costruito la nostra civiltà e la superiorità del suo messaggio.
Diciamo basta a quanti, anche tra le nostre file, sono preda del pessimismo e della rassegnazione: abbiamo un progetto, un traguardo ed una guida.
Abbiamo sopportato quando altri hanno tentato di affamare questo Movimento, pur di cercare di ridurlo alla mercè dei propri interessi.
Abbiamo saputo resistere e continuare a fare politica perché il senso di appartenenza e un'orgogliosa identità ci hanno sostenuto nelle difficoltà.
La nostra Comunità Militante non verrà certo meno ora se, da dirigenti, sapremo indicare gli obiettivi e la strada per raggiungerli, senza dimenticare che ciò che distingue il nostro mondo e questa Comunità è la consapevolezza di poter dire a chiunque, oggi come allora: "noi possiamo guardarvi negli occhi"!
Fabrizio Taranto
Vice Segretario Nazionale


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