Si dimette il ministro dell'Interno iracheno dopo critiche di Bremer
Le forze della coalizione non hanno il controllo di Najaf e Kut dove i miliziani sciiti hanno occupato gli edifici più importanti
La vignetta di Vauro sul Corriere della Sera di oggi
BAGDAD - Domani si celebra l’anniversario della caduta di Saddam Hussein, ma in Iraq la guerra non sembra finita. Si combatte a Baghdad, Fallujah, Najaf, Baqouba, Diwaniya, Ramadi. E il ministro dell'interno iracheno, Nouri Badran, ha annunciato di essersi dimesso per le critiche espresse dall'amministratore americano in Iraq, Paul Bremer, al suo ministero.
MARINE UCCISO - Un soldato americano è stato ucciso oggi in un attacco contro un convoglio. Lo hanno reso noto fonti militari americane. Un altro è morto ieri e uno è rimasto ferito in scontri con ribelli vicino a Balad, a nord di Baghdad. La tensione è altissima nella capitale, con carri armati che pattugliano le zone sciite, dove da domenica sono morti circa 60 iracheni e sette soldati Usa.
DUE FRONTI APERTI - Negli ultimi giorni combattimenti e attentati si sono intensificati in tutto l'Iraq. Il conflitto divampa infatti sui due fronti del Paese, nel Nord sunnita e nel Sud sciita, con un bilancio di oltre 35 morti per la coalizione in quattro giorni e oltre duecento iracheni.
"NON CONTROLLIAMO DUE CITTA'" - Le forze della coalizione non hanno il controllo di Najaf e Kut dove i miliziani sciiti hanno occupato gli edifici più importanti nel centro della città. Lo ha riferito oggi il generale capo americano in Iraq, Ricardo Sanchez. Il generale ha detto che i miliziani del leader sciita al Sadr occupano uffici governativi nel centro di Najaf, controllando la città santa. Il contingente spagnolo, che è assegnato alla città, si è ritirato nella base alla periferia. Secondo il generale, gli uomini dell'Esercito Mehdi, di Sadr, sono circa 6.000 in tutto il paese e hanno «un pò di esperienza militare». Fra loro ci sono alcuni «stranieri».
ESPLOSIONI A BAGDAD - Forti esplosioni si sono udite nel pomeriggio in tutto il centro di Baghdad. Ne hanno dato notizia testimoni. Sempre stamattina una forte esplosione ha scosso la parte occidentale della capitale riachena dove si trova il quartier generale delle forze della coalizione e dell'Autorità provvisoria che amministra temporaneamente il Paese. Lo scoppio non ha fatto vittime ed è stato provocato da un ordigno collocato sul bordo di una strada nella parte occidentale della capitale irachena. Lo ha riferito la polizia irachena, che ha bloccato la zona nel timore che possa verificarsi una seconda esplosione.
ATTACCO AL CONTINGENTE GIAPPONESE - Per la prima volta anche il piccolo contingente giapponese in Iraq sarebbe finito sotto attacco: nella notte almeno tre distinte esplosioni sono risuonate nei pressi della base nipponica a Samawa, nel sud del Paese e, secondo fonti ministeriali riservate a Tokyo, all'esterno della struttura sarebbe anche stato rinvenuto un proiettile di mortaio. Un portavoce dell'Agenzia di Difesa, da cui dipendono le Forze Armate, ha inoltre annunciato la sospensione temporanea di tutte le iniziative affidate alle truppe, peraltro a carattere esclusivamente umanitario.
FALLUJA - Le forze americane hanno lanciato ieri bombe e razzi verso una moschea a Falluja, città sunnita a nord di Bagdad, e sostengono di aver ucciso 40 guerriglieri che avevano trovato rifugio nel luogo di culto e da lì sparato un razzo anticarro contro i soldati Usa. Il direttore del principale ospedale della città parla di un numero di vittime variabile tra 280 e 300, con almeno 400 feriti.
I marines americani hanno dato vita anche a un'importante operazione per sedare i rivoltosi nella città sunnita di Ramadi.




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