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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Incontro a palazzo Grazioli: manca solo l'ok di Fini

    Regionali, patto Berlusconi-Bossi
    In Veneto correrà un leghista

    A Galan un posto nel Governo?

    Regionali, patto Berlusconi-Bossi In Veneto correrà un leghista - Corriere del Veneto

    VENEZIA - A correre per il centrodestra in Veneto alle prossime elezioni regionali sarà con ogni probabilità un esponente della Lega Nord. Sembra ormai questo l'orientamento raggiunto durante l'incontro tenutosi (mercoledì 14 ottobre) fra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Per rendere effettiva la scelta di campo mancherebbe, a questo punto, l'avallo del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Nel precedente incontro avuto con il Cavaliere, Fini aveva espresso perplessità sull'assegnare alla Lega il Veneto, ma già nel faccia a faccia con Bossi della scorsa settimana, il presidente della Camera aveva riconosciuto la legittimità della richiesta leghista.

    La disponibilità sarebbe stata ribadita anche oggi nel faccia a faccia tra Fini e Berlusconi a Montecitorio, anche se fonti vicine ai due entourage precisano che non si è parlato di Regionali e che è stata compiuta una rapida «panoramica» sulla delicata materia della giustizia.

    Si tratta adesso di capire quale sarà il prescelto dal Senatùr per la corsa (piuttosto agile) di primavera verso la prima poltrona di palazzo Ferro Fini. Di una possibile candidatura di Luca Zaia si parla da tempo: «Ma nessuno mi ha chiesto nulla», ripete da un po' l'interessato. Altro peso massimo è certamente il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo: il suo nome, fin qui sullo sfondo, potrebbe abbandonare le retrovie per il primo piano. Altro da tenere d'occhio è Flavio Tosi, ma pare meno probabile.

    Siamo già nella prateria della fantapolitica. Ad ogni modo, voci romane suggeriscono che, qualora il candidato della Lega dovesse essere Luca Zaia, attualmente ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan potrebbe prendere il suo posto nel Governo. Di questa soluzione si sarebbe parlato, sempre mercoledì 14, nel faccia a faccia tra il premier e il governatore in carica, a palazzo Grazioli un'ora prima della cena tra Berlusconi e i leghisti. Resistenze però sembrano arrivare dalla base veneta del Pdl: nel partito c'è ancora chi ricorda che alle Europee la conta tra il partito del premier e il Carroccio fu vinta proprio dal Pdl.

    15 ottobre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Patto Berlusconi-Bossi: il candidato del centrodestra alle prossime regionali sarà un leghista. Qual è l'uomo giusto?

    Corriere Veneto
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Fini e Berlusconi danno il Veneto alla Lega

    Ecco cosa si sono detti il Cav. e il presidente della Camera oggi a Montecitorio

    Fini e Berlusconi danno il Veneto alla Lega - [ Il Foglio.it › La giornata ]

    Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si sono incontrati alla presenza dei rispettivi esperti giuridici, Niccolò Ghedini e Giulia Buongiorno. Che si sono detti? Hanno chiuso il patto sul Veneto: la regione andrà alla Lega. Si assisterà così a una staffetta tra l’attuale governatore, Giancarlo Galan, e il ministro leghista dell’Agricoltura, Luca Zaia. Poi si è parlato, molto, di giustizia. Fini ha chiesto di essere consultato di più e di essere costantemente informato delle mosse di Ghedini e Alfano. L’onorevole e avvocato finiano Giulia Bongiorno farà da tramite.

    Sia Berlusconi sia Ghedini sono memori delle difficoltà che Bongiorno, da presidente della Commissione Giustizia, frappose all’approvazione del ddl sulle intercettazioni. Per questo, stavolta, sia per la grande riforma dell’ordinamento, sia per l’ipotesi di interventi ordinari sui processi a carico del premier, l’avvocato di Fini sarà coinvolto e potrà dare pareri preventivi.

    15 ottobre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Cosa si sono detti veramente Berlusconi e Fini

    Cosa si sono detti veramente Berlusconi e Fini - [ Il Foglio.it › Palazzo ]

    Ho passato parte del pomeriggio in Transatlantico per altri motivi, quando all'improvviso si è diffusa una voce: "C'è Berlusconi".

    Il presidente della Camera, accompagnato dall'onorevole e avvocato Giulia Bongiorno, ha ricevuto il premier a sua volta accompagnato dall'onorevole e avvocato Niccolò Ghedini.

    Una scena del genere non si vedeva dai tempi del patto notarile sullo statuto del Pdl siglato a notte fonda a Palazzo Grazioli da Berlusconi e Fini accompagnati dai rispettivi legali. Quella volta, al posto di Giulia Bongiorno, per parte finiana c'èra l'avvocato e senatore Antonino Caruso. Sia lui sia Ghedini avevano il volto scavato e le occhiaie per aver lavorato dodici al complicato compromesso matrimoniale.

    Ma che si sono detti stavolta Berlusconi e Fini?

    Hanno parlato di giustizia, e questo, data la presenza degli onorevoli-avvocati, è ovvio. Ma hanno parlato, e molto, di elezioni regionali. La ricostruzione che segue è quella più accreditata che circolava a Montecitorio alle 17 di giovedì 15 ottobre (cioè questo pomeriggio).

    Sulle regionali il patto è chiuso: il Veneto andrà alla Lega, candidato sarà l'attuale ministro dell'Agricoltura Luca Zaia. Il governatore uscente, Giancarlo Galan, entrerà nel governo al posto di Zaia.

    Sono ancora incerti gli accordi con i centristi di Casini. Fini e Berlusconi concordano sulla necessità di chiudere positivamente con l'Udc. Piemonte e Puglia a un candidato centrista? E' una ipotesi seriamente in campo. Pur di prendere Casini, i due leader del Pdl farebbero carte false.

    Poi i cofondatori del Pdl hanno parlato di Giustizia.

    Fini vuole essere coinvolto di più e vuole essere tenuto informato dei movimenti di Ghedini e Alfano. Sarà fatto. Contemporaneamente l'avvocato Bongiorno potrebbe aiutare Ghedini a rattoppare il processo Mills. Ma chissà. E' sicuro, tuttavia, che sia Ghedini sia Berlusconi, siano memori di quanto l'avvocatessa, presidente della Commissione giustizia, li avesse fatti penare sul ddl intercettazioni. Anche per questo stavolta Bongiorno sarà coinvolta, e informata, preventivamente.

    Il presidente del Consiglio vuole arrivare alle elezioni regionali di marzo, che considera alla stregua di una elezione politica, senza dover subire "aggressioni giudiziarie". Si da il caso che il processo Mills vada in prescrizione la prossima primavera mentre il così detto processo "mediaset diritti tv", per il quale è indagato di falso in bilancio ha una prescrizione spostata molto molto più in là.

    E' il processo Mills a preoccuparlo, in questo momento. Perché il tribunale potrebbe anche decidere di accelerare i lavori e portarlo a sentenza di primo grado in tempo, prima della prescrizione, con conseguente danno politico e di immagine. Peraltro gli avvocati di Berlusconi fanno notare che questo processo è ancora in piedi soltanto perché il tribunale di Milano ha deciso di considerare "il momento consumativo della corruzione", ai fini della prescrizione, non il giorno in cui sarebbe avvenuto il pagamento ma il giorno in cui il denaro è stato prelevato dalla banca. "Un escamotage – sostengono gli avvocati – per allungare i tempi della prescrizione e arrivare alla sentenza".

    Dunque Ghedini sta cercando di evitare anche la remota ipotesi che a ridosso delle elezioni regionali il capo del Pdl possa subire una condanna che forse lo danneggerebbe alle urne.

    Di questo Ghedini ha parlato alla presenza dell'esperto giuridico di Fini. E' necessario che Bongiorno sia informata e dia il proprio parere intorno all'ipotesi di un qualsiasi intervento legislativo che scongiuri il processo.

    © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

    15 ottobre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Sai cosa è successo? L'ultimissimo strappo con Fini ha fatto infuriare Berlusconi che in tutta risposta ha sdoganato il candidato leghista in Veneto. Galan avrebbe telefonato a Berlusconi minacciando addirittura di ricandidarsi con l'UDC...

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 15-10-09 alle 22:54

  6. #6
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Galan avrebbe telefonato a Berlusconi minacciando addirittura di ricandidarsi con l'UDC...

    carlomartello
    ma lo fanno diventare ministro al posto di Zaia

  7. #7
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Venezia supera i lumbard
    La lunga rincorsa è finita


    La rivincita del Nord-Est, da sempre forte nei voti, ora anche nelle poltrone



    Venezia supera i lumbard La lunga rincorsa è finita - LASTAMPA.it

    MILANO - In casa leghista sono state stappate due bottiglie, entrambe con un grido: «Finalmente!». La prima bottiglia è stata stappata per l’ormai certa assegnazione del Veneto a un suo candidato. In questo modo il partito di Bossi aumenta il proprio peso nel centrodestra e vede approssimarsi un salto di qualità nella gestione di amministrazioni locali. La seconda bottiglia, però, l’ha aperta solo una parte dei leghisti: i veneti, che festeggiano una storica rivincita sui lumbard. Perché neanche la Lega, come vedremo, è quel tutt’uno che si crede comunemente. Ma andiamo con ordine. Il primo «finalmente!», dicevamo, è di tutto il partito.

    La Lega ha fatto del radicamento nel territorio la propria forza, e molti suoi esponenti hanno dato buona prova come sindaci. Comunque la pensi, è un fatto che in tante città del Nord si ritiene che le amministrazioni leghiste siano le più «concrete», le più attente alle esigenze della gente comune. Perfino un sindaco come Gentilini, fino a qualche tempo fa considerato una via di mezzo tra un folcloristico cowboy di Treviso e un pericoloso razzista, viene ora rivalutato anche da una parte della sinistra, che ha copiato paro paro non pochi suoi provvedimenti.

    La Lega non aveva però mai avuto, nonostante la sua ormai non breve storia - è il più vecchio tra i partiti in Parlamento - un’amministrazione locale veramente importante. O meglio ne aveva avuta una, Milano: ma era stato un flop. Marco Formentini vinse le elezioni nel 1993 e diventò sindaco con una valanga di voti. Ma nonostante l’impegno non riuscì a governare come i suoi elettori speravano. Forse perché, come dice lui, ha avuto contro la stampa e l’intera «macchina» comunale. Ma forse anche per limiti di inesperienza suoi e del suo allora giovane movimento.

    Sarà crudele dirlo, ma a Milano molti, del Formentini sindaco, ricordano soprattutto un episodio: quando andò al funerale di una signora morta dopo uno scippo compiuto da un immigrato e sbagliò chiesa, andando alle esequie di un’omonima tornata al Creatore per vecchiaia. L’assegnazione del Veneto rappresenta quindi l’opportunità di dimostrare un’avvenuta maturazione nella capacità di amministrare. Che poi la Lega riesca anche a dimostrare di poter creare una sorta di Baviera nostrana, è difficile. L’esperimento sarebbe stato più fattibile con la Lombardia, che ha una capitale indiscussa - Milano - e un’economia di tipo industriale.

    Il Veneto ha sì una forte identità linguistica
    . Ma Venezia è una capitale debole in cui non tutti i veneti si riconoscono; e l’economia è fatta soprattutto di piccole industrie che delocalizzano mandando la produzione in Romania e di capannoni artigianali. Tuttavia la più che probabile poltrona di governatore in Veneto non fa che aumentare le ragioni di coloro che sostengono che, con un Pdl ormai impegnato soprattutto sul tema della giustizia, è la Lega la componente del centrodestra che porta a casa più risultati. Dicevamo però che c’è un risvolto importante da non sottovalutare, e cioè uno spostamento dei ruoli di forza anche all’interno della Lega stessa.

    Per la prima volta dai tempi dell’alleanza che diede vita alla Lega Nord, i veneti passano davanti ai lombardi. Pretendendo la guida di una Regione, i leghisti non potevano che chiedere a Berlusconi o la Lombardia o il Veneto. Il Piemonte è una partita difficile, l’Emilia e la Liguria due partite perse. Dev’esserci stata quindi una vertenza dura tra veneti e lumbard. E i primi, che l’hanno spuntata, possono gridare appunto il loro «finalmente!» perché da sempre avevano dovuto abbassare la testa nonostante potessero rivendicare meriti oggettivi.

    Ad esempio, la Liga Veneta è nata prima della Lega Lombarda. Ad esempio, il Veneto porta più voti della Lombardia: alle ultime Europee per poco la Lega non ha strappato al Pdl il primato assoluto nella regione. Eppure, il partito è sempre stato «lombardocentrico». Non è un caso, per citare un altro dato, che solo in questo governo i veneti abbiano ottenuto, con Luca Zaia, una poltrona da ministro, e per giunta non tra le più importanti.

    Da anni tra i leghisti veneti circolava, neppure tanto sottotraccia, un crescente mugugno nei confronti del «centralismo di Bossi». Il quale Bossi ricambiava ricordando i casi dei «traditori» Franco Rocchetta e Fabrizio Comencini, segretari veneti usciti dalla Liga, il secondo addirittura per flirtare con Berlusconi quando tra Silvio e Umberto non correva buon sangue. Bossi non si è mai fidato fino in fondo della Liga, e da capo supremo qual è ha ricambiato quei vecchi tradimenti escludendo i veneti dai posti di comando.

    Ora però è arrivata la rivincita. Per questo la notizia dell’avvicendamento di Galan con Zaia (o con Tosi?) sta sì a indicare che la Lega conta sempre di più nel centrodestra. Ma anche che, al suo interno, il governo varesotto non è più assoluto.
    Ultima modifica di Bèrghem; 16-10-09 alle 14:12
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Regionali, Galan all'attacco:
    «Attendo spiegazioni altrimenti mi ricandido»


    Il governatore: voglio sapere le ragioni di un cambio politico alla guida del Veneto


    Regionali, Galan all'attacco: «Attendo spiegazioni altrimenti mi ricandido» - Corriere del Veneto

    VENEZIA - Giancarlo Galan è vicino alla rottura con il Pdl. Il governatore del Veneto non ha affatto gradito gli articoli riportati dai quotidiani dove si parla della decisione di Berlusconi e Bossi di assegnare la candidatura alla presidenza della Regione Veneto a un esponente della Lega Nord nelle elezioni del 2010. E ha deciso di affidare a una nota il suo pensiero: «Potrei anche comprendere le ragioni di un cambio politico alla guida della Regione del Veneto - spiega Galan - ma ho detto anche che mi attendo di conoscere il perché di una scelta che altrimenti risulterebbe del tutto immotivata. Ho detto e ripetuto più volte che le forze politiche che hanno guidato il Veneto durante gli ultimi 14 anni hanno ben governato, realizzando primati che in altre regioni del nord Italia non si sono ottenuti. Sulla base di ciò che è stato fatto appaiono più che evidenti le linee programmatiche di un'iniziativa di governo del Veneto che l'insieme delle energie economiche, sociali e culturali si augurano di vedere attuate». E alla fine arriva la stoccata: «Se non ci sarà una risposta, più che motivata e convincente, sia in termini politici che programmatici sulla necessità di modificare la guida della Regione del Veneto, la mia decisione è quella di presentarmi quale candidato presidente alle prossime elezioni regionali».

    16 ottobre 2009
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Per la serie: "ma chi vi vuole!"


    Regionali: Cesa, Udc pronta a lista locale a sostegno Galan

    Roma, 16 ott. (Adnkronos) - "Se verra' confermata la bocciatura di Galan da parte del Pdl e la svendita del Veneto alla Lega, proporro' alla direzione nazionale dell'Udc e ai nostri dirigenti locali di rinunciare allo storico simbolo del partito per lavorare a una lista locale a sostegno di Galan, aperta a tutti coloro che non vogliono diventare leghisti'. Lo afferma il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

    http://www.udc-italia.it/?page=front/pageref&pageref=<?REF typeage;src:giornale;par:rubrica=9%territorio=%idartic olo=12771%container=no;?>
    Ultima modifica di Juv; 16-10-09 alle 19:51
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  10. #10
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    Predefinito Rif: Veneto 2010: il candidato presidente sarà della Lega

    Mi sembra di rivedere il film già visto con le dovute proporzioni quest'anno alle provinciali di Bergamo. Presidente uscente giunta Pdl-Udc Bettoni dopo due mandati lascia (obbligatoriamente, a differenza dei presidenti di regione) ma crea una sua lista centrista alternativa alleata con l'Udc indispettito per il candidato leghista proposto da Lega-Pdl: risultato netta vittoria di Pirovano con Lega che allunga sul Pdl. Penso che i risultati sarebbero i medesimi con Zaia da una parte e lista Galan-Udc dall'altra, ammesso e non concesso che l'uomo di publitalia si candidi: in ogni caso tra Zaia e Galan non c'è partita, checchè ne dica l'ex Pli.
    Ultima modifica di Bèrghem; 16-10-09 alle 21:39
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