Citazione:
In Origine Postato da MrBojangles
Berlusconi, Dell’Utri e il telefono maledetto
Il pm Ingroia cita una telefonata dell’88 in cui l’attuale premier parla di minacce mafiose.
Insulti da Bondi
Marco Travaglio
PALERMO
Il 17 febbraio ‘88, alle 9.27, Berlusconi parla al telefono con l'amico immobiliarista Renato Della Valle:
«Sono messo male fisicamente», piagnucola, «e poi c'ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n'ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l'estero, perché mi han fatto estorsioni... in maniera brutta».
Della Valle:
«Oh, Madonna».
Berlusconi:
«Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... sono ritornati fuori».
Della Valle offre casa sua come rifugio:
«Eh, va beh, no... hai St. Moritz, se no ti dicevo: se vuoi mandarli anche qui a casa mia, non ci son problemi, eh».
Berlusconi:
«Grazie, ma li mando molto più lontano... Sai, siccome mi hanno detto che se, entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me e espongono il corpo in piazza del Duomo... e allora son cose poco carine da sentirsi dire e allora ho deciso: li mando in America e buonanotte».
Della Valle:
«Senti, quando è quella scadenza... di quei delinquenti lì che t'han detto...?».
Berlusconi:
«Fra sei giorni».
Un premier muto.
La telefonata, intercettata in un'inchiesta a carico di Della Valle, è depositata nel processo per mafia a carico di Marcello Dell'Utri a Palermo.
Ieri il pm Antonio Ingroia l'ha citata per sottolineare quanto sarebbe stato importante che il presidente del Consiglio avesse risposto al tribunale, il 26 novembre 2002, anzichè fare scena muta.
«Cosa avrebbe dovuto fare Berlusconi entro pochi giorni per soddisfare le richieste della mafia? Non lo sappiamo, come non sappiamo se poi lo fece e che cosa esattamente fece. Solo il presidente Berlusconi avrebbe potuto fornire chiarimenti, se non si fosse avvalso della facoltà di non rispondere. Non ci stancheremo di esprimere il nostro rammarico per quell'appuntamento mancato con la verità».
Quel giorno l'avvocato Niccolò Ghedini invitò pressantemente il premier a non rispondere «per l'inutilità del suo contributo».
«Altro che inutilità!», polemizza Ingroia:
«Questa telefonata di minacce si colloca dopo le elezioni dell’87, quando - secondo i collaboranti - si erano già deteriorati i rapporti fra Cosa Nostra e quegli ambienti del Psi con cui c'era stato un accordo elettorale».
E questo - secondo il pm - conferma il racconto del pentito Angelo Siino:
«Cosa Nostra in quel periodo era alla ricerca spasmodica di nuovi referenti politici».
Ecco perchè, spiega Ingroia, «si rifece sotto con Berlusconi, tramite i propri ambasciatori-mediatori Gaetano Cinà e Marcello Dell'Utri, preceduti dalle solite minacce e dai soliti avvertimenti».
Un ministro 'traditore'.
Due anni prima, nel 1986, era esplosa la bomba contro il palazzotto Fininvest di via Rovani, e Berlusconi l'aveva presa sul ridere, pensando a un messaggio «gentile» di Vittorio Mangano.
«Stavolta invece - osserva il pm - è preoccupato», al punto da mandare Piersilvio in America.
«Nel 1987 Cosa Nostra vota e fa votare per Claudio Martelli, capolista in Sicilia e futuro ministro della Giustizia, da cui si aspetta una politica più 'garantista', a partire dall'alleggerimento del carcere duro (41-bis). Martelli però tradisce le attese, anzi porta con sè al ministero Giovanni Falcone. Allora i boss decidono di rivolgersi a Dell'Utri e Berlusconi per arrivare a Craxi e ottenere favori».
Nei primi anni 90 Cosa Nostra si rifà viva con il Biscione con una campagna di attentati alla Standa di Catania, costringendo Dell'Utri - sempre secondo l'accusa - a scendere in Sicilia per «stipulare un accordo con Santapaola».
Poi Craxi cade sotto i colpi di Mani Pulite: a quel punto - sostiene Ingroia - «toccherà a Dell'Utri entrare direttamente in politica con un nuovo partito che garantisca a Cosa Nostra quei favori che la Dc e il Psi non erano più in grado di offrire».
Un genio sprecato.
Nel 1998 Dell'Utri è sul punto di mantenere le promesse:
«Aveva messo in atto un piano per destabilizzare i pentiti che lo accusavano, e con questo gettare nella polvere i principi su cui si sono basati decine di processi di mafia, a cominciare dal maxiprocesso di Falcone e Borsellino. Un disegno destabilizzante che, se fosse andato in porto, avrebbe rafforzato in modo decisivo il potere dell' organizzazione mafiosa, spazzando via il principio della 'convergenza del molteplice', cioè delle conferme incrociate fra pentiti, sui cui si fonda l'architettura probatoria dei principali processi di mafia».
Dell'Utri - che per questi fatti è stato rinviato a giudizio in un processo parallelo per calunnia pluriaggravata - puntava a «creare una schiera di falsi pentiti che accusassero con calunnie i pentiti veri: quelli che accusano anche lui, ma non solo lui. Facendo saltare gran parte dei processi di mafia».
Per Ingroia Dell'Utri s'è rivelato «quasi un mago, perchè era quasi riuscito a risolvere in un colpo solo il suo processo truccando le carte, e contestualmente a delegittimare i pentiti e a mettere in crisi la validità delle loro dichiarazioni, agevolando così l'intera Cosa Nostra. Proprio l'obiettivo che la mafia non era riuscita a ottenere in dieci anni di tentativi. Un genio purtroppo sprecato, perchè quel piano l'abbiamo sventato. Nel '99 il Gip dispose l'arresto di Dell'Utri, anche se poi la Camera lo bloccò».
Invece di Dell'Utri, al pm risponde Sandro Bondi, coordinatore forzista che ha deciso a sorpresa di non ricandidare Dell'Utri alle Europee:
«La requisitoria del pm Ingroia è il segno più clamoroso di una giustizia malata e completamente estranea alla civiltà giuridica dell'Italia e dell'Europa. Nel riconfermare la nostra piena solidarietà al sen. Dell'Utri, vittima di una giustizia politica e inumana, torniamo ad invitare il dottor Ingroia, quando parla di Forza Italia, ad avere rispetto di una espressione morale e spirituale di cui non immagina neppure la grandezza».
ammesso e non concesso che la tedi del pm fosse vera,SBvittima di mafia e non addirittura mandante degli omicidi di Falcone e Borsrllino come urlate ai 4 venti!!:fru