Bush firma una legge che riconosce il feto come vittima
di red.

Il presidente americano George W. Bush continua la sua campagna contro l'aborto e, intanto, ha firmato la nuova legge che definisce un reato separato l'uccisione o il ferimento di un feto nel corso di un'aggressione a una donna incinta.

In una solenne cerimonia tenuta nella Sala est della Casa Bianca, quella riservata alle occasioni più importanti, Bush ha firmato lo "Unborn Victims of Violence Act". «La sofferenza di due vittime - ha detto il presidente - non può mai equivalere a un unico reato». Erano presenti alla cerimonia la madre e il patrigno di Laci Peterson, uccisa all'ottavo mese di gravidanza nel dicembre 2002. Per l'omicidio, considerato duplice poiché il figlio non ancora nato, a cui fu dato il nome di Connor, sarebbe considerato anche lui vittima, è stato accusato Scott Peterson, marito della vittima. Bush ha detto che il provvedimento firmato ha un secondo nome: «La legge di Laci e Connor».

Dopo la Camera, e dopo cinque anni di dibattiti anche il Senato Usa ha approvato una legge che trasforma il feto in una persona giuridica. Bush ha detto di volere "proteggere i diritti dei bambini non nati". [...]

La legge definisce il nascituro come "un membro della specie homo sapiens, a qualunque stadio dello sviluppo, che si trova nel grembo". Dall'entrata in vigore, un giudice antiabortista potrebbe usare la nuova legge per condannare una donna che interrompe la gravidanza, oppure un medico che conduce ricerche scientifiche sugli embrioni o sulle cellule staminali. La Corte Suprema, poi, potrebbe adoperare il testo come base per ribaltare la sentenza "Roe vs. Wade", che nel 1973 legalizzò l'aborto negli Stati Uniti.

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