Italia 1 manda in onda le registrazioni: prima l'ironia, poi il caos
"Abbiamo sentito dei colpi
ma per ora niente di anomalo"
Il disastro di Linate: le conversazioni della torre di controllo
MILANO - Ironia, battute, poi il dolore e il caos: il tg Studio Aperto (Italia 1) ha mandato in onda le conversazioni tra gli uomini della torre di controllo, gli addetti del servizio traffico aereo e i vigili del fuoco intervenuti sulla pista di Linate per l'incidente aereo avvenuto l'8 ottobre 2001, nel quale morirono 118 persone.
Si parla prima di "tutta una serie di colpi" uditi dagli uomini del traffico aereo che chiedono notizie alla torre di controllo. La torre risponde: "Non sappiamo cos'è. Era come se qualcuno sbattesse la testa di un nostro capoturno contro un vetro. Il rumore era simile, quello di vuoto, capito? Sai quel vuoto rimbombante? (risate). Comunque niente di anomalo, insomma, a quanto pare".
Sono le 8.11 e il volo Sas si è appena schiantato contro il deposito bagagli in fondo alla pista dopo aver urtato un piccolo Cessna che ha invaso la pista. C'è molta nebbia e nessuno di accorge di niente, se non dell'assenza dal radar dell'aereo scandinavo.
Riprendono le chiamate tra la torre di controllo e il traffico aereo: "Lo scandinavo non lo ritroviamo più, con la nebbia, senza radar un aereo ha visto una scia di fuoco, però per noi doveva essere decollato". "Non lo so se è sulla pista, non so se si è scontrato, non so". "Ascolta, pare che sia entrato al toboga". "E' entrato al toboga l'aeroplano? Senti, mi dici per cortesia che cos'è il toboga?". "Il toboga, praticamente, è il carico e scarico bagagli". E infatti il Boeing scandinavo si era schiantato, esplodendo in una palla di fuoco, contro la palazzina bagagli.
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Poi intervengono i vigili del fuoco che individuano il secondo aereo in pista, dopo circa 25 minuti dall'impatto.
Studio Aperto ha intervistato Alessandra Borgonovi, madre di due figlie, che nello schianto di Linate ha perso il marito: "Sono sconvolta - ha commentato - non so cosa dire. Non sanno nemmeno loro che cosa stanno facendo, che cosa è successo".
(5 aprile 2004)
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