Ieri a Rende ha presentato il nuovo movimento insieme a Roberto Fiore e Adriano Tilgher
La Mussolini agita la destra
«In campo contro il falso bipolarismo e i veri comitati d'affari»


CHe c'entra il centro con la modernizzazione del paese?
Il centro inteso come antiluogo della politica, sede naturale dell'accomodamento e dell'inciucio. Se lo chiedeva Giordano Bruno Guerri, nell'editoriale di presentazione del nuovo Indipendente.
Se lo chiedono anche Alessandra Mussolini, Adriano Tilgher e Roberto Fiore che ieri a Rende hanno presentato la loro nuova coalizione, sintesi di tre movimenti Forza Nuova, Fronte Nazionale e Libertà d'azione, che intende raccogliere le anime "sparse" della destra radicale.
Un movimento nato per occupare lo spazio lasciato vuoto da chi di destra non è più, dice Tilgher in aperta polemica con An.
Fiore e la Mussolini concordano e denunciano l'esistenza di false coalizioni di centro-sinistra e centro-destra, che in realtà rappresentano un unico centro di affari che fa finta di contrastarsi su temi che non interessano nessuno.
«Alla fine comandano sempre loro - dice Fiore - oggi Berlusconi, fra cinque anni Prodi, poi di nuovo Berlusconi e così via». I programmi però restano evanescenti e i candidati interscambiali. E così nel vuoto di idee, ci provano loro a dire qualcosa di destra.
Il discorso scalda la piccola sala dell'hotel Executive, blindata dalle forze dell'ordine. Questa volta però la contestazione è limitata. C'è chi sventola all'esterno dell'hotel un bandierone dei Cobas ed un altro del Prc. Con lui giovani skin di sinistra che manifestano pacificamente.
Una volta tanto chi sta dentro è numericamente superiore ai contestatori fuori. E già questo è un dato politico per Cosenza. Segno che negli ambienti di destra c'è interesse intorno al progetto.
Dentro la Mussolini sembra una star. Bella, nonostante il trucco eccessivo, firma autografi sulle cartoline che la ritraggono.
Fiore e Tilgher si fregano le mani. Contano molto sul valore aggiunto che l'ex deputato di An può offrire al loro raggruppamento. Ma la Mussolini non è solo un fenomeno mediatico. Riscuote anche consensi politici, in modo particolare fra le donne. Molte hanno apprezzato la sua battaglia per inserire nella Finanziaria il latte artificiale fra le gratuità, altre ricordano quando si presentò in Parlamento in jeans per protestare contro la sentenza della Cassazione che escludeva l'ipotesi di stupro nel caso in cui la vittima indossasse appunto i jeans.
«Ma donna Assunta Almirante la sostiene?», chiede una signora.
La Mussolini non si scompone: «Donna Assunta non appartiene a nessun partito, quindi politicamente non mi sostiene, umanamente credo proprio di si».

Molto più controverso e delicato il rapporto con la Fiamma Tricolore. L'alleanza con Romagnoli sembrava cosa fatta. All'improvviso i rapporti si sono incrinati a livello di classe dirigente e la Fiamma per questa tornata ha deciso di allearsi alla CdL, come a Cosenza.

La situazione però resta fluida visto che il partito al suo interno sta attraversando l'ennesima crisi: una parte con Pino Rauti, l'altra con Luca Romagnoli.
In attesa degli eventi i tre continuano a corteggiare la base cavalcando i vecchi temi: il popolo, la Patria, la Carta del Lavoro del 1920, uno Stato davvero sociale.
E gli altri? «Io - dice ancora la Mussolini - ho scelto di andare via da un partito di governo e di maggioranza. L'ho fatto spinta dal sentimento. Molti non se la sono sentita, amano più le poltrone che la politica».
Per il momento i tre si rivolgono a tutti i delusi della destra di governo. La Mussolini conta sul suo bacino elettorale nel napoletano, Tilgher sulla sua penetrazione in alcuni quartieri romani, Fiore sulla sua roccaforte catanese.
Questo il punto di partenza. In questi giorni però gli incontri con la gente si susseguono a ritmi infernali.
Le europee saranno il primo banco di prova del nuovo movimento. Una sorta di test elettorale per vedere come verrà accolto il partito.
In un secondo momento si penserà al da farsi e quindi se passare dalla semplice aggregazione di liste ad un vero e proprio partito unico. «Vedremo i suggerimenti che verranno dalla base», dice la Mussolini.

L'obiettivo di fondo, quindi, sono le regionali del 2005. Per quella data il movimento riuscirà a darsi una organizzazione meno improvvisata e, forse, a risolvere anche la disapora con la Fiamma.

Per quella data si apriranno nuovi scenari.
Dal punto di vista politico, con il futuro della Lega che resta una grande incognita, basta una percentuale anche bassa per diventare nuovo ago della bilancia. Ma per questi discorsi c'è tempo. Prima c'è da affrontare il problema della raccolta di firme: 35.000 per ogni circoscrizione è il gettone per partecipare alle europee.


Massimo Clausi


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