Cultura, scuola, valorizzazione della lingua e delle tradizioni venete: ecco l'intenso lavoro svolto
L'Assessore Serrajotto annulla con i fatti l'attacco politico di Beggiato
ERMANNO SERRAJOTTO*
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Il consigliere provinciale di Vicenza Ettore Beggiato si sveglia ora, si accorge che l'identità deve essere tutelata da un apparato normativo e presenta una proposta di legge regionale. Finalmente!! Ma forse non ha ancora realizzato che fin dall'inizio di questa 7ª legislatura la Regione ha istituito su richiesta della Lega Nord l'assessorato all'Identità Veneta e più recentemente con la finanziaria 3/2003 (art.22) ha previsto appositi stanziamenti a sostegno di tutta una serie di interventi strutturati.
Infatti sono molte le iniziative regionali già messe in campo. Solo per citare qualche esempio, nel settore editoriale sono state realizzate in questi anni pubblicazioni sui musei etnografici, collane curate dalla Fondazione Cini con finanziamento regionale sulla storia e la cultura veneta, anche quella popolare; inoltre abbiamo contribuito all'edizione di libri incentrati sulla cucina e le tradizioni gastronomiche del Veneto, a un'opera monumentale sulla presenza dei Leoni di San Marco nei territori della Repubblica Serenissima, a pubblicazioni monografiche sulle piazze, sulle rievocazioni storiche a sull'archeologia industriale veneta. Ma non vanno dimenticate anche leggi di settore come quella per far conoscere i Paleoveneti, le leggi sul Polesine e il Vajont, gli interventi per riscoprire l'opera dell'autore teatrale veneto Ruzante e molte altre ancora.
Beggiato propone di far conoscere e diffondere il patrimonio linguistico veneto. Ebbene come assessore all'Identità ho già distribuito nelle scuole un dizionario etimologico veneto-italiano, un sussidiario dal titolo "Noi Veneti" curato dal noto linguista Manlio Cortelazzo in cui, tra l'altro, si spiega con rigore ma con linguaggio adatto agli alunni delle elementari e delle medie com'è nato il dialetto veneto e come si articola, analoga iniziativa è in corso di attuazione per le scuole superiori, mentre abbiamo diffuso un diario scolastico con tavole a fumetti sulla storia del Veneto. Utilizzando la multimedialità, abbiamo realizzato perfino un corso in videocassetta di lingua veneta per Veneti e "foresti", seguito da un altro mediometraggio per le scuole con la trasposizione in dialetto della favola "Pierino e il lupo" in cui la recitazione è affidata ai bambini di una scuola elementare del trevigiano; abbiamo inoltre strutturato un sito internet (www.venetrad.it) sulle tradizioni orali.
Beggiato chiede interventi per promuovere la ricerca e la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale della singole comunità linguistiche del Veneto, perché forse non si è accorto che da tempo sono temi su cui la Regione si spende in termini finanziari e di coordinamento. Propone l'istituzione di cattedre relative a storia, cultura e patrimonio linguistico veneto, probabilmente senza sapere che la Regione - pur non avendo ancora piena competenza sulla programmazione scolastica - ha sostenuto con varie iniziative l'inserimento di tutto ciò nei Piani di Offerta Formativa delle scuole dell'autonomia.
Beggiato si arrovella sulla necessità di fare corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti, magari senza sospettare che la Regione è già alla terza edizione di corsi di formazione (da due anni addirittura in forma residenziale) per docenti su storia, cultura, dialetto e tradizioni venete; esiste già da 3 anni un concorso con tanto di premi per le scuole che hanno elaborato progetti che riguardano la storia , le tradizioni e l'identità veneta, tutti i lavori delle scuole sono consultabili nel sito (www.scuolaveneta.it).
Beggiato propone di trovare il modo di determinare la grafia ufficiale della lingua veneta, un problema ormai datato infatti, lo stesso prof. Cortelazzo spiegandolo ai ragazzi nel sussidiario "Noi Veneti" sottolinea che il veneto è un "diasistema", un complesso di dialetti simili che hanno parecchi tratti in comune e alcune differenze.
Serve quindi molto buon senso quando si parla di grafia ufficiale della lingua veneta.
In conclusione, faccio una considerazione di natura generale. L'identità veneta è radicata nella lingua, nella cultura e nella storia, ma anche nelle tradizioni popolari attraverso le lingue locali, gli usi e i costumi, le storie letterarie provinciali, i repertori teatrali e musicali, i musei, le biblioteche, le opere d'arte e i monumenti, le innumerevoli altre opere della fantasia e della capacità che i Veneti hanno saputo produrre nei secoli. Tutelare, promuovere e valorizzare gli elementi costitutivi di questa identità vuol dire quindi avere la consapevolezza del nostro passato per costruire la nostra identità futura. Ed è proprio quello a cui mira l'assessorato all'identità veneta con la sua azione di governo in questo settore. In Veneto tutti si sono accorti di questa azione di grandi dimensioni. Solo qualcuno è rimasto disinformato.
Assessore regionale alla Cultura e all'Identità Veneta
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[Data pubblicazione: 03/04/2004]




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