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  1. #1
    "SI PUO' FARE"
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    Red face Grandi opere: 93.000 mld di lire

    Opere, immenso imbroglio
    di Fabrizio Vigni *

    L’ha promesso, una di queste sere Berlusconi tornerà a “Porta a porta” per parlare di grandi opere. Fu proprio lì, nel 2001, che disegnò su una lavagna la mappa delle sue mirabolanti promesse: strade, ferrovie, ponti, metropolitane, l’Italia sarebbe diventata tutta un grande cantiere. Tornerà da Vespa e racconterà, naturalmente, di aver fatto miracoli. Intanto ne parla dappertutto: “Il governo è assolutamente in anticipo rispetto alle previsioni. Avevamo previsto di realizzare entro la legislatura il 40% di 125 miliardi di euro di investimenti. Abbiamo già attivato opere per 48 miliardi di euro di investimenti e 20 miliardi di opere sono già cantierati”, aveva detto alcune settimane fa. Nelle dichiarazioni di ieri è andato oltre: “Abbiamo aperto cantieri per 40mila miliardi e ne apriremo entro l'anno per altri 60mila”.
    Fantastico. Nei manifesti affissi sui muri, intanto, converte gli euro in lire per fare ancora più effetto: “Grandi opere attivate per 93mila miliardi”.
    Come stanno dunque le cose? Davvero almeno su questo punto il centrodestra sta rispettando il famoso "contratto con gli italiani?" Bastano pochi dati per dimostrare che siamo di fronte ad un gigantesco imbroglio.
    Primo dato: gli investimenti nel bilancio dello Stato per le opere pubbliche, piccole e grandi, si stanno riducendo. Dopo il crollo della prima metà del decennio scorso, dal '96 al 2001 con l'Ulivo si era avuta una buona ripresa, con un incremento medio annuo del 10,6%. Dal 2001, invece, con il centrodestra, il trend di crescita si interrompe: nei primi due anni la riduzione è stata circa del 15%, quest'anno del 13%. Particolarmente gravi i tagli in alcuni settori: dimezzati i finanziamenti per la difesa del suolo e la prevenzione di frane ed alluvioni, ridotti drasticamente quelli per le città ed il trasporto pubblico locale, per l'edilizia scolastica, per acquedotti e depuratori.
    Il secondo dato è quello sui finanziamenti per la realizzazione delle cosiddette grandi opere della legge obiettivo. Erano state promesse circa 270 opere, per un costo totale di 125 miliardi di euro. Ma sono stati finanziati, ad oggi, appena 5,1 miliardi (peraltro attraverso limiti di impegno di spesa, cioè indebitandosi per 15 anni). E bene che vada, da qui al 2006 si arriverà a 9 miliardi. Niente, in confronto a quanto sarebbe necessario. Se fate due conti vi accorgerete che di questo passo il piano delle grandi opere sarà completato nel 2079. Niente male, no? Fate poi attenzione a quella parolina - investimenti attivati - che viene utilizzata per il gioco delle tre carte. "93mila miliardi di lire attivati", dice Berlusconi: ma questo è il costo finale delle opere, non il totale dei soldi stanziati e disponibili, che come abbiamo visto è di gran lunga più basso. Per capirci: è come se uno, desiderando tanto una Ferrari ma non avendo i soldi per comprarla, acquista lo specchietto e va al bar vantandosi con gli amici di aver "attivato" l'acquisto dell'auto. Il governo ha lo specchietto: gli manca tutto il resto. Serve una conferma?

    Eccola: dopo tre anni gli unici due cantieri già aperti, tra le opere della legge obiettivo, sono quelli per la terza corsia su 18 km del raccordo anulare di Roma (deciso e in larga parte finanziato all'epoca del centrosinistra) e per un lotto di 28 km sulla Salerno Reggio Calabria (proseguendo i lavori avviati dal precedente governo su 215 km.) Tutti gli altri cantieri ad oggi aperti in Italia, compresi dunque quelli che il capo del governo visiterà nel corso della campagna elettorale, sono cantieri di opere decise, finanziate ed avviate dal precedente governo.
    Rischiamo di ritrovarci dunque, alla fine della legislatura, in un paese nel quale forse sarà stata messa la prima pietra di qualche opera di forte valore simbolico e di grande impatto comunicativo - come il Ponte sullo stretto di Messina, un'opera non prioritaria per il Sud che ha bisogno anzitutto di completare la rete autostradale, modernizzare la rete ferroviaria, garantire l'acqua a tutti i cittadini - per cercare di nascondere agli italiani il fallimento del governo. Ma sarà un paese con un sistema dei trasporti ancora più inadeguato e squilibrato, un territorio ancora più indifeso e fragile.
    Quando torneremo a governare, dunque, troveremo i problemi irrisolti, se non addirittura aggravati.
    E dovremo fare i conti con una situazione di risorse non illimitate. Certo, si dovrà riattivare un trend di crescita degli investimenti pubblici, utilizzare tutte le potenzialità del project financing e dei finanziamenti europei. Ma le risorse saranno comunque limitate. Anche per questa ragione si dovrà tornare ad una corretta programmazione degli investimenti - che errore imperdonabile, per il centrodestra, aver cancellato il Piano dei Trasporti! - e selezionare le opere più utili ed urgenti. Riequilibrio modale, ferrovia, sicurezza stradale, autostrade del mare, trasporto pubblico nelle città: sono queste le priorità, se si vuole garantire il diritto alla mobilità senza far deflagrare gli equilibri ambientali. Insieme agli investimenti per la difesa del suolo e la cura del paesaggio, per la riqualificazione delle aree urbane, per le reti idriche, rappresentano gli obbiettivi essenziali di un programma di modernizzazione ecologica del sistema infrastrutturale che il centrosinistra dovrà proporre al paese. A dividerci dal centrodestra, insomma, non è solo la critica delle promesse non mantenute, ma anche una visione profondamente diversa delle politiche per le infrastrutture ed i lavori pubblici. Diradato il fumo delle bugie e delle promesse mancate, da qui si dovrà ripartire.



    Capogruppo DS commissione Ambiente
    e lavori pubblici della Camera dei deputati
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
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    Predefinito Re: Grandi opere: 93.000 mld di lire

    In Origine Postato da ossoduro
    Ma sono stati finanziati, ad oggi, appena 5,1 miliardi (peraltro attraverso limiti di impegno di spesa, cioè indebitandosi per 15 anni). E bene che vada, da qui al 2006 si arriverà a 9 miliardi. Niente, in confronto a quanto sarebbe necessario.
    E' un po' che vado dicendo che in realta' sono stati stanziati solo i soldi per la festa di inaugurazione... Anche se il nano parla del costo totale...

    Ma i pollisti sono contenti cosi'... A loro piace essere infinocchiati da persone basse e pelate... Altrimenti non sarebbero pollisti... Le finanziarie e leggi collegate invece le trovano noiose e non le leggono....

  3. #3
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    Predefinito Re: Grandi opere: 93.000 mld di lire

    In Origine Postato da ossoduro
    [B]Opere, immenso imbroglio
    di Fabrizio Vigni *

    ....
    ....
    Bastano pochi dati per dimostrare che siamo di fronte ad un gigantesco imbroglio.
    Primo dato: gli investimenti nel bilancio dello Stato per le opere pubbliche, piccole e grandi, si stanno riducendo. Dopo il crollo della prima metà del decennio scorso, dal '96 al 2001 con l'Ulivo si era avuta una buona ripresa, con un incremento medio annuo del 10,6%. Dal 2001, invece, con il centrodestra, il trend di crescita si interrompe: nei primi due anni la riduzione è stata circa del 15%, quest'anno del 13%. Particolarmente gravi i tagli in alcuni settori: dimezzati i finanziamenti per la difesa del suolo e la prevenzione di frane ed alluvioni, ridotti drasticamente quelli per le città ed il trasporto pubblico locale, per l'edilizia scolastica, per acquedotti e depuratori.
    Il secondo dato è quello sui finanziamenti per la realizzazione delle cosiddette grandi opere della legge obiettivo. Erano state promesse circa 270 opere, per un costo totale di 125 miliardi di euro. Ma sono stati finanziati, ad oggi, appena 5,1 miliardi (peraltro attraverso limiti di impegno di spesa, cioè indebitandosi per 15 anni). E bene che vada, da qui al 2006 si arriverà a 9 miliardi. Niente, in confronto a quanto sarebbe necessario. Se fate due conti vi accorgerete che di questo passo il piano delle grandi opere sarà completato nel 2079. Niente male, no? Fate poi attenzione a quella parolina - investimenti attivati - che viene utilizzata per il gioco delle tre carte. "93mila miliardi di lire attivati", dice Berlusconi: ma questo è il costo finale delle opere, non il totale dei soldi stanziati e disponibili, che come abbiamo visto è di gran lunga più basso. Per capirci: è come se uno, desiderando tanto una Ferrari ma non avendo i soldi per comprarla, acquista lo specchietto e va al bar vantandosi con gli amici di aver "attivato" l'acquisto dell'auto. Il governo ha lo specchietto: gli manca tutto il resto. Serve una conferma?

    ....

    il nano la finisce male prima o poi....


    profetico in tal senso anche il solito, abominevole, forattini....






  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Grandi opere: 93.000 mld di lire

    In Origine Postato da Ago
    E' un po' che vado dicendo che in realta' sono stati stanziati solo i soldi per la festa di inaugurazione... Anche se il nano parla del costo totale...

    Ma i pollisti sono contenti cosi'... A loro piace essere infinocchiati da persone basse e pelate... Altrimenti non sarebbero pollisti... Le finanziarie e leggi collegate invece le trovano noiose e non le leggono....
    E' la tecnica della prima pietra; la seconda la si lascia per le "promesse elettorali"....

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Grandi opere: 93.000 mld di lire

    In Origine Postato da Guido Di Tacco
    il nano la finisce male prima o poi....


    profetico in tal senso anche il solito, abominevole, forattini....





    Il "Foratto", un tempo, l'immagine della "Sicilia coccodrillo" la riservava ad Andreotti o per gli omicidi mafiosi di Giudici o di politici.

    E' il segno dei "tempi"; "Franza o Spagna..."

  6. #6
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    Le panzane di Berlusconi smentite perfino da Lunardi.


    In pratica meno della metà ...................... di cui opere nella stragrande maggioranza nulla ..................... ma per loro attivare significa aver già realizzato.

    Va bene, le LORO GRANDI OPERE saranno come il miracolo economico che ci hanno promesso da tre anni a questa parte ....................... per accorgersene bisognerà andare a CHI LE HA VISTE? Tralasciamo l' ammontare delle somme effettivamente disponibili a cui si preannunciano, peraltro, ulteriori tagli.


    Sui manifesti il premier dice: lavori per 93mila miliardi di lire
    Il ministero però parla di risorse per 43 mila miliardi di lire
    Grandi opere e cantieri virtuali
    i soldi sono meno della metà
    di ENZO CIRILLO


    L'inaugurazione del terzo lotto della variante di valico

    ROMA - Il Premier Berlusconi nei manifesti destinati alla prossima campagna elettorale di giugno parla di "93 mila miliardi di lire di grandi opere attivate" dall'attuale governo. L'opposizione contesta questi dati e parla di cantieri virtuali e di progetti faraonici destinati a rimanere tali solo sulla carta. Qual è la realtà? Le risorse disponibili, per ammissione dello stesso ministero per le infrastrutture ammonterebbero a 43 mila miliardi delle vecchie lire, meno della metà.

    A fornire la cifra, è lo stesso ministro Pietro Lunardi: "Queste risorse - spiega - rappresentano un dato che può essere dimostrato in qualunque momento". "Per l'esattezza - aggiunge - si tratta di 20, 6 miliardi di euro cui vanno aggiunti altri 10, 9 miliardi di euro, solo due dei quali però effettivamente disponibili, destinati alla riapertura di cantieri oggi sospesi per mancanza di finanziamenti. Siamo di fronte ad uno sforzo enorme anche se ancora insufficiente per raggiungere quegli obiettivi che servono al Paese per superare il gap tecnologico e infrastrutturale che ci divide dal resto d'Europa".

    Un dato emerge chiaro: oggi le risorse disponibili rappresenterebbero solo un sesto di quanto previsto dalla legge Obiettivo e molto meno della metà di quanto riportato nei manifesti elettorali. Alla domanda se questo risponde a verità Lunardi replica con i dati di un articolato "dossier" destinato a finire nelle prossime ore sul tavolo del presidente del Consiglio Berlusconi.

    "Vorrei solo ricordare le gravi responsabilità che i governi di sinistra hanno avuto nel congelamento di opere indispensabili ai cittadini e allo sviluppo dell'economia italiana. A noi è toccato - dice il ministro - il difficile compito di riprendere in mano una situazione ampiamente compromessa. L'opposizione ironizza, dicendo che quando parliamo di 'attivazione di cantieri' parliamo del nulla. Siamo come i buontemponi che al bar con gli amici dicono di aver attivato l'acquisto della Ferrari solo perché all'autoricambi hanno acquistato uno specchietto retrovisore della casa di Maranello... La realtà è una cosa ben diversa".
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    Ma anche i problemi di cassa e di bilancio sono una realtà con cui fare i conti nel momento in cui sulle grandi opere grava il rischio di pesanti tagli, non inferiori a 10% del totale, per finanziare la riduzione delle aliquote Irpef che Berlusconi persegue in vista della prossima campagna elettorale. "Ho questa brutta sensazione - spiega Lunardi - credo che i tagli verranno fatti. Certo, andranno ad incidere sulle grandi opere e sull'apertura di nuovi cantieri. Si tratta di decidere se tagliare sulle infrastrutture oppure no. La mia opinione personale è relativa al fatto che se non si investe sulla mobilità, lo sviluppo non arriverà mai: quindi io investirei soprattutto sulle infrastrutture. Questo Tremonti lo sa, ma evidentemente ha la giacca tirata da tante parti, dovrà accontentare un po' tutti, oppure fare soffrire un po' tutti".

    La situazione comunque sarebbe ancora sotto controllo. "Dei 128 miliardi di euro necessari per il piano delle grandi opere da realizzare in dieci anni, il 35% delle risorse è già reperito: 18, 5 miliardi sono stati stanziati con leggi dello Stato, 11, 9 miliardi arrivano da risorse non spese in passato, 4, 8 miliardi provengono da capitali privati, 7, 9 miliardi di euro infine dalla Ue". Ecco il quadro della situazione.

    Cantieri aperti: 20,6 miliardi disponibili. "Stiamo completando l'alta velocità ferroviaria relativa al Corridoio 5 tra Padova e Mestre e Novara e Milano. Sulla Salerno-Reggio Calabria con 2 miliardi di euro abbiamo aperto i cantieri per due lotti di lavori. Per il potenziamento della rete ferroviaria pronti 479 milioni per la Ventimiglia-Genova. Disponibili inoltre i primi 4,131 miliardi di euro destinati alla realizzazione del Mose, le paratie mobili della laguna di Venezia. Bene anche i lavori sul grande raccordo anulare di Roma dove c'è una disponibilità finanziaria di 613 milioni. Altri 381 milioni sono già nelle casse della Metropolitana di Napoli.

    Opere da cantierare: risorse necessarie 47,9 miliardi "In questo capitolo di interventi - spiega il ministro comprendiamo sia i lavori parzialmente finanziati sia quelli deliberati e finanziati ma fermi per mancanza di progetti o autorizzazione. In questo contesto vanno considerate le opere attivate ovvero già approvate dal Cipe. Ci sono risorse per 47, 9 miliardi, 4, 7 dei quali destinati alla realizzazione del terzo valico alpino sulla Genova Novara Milano, e i 4,7 miliardi di euro, 319 milioni sono in cassa, destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto per il quale confermo che sarà realizzato entro il 2011".


    (5 aprile 2004) La Repubblica
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  7. #7
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    [QUOTE]In Origine Postato da ossoduro
    [B]Le panzane di Berlusconi smentite perfino da Lunardi.


    In pratica meno della metà ...................... di cui opere nella stragrande maggioranza nulla ..................... ma per loro attivare significa aver già realizzato.

    Va bene, le LORO GRANDI OPERE saranno come il miracolo economico che ci hanno promesso da tre anni a questa parte ....................... per accorgersene bisognerà andare a CHI LE HA VISTE? Tralasciamo l' ammontare delle somme effettivamente disponibili a cui si preannunciano, peraltro, ulteriori tagli.


    Quindi saranno solo opere fantasma che non saranno mai fatte degne solo dell'Isola che non Ce e fatte appositamente per abbindolare gli elettori, io spero che nella prossima campagna elettorale quelli che vanno a votate e non credano a queste cose degne solo ed eslusivamente di un circo da baraccone tra l'altro anche di bassa lega

  8. #8
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    "E' come se uno, desiderando tanto una Ferrari ma non avendo i soldi per comprarla, acquista lo specchietto e va al bar vantandosi con gli amici di aver "attivato" l'acquisto dell'auto. Il governo ha lo specchietto: gli manca tutto il resto. "

    Bellisimo paragone, lo specchio del boccalone medio....

  9. #9
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    In Origine Postato da ossoduro
    In pratica meno della metà ......................
    Neanche...

    I soldi stanziati vanno infatti comparati a quanto era stanziato precedentemente...

    Se stanzio lo stesso ammontare o addirittura di meno e' difficile pensare che il governicchio con le sue "grandi opere" abbia introdotto una "riforma copernicana"....

    Ma una cosa l'hanno cambiata nella gestione dei lavori pubblici... Il marketing e le conseguenti "grandi cazzate"....

  10. #10
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    Come al solito trova tutte le scuse per evitare il confronto con qualcuno che lo contraddica. Ha una fifa blu.

    Lunedì 5 Aprile 2004, 12:25


    Berlusconi: Di Nuovo a 'Porta a Porta' Ma Rifiuta Confronto Opposizione

    (ASCA) - Roma, 5 apr - Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sara' di nuovo ospite domani a 'Porta a Porta' ma anche in questa occasione ha rifiutato il confronto con l'opposizione. E' quanto fa sapere un comunicato della trasmissione condotta da Bruno Vespa. La puntata sara' dedicata al piano delle grandi opere pubbliche. Insieme al Premier, sara' presente in studio il ministro delle infrastrutture Piero Lunardi. ''Porta a Porta ha rinnovato l'invito al Presidente del Consiglio di dedicare una parte del programma al confronto con uno dei leader dell'opposizione. Il Presidente - si legge nel comunicato - ha declinato l'invito riaffermando il ruolo istituzionale della sua partecipazione. Per garantire la consueta parita' di condizioni tra centrodestra e centrosinistra, Porta a Porta invitera' la settimana prossima un leader dell'opposizione a trattare lo stesso tema nelle stesse condizioni''.

 

 
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