Parecchie notizie interessanti:
* Berlusconi fischiato in confindustria
* Berlusconi sostiene di aver mantenuto TUTTI gli impegni presi. D'Amato sostiene che non ha fatto quasi un tubo...
* Se non riesce a governare e' tutta colpa del fatto che la maggioranza piu' forte della storia della repubblica a lui non e' sufficiente... per governare gli serve come minimo il 51%... per la sola FI...
* Non ha mai pensato di abolire l'Irap, i pollisti devono aver capito male...
* Aumentano i debiti dei privati... Ma questo secondo berlusconi e' un segnale positivo: indica fiducia nell'economia...L'idea che l'aumento dei debiti possa indicare che la gente non ha soldi in tasca non lo sfiora neanche...
* Deficit sopra il 3% ed early warning in arrivo, ma il nano se ne frega... Dopotutto alto deficit = alto debito = segnale positivo per l'economia.Ma il berlusco pensa bene di evitare lo sforamento... eliminando i limiti di sforamento... per tornare all'epoca della finanza allegra... E cosi' che in berlusconia si affrontano i buchi (quelli veri, non le stronzate di 3colli).
* Solite panzanate sulle tasse, quando gli chiedono se aumentera' il deficit il nano rispode in maniera chiara ed esaustiva: "no" Chi voleva avere chiarimenti sulle risorse impiegate a copertura della minimanovra elettorale sara' certamente accontentato
* Con il digitale terrestre secondo Berlusconi non ha senso chiudere rete 4... Peccato che nessuno abbia mai chiesto di chiudere la sua amata rete 4... Che rete 4 vada invece sul digitale e lasci libera la frequenza analogica nazionale a chi ha il DIRITTO di usare quella frequenza...
Corriere
Convegno di Confindustria, il premier sul palco per oltre un'ora
Berlusconi a ruota libera su fisco ed economia
D'Amato: «Ridateci la voglia di investire, smettete di litigare». La replica: «Datemi il 51%, non ho mai litigato con me stesso»
Berlusconi parla alla platea al convegno di Confindustria (Lapresse)
MILANO - «Sono molto puntiglioso: non c'è uno solo degli impegni assunti a suo tempo che non ho mantenuto»: così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto al presidente uscente Antonio D'Amato, intervenendo al convegno di Confindustria in corso a Milano. Nel suo intervento D'Amato aveva invitato la maggioranza a ricucire le divisioni. «Ridateci la voglia di investire, ridateci la fiducia, riprendete a fare politica perché la maggioranza divisa rende difficile governare. Smettetela di litigare. Caro presidente Berlusconi, in questi tre anni hai vissuto un momento difficile, ma molte di quelle cose che erano parte del programma elettorale restano ancora da fare - ha detto ancora D'Amato -. Bisogna avere il coraggio di scelte impopolari».
«DATEMI IL 51%» - Berlusconi ha anche replicato con una battuta a D'Amato e a Rutelli (identificato solo come «un rappresentante dell'opposizione»): «Italiani, date il 51% a Silvio Berlusconi. Perché io con me stesso non ho mai litigato», ha detto il premier per commentare le recenti polemiche sul tasso di litigiosità presente all'interno della coalizione di governo. E quando nel padiglione della fiera che ospitava il convegno si sono sentiti alcuni fischi prolungati, Berlusconi se l'è cavata con un'altra battuta: «Sono fischi americani, di sostegno».
TAGLI FISCALI - «Altra scossa non vedo se non quella di continuare nella riforma fiscale, che unifica le aliquote al 33%». Ha aggiunto Berlusconi nel corso del suo intervento, centrato principalmente sulla riforma fiscale. Alla domanda se la riduzione delle tasse potrebbe portare il deficit sopra la soglia del 3% prevista dal trattato di Maastricht, il premier ha detto «assolutamente no». Con il taglio fiscale inoltre - ha aggiunto - non verranno meno i finanziamenti alle imprese, soprattutto a quelle del Mezzogiorno.
TASSI DI INTERESSE - Il premier nel suo intervento ha toccato le principali questioni economiche del paese, dai tassi d'interesse al patto di stabilità. Il fatto che «si ricorra ai debiti per l'acquisto di beni durevoli» deriva «dai bassi tassi di interesse», e quindi da una scelta oculata «da parte della gente». ha detto Berlusconi. Lo stesso discorso «vale per i mutui contratti per acquistare casa. Tutto questo indica fiducia nel futuro». Il premier ha poi difeso la riforma fiscale, sottolineando che abbassare la tassazione per spingere i consumi è la stessa strada usata dai presidenti americani, Reagan prima e Bush poi».
PATTO DI STABILITA' - Uno dei punti centrali dell'intervento del premier è stato quello relativo al patto di Maastricht. «Bisogna invertire Maastricht, il patto deve fondarsi prima sullo sviluppo e la crescita, poi sulla stabilità», ha detto. «Con Maastricht i governi nazionali hanno una scarsissima capacità di manovra», sono maturi i tempi per «mettere mano a una rivisitazione del patto di stabilità». E dopo il convegno, aggiunge «non mi interessa quel che dice Prodi», rispondendo ai cronisti che gli chiedono di replicare a quanto si accinge a fare la Commissione europea, ovvero l'avvio di una procedura di infrazione per lo sforamento del rapporto Deficit/Pil. Di fronte alle insistenze dei cronisti, circa l'avviso di sforamento in arrivo dall'europa, Berlusconi replica con una battuta: «C'è solo l'avviso di rompimento da parte mia...».
RIDUZIONE DELL'IRAP - Berlusconi ha parlato anche della ventilata riduzione dell'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive. «Mi impegno a esaminare la possibilità di eliminare l'Irap dalla ricerca», ha detto rispondendo alla richiesta di Diana Bracco, presidente di Federchimica. Però, ha ricordato Berlusconi, «non abbiamo mai promesso l'abolizione completa dell'Irap, che riteniamo comunque un'imposta anomala e ingiusta. L'abbiamo ridotta e continueremo la sua riduzione». Il ministo del Welfare Maroni nel suo intervento aveva detto che la riduzione dell'Irap è una priorità, «la prima o la seconda priorità da attuare da qui alla fine della legislatura».
LEGGE GASPARRI E GIORNALI - Il presidente del Consiglio ha ha parlato anche della Legge Gasparri: «Con l'introduzione del digitale terrestre non ha senso chiudere Rete 4». Così come non hanno un senso «gli attacchi da brigante di strada» sferrati dall'opposizione «ad un gruppo fondato dal presidente del Consiglio». «Che senso ha voler chiudere quella Rete 4 che i cittadini, con il referendum hanno voluto tenere in vita nel momento in cui si moltiplicano per 5 gli 8 canali delle tv terrestri? Ecco, ce l'avevo qui, lo dovevo dire e me la sono cavata», dice il premier rivolto alla platea. E poi fa un appello a chi è impegnato anche nel campo dell'editoria quotidiana, affinché vigilino sulle redazioni dei loro giornali «perché in troppi casi sono quasi ostaggio di Soviet». Un appello al sostegno dell'attività di governo «per rilanciare l'ottimismo, la fiducia nel futuro». «Dovete intervenire - ha detto il premier - magari anche non potenziando giornali con redazioni che sono quasi dei Soviet».




L'idea che l'aumento dei debiti possa indicare che la gente non ha soldi in tasca non lo sfiora neanche...
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