E' morto lo scrittore Giuseppe Pontiggia
Avrebbe compiuto 69 anni a settembre. A stroncarlo,
nella sua casa milanese, un collasso cardiocircolatorio
MILANO - E' morto la notte scorsa, nella sua abitazione milanese, lo scrittore e critico Giuseppe Pontiggia. Era nato a Como il 25 settembre 1934, da una giovane attrice dilettante e un funzionario di banca. A stroncarlo è stato un collasso cardiocircolatorio. Accanto a lui la moglie Lucia.
LE OPERE - Fra le sue opere più note il romanzo L'arte della fuga, pubblicato una prima volta nel 1968 e poi rivisto e ampliato nel 1990. Grande consenso di lettori hanno avuto anche, fra gli altri «La grande sera» (1989) e «Vite di uomini non illustri» (1993).
DA IMPIEGATO A ROMANZIERE - E' stata una vita intensa e fuori dalla norma, quella di Pontiggia. Trascorre l'infanzia a Erba, in Brianza: campagne, laghi, fiumi, spazi che ritornano nella sua narrativa. Dopo la morte del padre, nel 1943, si sposta a Santa Margherita Ligure, Varese e, infine, a Milano, dove abita dal 1948. Si laurea nel 1959 all'Università Cattolica di Milano con una tesi sulla tecnica narrativa di Italo Svevo. Ma prima ancora di completare gli studi comincia a lavorare: in banca, per necessità.
UNA CRISI DECISIVA - Frutto dell'esperienza di lavoro è una profonda insoddisfazione, che sfocia in una crisi. Ne nasce un breve romanzo autobiografico, «La morte in banca», che mostra a Elio Vittorini nel 1953. Riceve dall'autore un incoraggiamento decisivo a dedicarsi alla narrativa.
NASCITA DI UNO SCRITTORE - Dagli anni '60, Pontiggia comincia a collaborare con importanti case editrici: prima Adelphi, poi Mondadori. Svolge attività saggistica e critica, occupandosi sia di autori classici che di moderni e contemporanei. Gli anni '70 e '80 sono quelli dei primi romanzi di successo: nel 1978 esce per Mondadori «Il giocatore invisibile»; «Il raggio d'ombra» esce nel 1983. Con «Il giardino delle Esperidi» (Adelphi, 1984), Pontiggia si cimenta con la saggistica brillante.
I PREMI - Affermato romanziere e saggista, Pontiggia riceve numerosi premi, specie a partire dagli anni '90. Tra i principali ricordiamo: lo Strega del 1989 con «La grande sera», il Super Flaiano con «Vite di uomini non illustri» del 1993 e il Campiello nel 2001 con «Nati due volte».
27.6.2003
(Dal sito Www.Corriere.It)






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