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    Considerazioni del Cuib Mikis Mantakas sull’unità dell’Area


    LA PARABOLA DI RAUTI

    Siamo in presenza di un fenomeno nuovo come abbiamo detto in precedenza: la riaggregazione del cartello elettorale delle Forze alternative nazionali. IN tutto ciò si sono fatte varie contestazioni e osservazioni sugli esponenti di questo cartello dalla Mussolini in là, in questa riflessione, secondo lo scrivente, ha fatto da assente illustre la figura di Rauti su cui ci si è soffermati poco. Egli è stato dichiarato “politicamente defunto” e sottoposto a una “damnatio memoriae” per la sua sorprendente vitalità nel sabotare la riunificazione dell’area in costante intelligenza con la Casa delle Libertà. La qual cosa non ha sorpreso molto ma anzi ha suscitato una ferma e decisa reazione in buona parte della base militante missina e non, base che ora compattamente condanna e rifiuta l’apparentamento con il Polo e rigetta la ipotesi di gestione rautiana del MSI-FT. Si accodano anche numerosi (ma non evidentemente maggioritari) dirigenti di quel Movimento, la cosa non può che fare piacere perché testimonia che non tutti hanno messo il cervello all’ammasso e per lo meno significa che la volontà di fare politica di queste persone è ancora idealistica e legata a un passato storico nobile e avventuroso quanto disinteressato. Purtroppo le buone notizie non bastano a eliminare la residua scoria partitocratrica e compromissoria della cupola al comando del MS-FT la quale tiene in ostaggio la base e molti dirigenti su schemi di vecchio compromesso di piccolo cabotaggio simil democristiano. Non è ancora noto, a parte ottimistiche premesse, se Romagnoli si sia deciso a una separazione totale e traumatica dal suo “Dominus” Rauti, o se invece nicchia ancora finendo con diventare comprimario del modo di fare politica del “Vecchio Ideologo Nero” ora però in disarmo e anche, inutile negarlo, in odio alla nuova generazione militante e a gran parte della vecchia generazione. Il problema però è che la struttura decisionale del MS-FT non sembra volersi evolvere in un movimento vero e proprio ma piuttosto desidera rimanere una lista civetta di sostegno al polo con la tattica del ricatto elettorale nei collegi maggioritari, probabilmente chi non riesce a fare carriera politica nella nuova AN si butta nel MS-FT per poi trattare sottogoverni locali o semplicemente favori personali. Non penso che Romagnoli faccia parte di questa genìa di persone ma di fatto si dimostra incapace di strappare a questi burocrati del compromesso e della palude ideale le posizioni di potere reale all’interno del suo movimento. Sul fenomeno in sé non c’è molto da dire essendo storia in evoluzione anche giudiziaria (chi è oggi il MS-FT e chi è oggi il detentore del potere di quella minuscola formazione politica?), direi anzi che il fenomeno MSI è un argomento da chiudere dati i magri risultati ottenuti e le montagne di grane da smaltire. Però…c’è sempre un però, non dobbiamo dimenticare,complice il momento topico della politica nazionale e la svolta in atto nel mondo delle Destra tout court, la radice del problema e il perché di tutto questo baillame degli ultimi 10 anni almeno da Fiuggi I in là. Necessaria e spontanea questa mia considerazione poiché mi sembra che con molta facilità si sia dimenticato il problema Rauti, non come problema in sé da accantonare, poiché di fatto questo sta accadendo nonostante possibili rivolgimenti tribunalizi nella questione del simbolo e della gestione del Movimento in futuro; ma bensì come esegesi del problema medesimo che poi è il problema dei problemi: il MSI poi MSI-DN come ha svolto il suo compito nei 50 anni di sua storia bella e meno bella? E cosa oggi si può rivendicare del MSI di allora? E poi cosa ha portato Rauti al punto dove è arrivato e nel modo in cui sta agendo, Rauti come Bigliardo come i suoi colonnelli; come anche l’ineffabile senatore che appoggia Rauti nella sua battaglia antistorica e demenziale di affossamento della Destra radicale come soggetto politico autonomo e indipendente? Bhè qui urge qualche riflessione spontanea, riflessione che non si sta attuando in nessun modo poiché la qual cosa porterebbe a molte polemiche e rinfacciamenti che oggi non sono necessari e neppure, diciamolo, salutari e utili. Però fuori di polemica una analisi seria va fatta e se fatta da uomini maturi non può portare che a dei ripensamenti su ciò che è successo negli scorsi 10 anni, e se necessario anche a delle revisioni su ciò che è stato un fenomeno come quello del neofascismo italiano, fenomeno che nei ranghi del MSI-DN è diventato un “monstrum” cioè il Missismo che del Neofascismo è la parodia attuale come rispetto al Fascismo storico si situa come deviazione genetica e scherzo della natura. Questo fenomeno ha radici lontane antecedenti ai problemi che oggi stiamo vivendo, è una problematica complessa che ha attraversato generazioni e periodi storici dell’Italia riproponendosi in maniera sempre simile con pedante retorica e pedissequa tenacia e con risultati similari. Se leggiamo il bel libro di Cardini “Gli scheletri nell’armadio” notiamo come l’intellettuale fiorentino avesse notato nel mondo del MSI dell’epoca molti accenni a quello che poi sarebbe diventato il ventre molle della cultura politica alternativa e antagonista radical-nazionale: e siamo negli anni ’50 e ’60 quindi molto lontano dalla Destra Nazionale e dalla successiva cavalcata all’indietro dell’Almirantismo (forse non del tutto consapevole e cosciente dei virus che stava inoculando in quel mondo) sulle orme della Destra storica ottocentesca. Abbiamo una visione di insieme di una congerie di persone che facevano politica insieme che spesso non avevano nulla a che spartire se non le spese della sede e l’organizzazione di campagne propagandistiche per eleggere Tizio o Caio piuttosto di Sempronio. Con una gestione del patrimonio ideale e storico allora vivo e bruciante nella memoria,specie dei camerati fiorentini, che si avviava a diventare solo retorico richiamo alle urne in periodo elettorale. Sovente si richiama alla mente la figura di Evola che era vivo in quel periodo ma che agli occhi del mondo giovanile di allora appariva come un ignoto personaggio tenuto nell’ombra dal MSI che ne occultava quasi del tutto la Dottrina e la Storia,insomma pareva si parlasse di un morto anche se dimorava 200 km da Firenze. Se andiamo oltre possiamo analizzare la memorialistica di Romualdi morto appena a 33 anni ma che già si muoveva con scritti sferzanti e sottili sulla “cultura di destra” che all’epoca era assente e colpevolmente inefficace davanti alla montante contestazione giovanile e agli Autunni Caldi del mondo del lavoro. Il MSI di allora già non era in grado di opporre quasi nulla se non i corpi dei propri militanti alle orde del Marxismo Leninismo prima e del Maoismo poi, finendo però schiacciato dalla Strategia della tensione (ma Romualdi era già morto) da un lato e dalle battaglie di retroguardia e di risulta della DC e del PLI. Ma lo stesso Evola aveva indicato vari suggerimenti su cosa doveva essere la strada da seguire per il movimento nazionale di resistenza anti partitocratrico ponendo il punto sulla qualificazione dell’uomo e sulla visione spirituale del militante con dei riferimenti metapolitici forti e sovramondani e non con contingenti esperienze di attivismo. Abbiamo quindi vari motivi ispiratori su cosa poteva essere, e non è stato, il Movimento che si proponeva di inquadrare la frangia nazionale e non allineata della politica italiana, cosa che non avvenne e anzi infine divenne una corsa al rovescio: non per mancanza di struttura e di organizzazione che in quegli anni non mancava per nulla,avendo il Movimento avuto discreti risultati anche in fasce sociali non certo di “Destra”, ma per capacità di capitalizzazione di quei risultati giustamente meritati ma mai digeriti e assimilati con una operazione politica di alto profilo sia giovanile che dirigenziale. Prevalse la paura,la rettitudine , la ipocrisia e anche un pozzo torbido che si mosse dal Golpe Borghese in là, pozzo torbido che non si è mai chiarito e che ha causato guai per anni a venire spazzando via dirigenti,militanti,giovani attivisti e anche qualche Parlamentare.In quel periodo fece capolino la figura di Rauti come anima movimentista e intellettuale del MSI dopo il periodo esaltante del MPON, struttura mirabile e paurosamente dinamica che scomparì sotto la demonica repressione di Regime ma che vide il Rauti inserito in una poco chiara operazione di intercettamento di militanti e dirigenti di quella Organizzazione su intervento di Almirante. Da quel momento Rauti si pose come anima nera del Msi e come figura di riferimento del ribellismo giovanile e del mondo ideologizzato e non allineato della Destra radicale neofascista e addirittura neonazista; egli si ritagliò uno spazio notevole nel MSI giostrando la sua quota di dirigenti e di incarichi e candidature. La battaglia dei “rautiani” si poneva come alternativa sociale e antagonista al mondo dei “missini” o dei “missisti” ridicolizzati per il nostalgismo sterile o per il conservatorismo stereotipato e arretrato non certamente ritenuto degno dello stile fascista futurista e dissacratore come anche della anima sociale e popolare del nostro mondo da Berto Ricci a Nicola Bombacci a Pavolini e al sindacalismo soreliano e corridoniano. La risposta a tutto ciò però non fu che verbosa e ciarliera venendo così a formarsi nel mondo dei Missini una curiosa degenerescenza di tipo “trasversalista” (come amavano chiamarsi i rautiani convinti) cioè i “Radical chic di Destra” oggi veri e propri Yuppies della Destra di Governo. Costoro hanno attuato specularmene la medesima manovra del mondo dell’estremismo di sinistra intellettualoide e nichilista vale a dire la linea di continuità che ha visto interi settori dirigenziali della Extrasinistra passare dal PCI a LC ai Maoisti di varia ispirazione al PSI di Craxi fino a giungere oggi a FI e in qualche caso (ma qui siamo alla disperazione intellettuale) a Pannella. Questo a sinistra dicevamo mentre a Destra (usiamo ancora questa categorie per comodità ma qui vige il proverbio biblico “non sa la destra cosa fa la sinistra”) abbiamo avuto il Trasversalismo rivoluzionario che impastava nazimaoismo, nazionalcomunismo, comunitarismo ecologista, suggestioni paganeggianti di tipo nazista con spruzzate filoislamiche a motivo antisemita, finendo poi alla sotterranea ammirazione e invidia per le gesta degli omologhi “rossi” e per l’aperto appoggio a delinquenti come l’ETA e a dubbi cattolici come L’IRA. In questo guazzabuglio dove tutte le vacche sono nere c’è finito Degrelle e Codreanu, Bobby Sands e Che Guevara, Hitler e Josè Antonio, Fioravanti e Castro, Mao e Muti, Arafat e Laila Khaled con il Gran Muftì di Gerusalemme e Khomeini giungendo al Fronte Polisario e alle BR fino a Toro Seduto e a Bob Marley. Insomma dalla padella alla brace ma nessuno che avesse capito un beneamato nulla di cosa è stato storicamente il Fascismo e la RSI,il Nazionalsocialismo e la Guardia di Ferro, REX e il Falangismo, il panarabismo nazionalista e socialista con la dottrina dell’Islàm sunnita o sciita che dir si voglia per poi passare a ciò che misteriosamente è finito nel calderone di fianco agli scomodati fenomeni storico politici di cui oggetto. Anche la lotta armata del popolo palestinese è diventata moda e sfoggio di Kefiha senza ritegno per le differenze etniche e senza ragionamento sui significati di tale accessorio di abbigliamento, confusione su confusione tra Islamismo radicale e guerriglia nazionalista di stampo laico, tra la OLP e le storiche formazioni di guerriglia palestinesi e la successiva e radicale area del fondamentalismo religioso da Hamas( del carismatico Sceicco in sedia a rotelle disintegrato dai missili a telecamera incorporata) alla Jihad Islamica. Insomma tutto un guazzabuglio a imitazione delle peggiori sinistre della peggior specie quanto a dilettantismo e ignoranza delle prassi leniniste, prassi di pensiero e azione assolutamente pregevoli nei metodi e nelle analisi di una situazione politica e istituzionale congiuntamente a un progetto di azione politica e di formazione di un movimento.Il problema che negli anni del Trasversailsmo ideologico dalla sinistra si è anche scopiazzato ma sempre nei lati peggiori e nelle sue forme più degeneri e non certo nei lati positivi e utilizzabili in un contesto cosiddetto “rivoluzionario”, termine che bisogna usare con estrema attenzione e con cognizione di causa per non finire nel calderone dei nichilisti e dei “pazzi e asini” di marxiana memoria. La ragione di questa carenza e incapacità sta nel fatto che il Msi è stato capeggiato da una dirigenza colpevole e inetta che viaggiava nel novero del Partito Casalinghe e Pensionati unitamente alla sua deleteria ( non nelle premesse ma nei suoi sviluppi) antitesi rautiana basata sulla confusione e sulla commistione. Detta situazione dialettica è stata funzionale a tenere in piedi il buon Pino nei suoi giochi di segreterie e di candidature arrivando anche a vincere il Congresso del Movimento e a creare un sistema di correnti interne e di dirigenti favorevoli in permamente regime di doppia obbedienza al suo capo e ai suoi referenti-figlie e fiduciari.. Altri risultati di questa ubriacatura la formazione di una masnada di Yuppies di Destra, copia pedissequa del ciarpame intellettuale di Sinistra in copia senza copyright con una futura dirigenza transitata dalla poltiglia ideologico-zoologica prima descritta al moderatume esibizionista di AN con la Destra Sociale che di socializzatore ha solo il carrierismo dei giovani dirigenti e dei rampanti portaborse.In questo sono stati trasversali: nelle carriere e nella assegnazione di incarichi pubblici se non delle sedi di Università dove poter fare gli assistenti e i ricercatori foraggiati dal denaro pubblico, alcuni di essi sono oggi transitati nel Centro ex-DC o in FI come il buon Mennitti con Ideazione (fucina del pensiero liberal), altri sono finiti in CL a ripensare Bombacci e Che Guevara con Woiytila il PAPA; qualcuno, ma anche qui siamo nella fase dei disperati, è finito con Pannella dopo che per anni ha strarotto l’anima con il MSI che era troppo a Destra e poco sociale e troppo colluso con il sistema etc. Buona parte di costoro è stata la grande figliata ideologica di Rauti “Grande Vecchio Nero” cui oramai sono rimaste solo le figlie da mandare in Parlamento, Rauti che però ha lasciato una grande massa di rovine da smaltire includendo anche l’esperienza del MSI-FT fondato da lui nella speranza di non si sa cosa (non voglio aderire a ipotesi complottistiche di cui non ho oggettivi riscontri dal ’94 in là) e gestito in modo tale da ripetere noiosamente alcuni cliché del peggior Almirantismo seguito anche da una classe dirigente missina che non ha capito ancora che Almirante non è che un ricordo e che ripetere tali adagi oggi,quando non abbiamo la sua figura di indubbia qualità politica e capacità,significa solo non avere capito cosa sta avvenendo nel mondo e in Italia.Questa attitudine operativa ha siognificato chiudere gli occhi e le orecchie e farsi prendere in giro dall’ennesimo modo di fare politica in modo striminzito e nullificante e perdere la presenza nel dibattito nazionale alimentando ciò che poi è successo: scissioni, frazionismi, spaccature e rancori. La cosa peggiore che poi è capitata è che la gestione Rauti non ha innovato gli aspetti deteriori dell’Almirantismo ma li ha replicati senza averne però capacità politiche, carisma equilibrio, creando quindi un secondo almirantismo di fatto, senza però Almirante. Il risultato è stato deleterio e caotico ed ha provocato sanguinose ferite nel Msi e anche nel mondo della militanza che, essendo composta progressivamente da elementi sempre più giovani non aveva più il culto del “Pino” non conoscendone gli antecedenti e ignorando poi la vita interna del MSI oramai sepolto. Ne è seguita una storia convulsa che ha sconfinato nel ridicolo con esposti alle procure contro riviste sezionali,querele e scontri interni anche fisici con l’armamentario del peggior MISSISMO in azione: verticismo, personalismo,culto della personalità,gerarchizzazione ottusa e soffocante con un sistematico allontanamento ed espulsione di tutti i vertici del Movimento minimamente contrari al capo e l’incatenamento ed eliminazione di tutte le realtà più qualificate o movimentiste.Già dalla fondazione abbiamo avuto Pisanò allontanato, che a diritto sarebbe dovuto essere il Presidente fondatore, in quanto prima di Fiuggi aveva rifondato il MSI ritenendo il coacervo liberalconservatore pseudomissino già adeguato al Sistema e al Berlusconismo. Fu allontanato dopo nemmeno un anno senza spiegazioni solo per la smania di potere di Rauti e dei vampiri larvali in azione, e di seguito anno dopo anno la mietitura continuava. In cambio di ciò si è avuta la già nota strategia del vecchio MSI che in sostituzione dei ribelli e dei riottosi o degli “scomodi” ha piazzato uno dei peggiori gruppi di Vampirizzatori che la nostra storia politica a “Destra” ricordi, gente che oggi ha gettato la maschera e ha dimostrato il vero volto del Rautismo come quinta colonna del nichilismo politico e della disonestà ideologica per giunta in azione coordinata e continuativa con la Casa delle Libertà. Gente che per anni e anni ha spadroneggiato e che ha ricoperto incarichi di tutti i tipi nel Movimento scalzando con una selezione al contrario tutti i capaci e i volenterosi per far posto a sé stessi e ai loro galoppini a costo una cena e un caffè. Tutto ciò è accaduto non a caso o per disgrazia ma perché il nostro mondo politico e militante è stato semplicemente a guardare il Capo che faceva e disfaceva, in un rimbecillimento totale di ubbidienza cieca e clericale a ogni idiozia che veniva partorita dal vertice del Movimento cui bisognava solo ubbidire e annuire come si è fatto anche con il vecchio MSI-DN fino al MSI- AN e oltre. Con la differenza che in un caso c’era la posta in gioco di decine di Parlamentari e di interessi “solidi” che hanno portato a ingoiare ogni tipo di minestra rancida e ingiustizia anche autolesionista, nell’altro caso recente in cambio dell’ubbidienza e del masochismo il nulla totale, il niente, il porco comodo del Capo e dei suoi Vampirizzatori, pifferai di una torma di topolini in buona fede e ignari ma non per questo meno topolini e quindi non destinati a salvarsi. Ora siamo all’anno ZERO, nuovo anno ZERO: sarà l’ultimo? O è solo un’altra palingenesi della infinita ruota del Samsara che il nostro Mondo deve superare prima di risorgere veramente almeno in una forma compiuta; se non una forma vincente per lo meno adatta darwinisticamente alla sopravvivenza dignitosa. E comunque rifletterei sul fatto che il mondo dei “missini” si sia accorto solo un minuto prima che il CAPO oramai dava i numeri e che forse quelli che protestavano prima e che si scindevano o venivano espulsi non avevano tutti i torti ma anche qualche ragione seppur la ragione che si dà ai fessi. Come si sono accorti troppo tardi molti anni fa che Fini e i suoi non erano altro che degli impostori politici e dei falsari dell’IDEA, gente che aspettava solo Berlusconi e gli EX- DC per proporsi finalmente per quello che erano liberandosi della zavorra ideologica, storica e umana oltre che etica e legale (il quotidiano “Libero” ce ne sta facendo avvedere anche in questo). Probabilmente questo oltre che l’anno ZERO del Neofascismo dovrà quindi essere l’anno della eliminazione del MISSISMO e delle sue tarate controfigure visibili solo alle cene e ai pranzi e assenti quando si tratta di andare in strada e in piazza a dire in faccia la mondo chi siamo; la gente che fa politica per passatempo e per riempire vuoti esistenziali e affettivi, gli UFOLOGI delle ideologie e gli SPIRITISTI della strategia politica. Quelli che hanno scambiato il mondo virtuale per il mondo vero di sangue, sudore, tremori e passioni e che battagliano seduti la sera prima di andare a dormire o la volta al mese che vengono in una sezioncina a seguire la conferenza X con altri 10 pensionati dello spirito. Non ultimi in ordine di importanza sono i residuati di una Destra imborghesita e borghese fino alla punta dei capelli che seguitano con uno stile che nulla ha del fascista ma piuttosto del salottiero male abituato. Anche qui guardiamoci in faccia: il nostro è un mondo sezionale fatto sovente da ambienti avvocatizi e professorali, persone non certo inclini a sommovimenti ma a fronde da baretto bene, a compiacimenti borghesi e narcisistici in stile pubblicitario, persone che usano la politica per autoreferenziarsi.Questo poi in alcune realtà è diventato, peggio ancora non c’è dubbio, caravanserraglio per personaggi in cerca di autore o di affermazione; la classiche situazioni di chi non ha qualità umane concrete o professionali ma vuole “coordinare” o “diventare responsabile di…”. Persone che al momento di necessità se ne sono fregate di chi era in difficoltà personale e politica, rintanandosi nei loro rifugi in aspettativa di tempi migliori perché “loro hanno la reputazione”. Gente che ha solo ammorbato l’aria con discorsi e prediche ma che al momento giusto non ha mai cacciato una lira dal portafoglio per sostenere un gruppo o una iniziativa che fosse una sede da pagare o una rivista da comprare. Spesso e volentieri l’impegno militante è stato addirittura inversamente proporzionale alle sostanze economiche in cassa queste ultime però direttamente proporzionali alle pretese avute. Questa gente ha permesso a Rauti di fare il bello e il cattivo tempo, questa gente permise a FINI di traviare il MSI gettandolo in un tombino, questa gente ha causato scissioni su scissioni per garantire la loro brodosa e fetida tranquillità, questa gente è il nostro primo nemico da isolare e soffocare come gramigna nei campi. In quanto oggi non si richiede una nuova formazione partitica e politica tout court, ve ne sono tante in giro e non tutte da buttare via. Oggi si richiede una forte presenza nella società, una missione di risveglio nazionale di coscienza e di etica prima ancora che un richiamo all’attenzione su ciò che sta accadendo politicamente. Oggi necessita un impegno di vita e di testimonianza da parte di chi desidera cambiamenti nella società e incisivi interventi a sostegno delle istanze del popolo italiano in crisi storica e cronica, in poche parole necessitano esempi sostanziali e concreti prima che slogans idealistici e parole di ordine in senso elettorale. La situazione in Italia non dà possibilità di azione a movimenti che volessero portare avanti un programma politico, perché come diceva Codreanu è l’uomo che manca in appoggio a qualsiasi società e progetto, è l’uomo quindi che renderà diversa e migliore la nostra società, perché giustamente chi viene reclutato in nome di programmi è una presenza effimera e superficiale oltre che inaffidabile.Oggi siamo in fase di crollo dell’uomo e di destrutturazione di tutte le formazioni sociali che egli si è inventato in nome di astratti principi irreali o illusori, la realtà che fa il palio con la verità impietosamente sbriciola come castelli di sabbia le utopie femministe, anarco-comuniste,liberiste e libero-mercantiliste e lascia, giustamente, in evidenza la rovina morale e civile delle nazioni e dei popoli che ad esse si sono affidate come il popolo di Mosè con il Vitello di Oro. Tutto questo non cambierà di una virgola con programmi e con ideologie, neppure con mobilitazioni ma con un progetto profondo di vita e di società che investa tutto ciò che dell’uomo è pertinenza Questo comprende anche una azione politica e militante ma non si esaurisce in essa anzi ne è solo necessaria introduzione, ma ciò vuol dire che prima di andare a organizzare conferenze e convegni,presidi e manifestazioni ci si guardi in faccia e si prenda a paradigma degli esempi non solo intellettuali e teorici ma anche umani e concreti. Si uscirebbe quindi dagli equivoci e dalle stagnanti categorie umane italiote e paludose, esempio di nulla riferimento per nessuno e alibi per politicanti senza scrupoli o isteriliti dal parlamentarismo e dal carrierismo di vita e di opere di cui essi sono emanazione e non certo antitesi. Perché è chiaro che i politici di rilievo di una comunità anche solo politica e partitica non sono migliori ( a parte casi fortunati) ma sono rappresentativi di chi li ha sostenuti e condivisi e se molti oggi criticano e disprezzano Rauti o Fini o Alemanno o la Santanchè (copro tutto ciò che oggi ricorre sotto l’epiteto oramai fuorviante del termine “Destra”) è vero anche che essi non se ne sono distaccati come prassi dell’agire e dell’essere ma solo come finalità personale o politica , se va bene. Capire questo già sarebbe una grande operazione di depurazione del nostro mondo davanti alle sfide grandi ma interessanti che si profilano all’orizzonte. Questo sarebbe un buon inizio e, si sa, chi bene inizia è a metà dell’opera.




    "Portarsi non là dove ci si difende,
    ma là dove si attacca!"
    (Julius Evola)

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  2. #2
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    Finalmente un dire sopra le parti! Mi complimento Janus.

  3. #3
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    Predefinito Re: Considerazioni del Cuib Mikis Mantakas sull’unità dell’Area

    In origine postato da janus77
    Considerazioni del Cuib Mikis Mantakas sull’unità dell’Area

    Se questo è il punto di vista ufficiale del CUIB Mikis Mantakas, lo sottoscrivo in pieno e senza riserve.

    Prendendo al contempo un impegno personale, che vuole essere anche un invito a chi legge: facciamo meno, ma facciamo bene.
    Mettiamo finalmente pietra su pietra, smettiamola di fare e disfare continuamente. Non siamo più nessuno di primo pelo, la vita non è infinita, dunque diamo significato alla nostra esistenza costruendo qualcosa che abbia un senso al di là del momento.

    Passata la sbornia elettorale, con l'ennesima delusione da parte della politica generale, e da parte della politica d'Area, che non cambieranno nulla, mettiamoci a lavorare seriamente.

    La Storia non sta ferma ad aspettare i nostri tiramenti, va avanti lo stesso senza di noi.

  4. #4
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    analisi lucida.
    a mio parere un po' ingenerosa verso la componenta rautiana degli anni 70/80.

 

 

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