Fa bene a preoccuparsi Kagan (una delle teste d' uovo neocon) di quel che resta della "Coalizione dei volenterosi" nell' intervista da lui rilasciata recentemente al Washington Post.
Nessuno degli obiettivi prefissati da Bush (quelli dichiarati, perché quelli non dichiarati son stati centrati in pieno) è stato raggiunto: l' Irak è in subbuglio, Osama è sempre uccel di bosco, il terrorismo islamico dilaga in paesi che fino all' altro ieri ne erano esenti.
I politici professionisti di casa nostra saranno magari possessori di barche e doppie e triple case, ma si son rivelati facili profeti nel preconizzare che una guerra tanto insensata, lungi dallo sconfiggere il terrorismo, ci avrebbe regalato 100 anni di attentati.
Del resto solo gli Uomini del Fare possono credere che il terrorismo si debelli con cariche di carri armati e di elicotteri Apaches, magari accompagnati dalle note della "Cavalcata delle Walkirie".

E' dimostrato che l' amministrazione Bush aveva pianificato la guerra all' Irak sin dal giorno del suo insediamento, ben prima dell' 11 settembre.
Altrimenti non si spiegherebbe perché gli USA abbiano fatto la guerra al paese sbagliato.
Giacché se qualcuno andava punito per il massacro delle Twin Towers questi era l' Arabia Saudita, non l' Irak, visto che i terroristi di Manhattan erano quasi tutti sauditi e non v' era manco un iracheno.
Ma si dà il caso che i sauditi non rifiutino il loro petrolio agli americani, mentre Saddam si.

La vittoria di Zapatero è un duro colpo per Bush. Non solo sullo scacchiere iracheno ma anche in quello europeo visto che il nuovo Premier spagnolo, a differenza di Aznar, è un convinto sostenitore della costituzione europea e fautore di una rapida integrazione politica del Vecchio continente.
Sappiamo quanto la Casa Bianca, fedele al motto divide et impera, avversi questi progetti. Un Europa unita non solo monetariamente ma anche politicamente, potendo contare su di un mercato interno di 300 milioni di consumatori, costituirebbe un serio concorrente per l' economia americana.

Un euro forte e stabile potrebbe, un domani, se gli inquilini della Casa Bianca fossero tutti della risma di Bush, essere adottato quale moneta di scambio in molti paesi del terzo mondo insidiando il monopolio del dollaro.
Recentemente abbiamo avuto un esempio di come una Europa unita riesca a contare di più, a farsi rispettare, vedendo la Commissione sanzionare la Microsoft e la Philip Morris, ree di abuso di posizione dominante e traffici illeciti, a protezione degli interessi delle aziende europee. Chi avrebbe avuto il coraggio di multare simili giganti in un Europa divisa e litigiosa?
Last but not least la vecchia ma saggia Europa, guidata da politici professionisti con le palle, all' occorrenza costituirebbe un valido contrappeso ai colpi di testa degli imboscati figli di papà alla stregua di George W.

Quest ultimo può sempre consolarsi con l' alleanza del Politico più Grande del mondo e il suo codazzo di elettori che ancora rimpiangono la liretta e le sue ricorrenti svalutazioni. Non sarà granché come quinta colonna degli interessi americani in Europa.
Ma come le racconta lui le barzellette ai vertici non le racconta nessuno.

Gianni Guelfi