Siamo ancora divisi. Continuiamo a spararci addosso come bambini viziati. Ci urliamo addosso "traditore" a vicenda. Ma il progetto di unità dell'area non deve fermarsi. La mentalità nazionalpopolare è una, quindi avere 10 partiti è da rincoglioniti.
Il progetto è fallito perchè questa consultazione elettorale è con il sistema proporzionale puro, quindi anche un movimento piccolo da 1,5% prende un seggio.
Ma io credo che bisogna puntare in alto, mai come ora ci sono state prerogative così favorevoli e spazi di agibilità così ampi. La svolta centrista di AN ha scontentato quelli che lo credevano ancora un partito di destra. Attualmente nel panorama politico italiano non c'è un vero partito nazionale, tradizionale, anti-immigrazione.
Eppure queste tematiche sono intese come problemi da tanta gente, che può essere convinta a sostenerci solo se ci riuniamo sotto lo stesso simbolo, esprimendo così forza e coerenza.
Le prosime consultazioni politiche del 2006 saranno il test finale. Unirsi o morire. Portare dei rappresentanti dell'area nazionalpopolare nel parlamento italiano sarebbe una svolta epocale. Ma lo sbarramento è lì ad aspettarci, a provocarci. Se si arriva al 4% si sopravvive e si gettano le basi per un nuovo futuro. Altrimenti ci sarà solo l'oblio ad attenderci. La base perdonerà ancora una volta gli stupidi litigi degli ultimi giorni, il martellarci le palle da soli quando i nemici veri sono altri, e non possono che gioire della nostra mancanza di un unità. Allora presentiamoci a queste consultazioni, cerchiamo di raggiungere il miglior risultato possibile, non ci distruggiamo le campagne elettorali a vicenda. E poi avremo ben due anni di tempo per mettere da parte le stupide e dannose questioni personali e costruire il vero movimento unito e forte della destra
nazionalpopolare italiana.


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