MUQTADA AL-SADR ESIGE LA FINE DELL'AGGRESSIONE ED IL RITIRO DELLE TRUPPE AMERICANE
Intervista all'agenzia stampa russa Novosti (16/4/04)
« Se gli Americani mi uccidono, chiedo al popolo iracheno di non abbandonare la lotta per l'indipendenza, la libertà e per la propagazione dell'Islam...»
Najaf (15/4/04) - "Siamo pronti a trattare con il regime di occupazione, ma non abbiamo l'intenzione di abbandonare le nostre richieste", ha detto Muqtada Al-Sadr.
"Devono prima di tutto ritirare le truppe da tutte le regioni dell'Iraq e fermare l'aggressione contro il popolo iracheno", ha sottolineato.
D'altra parte, egli ha detto che non potrà sedersi al tavolo delle trattative con gli "assassini degli Iracheni".
"Ripeto che non c'è bisogno di trattare direttamente con gli Americani", ha dichiarato Al-Sadr. "Le nostre condizioni principali restano le stesse: cessare l'aggressione contro il popolo iracheno in tutte le regioni del paese ed interdire alle truppe di entrare nelle città sante di Najaf e Karbala" (le tombe dell'Imam Ali, genero e cugino del Profeta Mohammad, e di suo figlio Hosseyn nato da Fatima, figlia del Profeta Muhammad, si trovano in queste due città).
"Le mie richieste avanzate all'amministrazione d'occupazione sono quelle di tutti gli Iracheni: cessare l'occupazione e non porre ostacoli all'introduzione della Sharia (Legge Islamica) nel paese", afferma Al-Sadr. "I miei desideri sono quelle del popolo iracheno, niente di più".
"Rivolgo la sola richiesta (al popolo iracheno): se gli Americani mi uccidono, non abbandonate la lotta per l'indipenza, la libertà e per la propagazione dell'Islam", ha detto il leader sciita.
"Le truppe americane avrebbero attraversato una distanza immensa e sarebbero giunte in Iraq per liberare gli Iracheni da Saddam Hussein. I loro obiettivi in Iraq sono altri: distruggere i valori islamici e le tradizioni degli Iracheni, assicurare il dominio totale d'Israele nella regione e instaurare il controllo sul petrolio iracheno", sostiene Al-Sadr.
Secondo il leader sciita, tutti in Iraq condividono la sua opinione, secondo la quale, dopo aver realizzato spese finanziarie immense e dopo aver subito perdite legate all'occupazione dell'Iraq, gli Americani non hanno intenzione di abbandonare il paese dopo il trasferimento del potere agli Iracheni.
"A questo fine, il regime di occupazione ha già scelto, tra gli Iracheni, degli uomini politici che li accontentino e che veglino con zelo sui loro interessi nel paese", affirme Al-Sadr.
"Per questo tutti gli Iracheni onesti che si pronuncino contro l'occupazione della loro patria sono considerati dagli Americani come dei nemici che rappresentano una minaccia. Ecco perchè, allorché l'«Esercito del Mehdi», che è la vera armata popolare dell'Iraq, ha cercato di occupare lo spazio che gli spetta nella nuova società irachena, ciò non ha naturalmente mancato di allarmare gli occupanti", ha dichiarato Al- Sadr.
A suo avviso, l'occupazione per il popolo iracheno cesserà veramente nel momento in cui elezioni generali avranno luogo nel paese e l'ultimo soldato americano avrà abbandonato l'Iraq.
Il futuro Stato iracheno deve poggiare sui principi della Sharia.
"Noi vogliamo creare uno Stato dell'Islam, della giustizia e del popolo", ha detto Al-Sadr in risposta ad una domanda riguardante la sua opinione sull'organizzazione politica ideale del futuro Iraq.
"Le distinzioni non dovranno esistere in questo futuro Stato tra gli sciiti, i sunniti ed i cristiani. Ma questo Stato deve poggiare sui principi della Sharia", ha sottolineato il leader sciita.
Parlando della struttura dell'Iraq, Al-Sadr ha espresso la certezza che il federalismo condurrà alla disintegrazione dell'Iraq.
"Il federalismo in Iraq condurrà il paese al suo smembramento. Per questo ci opponiamo categoricamente a ogni progetto volto a imporre un sistema federalista all'Iraq", ha sottolineato Al-Sadr.
Secondo il leader sciita, il popolo iracheno ha espresso da diversi mesi la propria posizione contro il federalismo, viste le grandi manifestazioni di protesta hanno avuto luogo in diverse province dell'Iraq.
"Colui che sostiene il federalismo in Iraq è, infatti, il nemico del popolo iracheno", ha dichiarato Al-Sadr. "Noi interpretiamo il progetto di fare dell'Iraq una Federazione come l'accordo Sykes-Picot (accordo segreto del 1916 sulla divisione della parte asiatica dell'impero ottomano) in versione irachena. La sorte della Palestina devastata e distrutta è un esempio probante di ciò che può realizzarsi in Iraq per far piacere a coloro che si definiscono Iracheni, ma che non pensano, in realtà, che ai loro egoistici interessi".
Rispondendo alla domanda sul ruolo della Russia nella risoluzione del problema iracheno, Al-Sadr ha detto che la posizione russa è conforme, da lunghi anni, agli interessi del popolo iracheno.
"Personalmente, mi auguro prima di tutto che la Russia giochi un ruolo importante nell'opposizione all'insolenza dei leader americani capaci di distruggere il mondo".
"La Russia resta una superpotenza, e può apportare un aiuto aimmenso all'Iraq. Come membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, può influire sulla posizione di questa organizzazione internazionale nell'opporsi ai pericolosi piani dell'America", ha dichiarato il leader sciita.
http://fr.rian.ru/rian/index.cfm?prd...16&startrow=51
tradotto da: "Islam Sciita"




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