Terrorismo Uck, aggressione Nato e come ciliegina l’Onu. Così gli atlantici ridisegnano il mondo
Con un colpo di mano senza precedenti le Nazioni Unite al soldo di Washington hanno strappato alla Serbia un altro tassello della sua legittima sovranità sul Kosovo. Da ieri, infatti, alla regione è stato imposto un nuovo codice di procedura penale, annullando di fatto il potere giudiziario della Serbia e contravvendo a quella stessa risoluzione del Consiglio di (in)Sicurezza di cui la Nato si è servita per sostenere gli interessi statunitensi nel cuore dei Balcani e dell’Europa.
Adottata nel giugno del 1999, quando le macerie fumavano ancora a seguito delle bombe “intelligenti” della Nato, la risoluzione 1244 prevede “l’impegno di tutti gli Stati membri per la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica federale di Yugoslavia”, così “come stabilito dall’Accordo finale di Helsinki” del 1975, sottoscritto tra i tanti anche da Usa, GB, Urss, Italia e Yugoslavia.
Un accordo che sancisce l’inviolabilità dell’integrità territoriale degli Stati contraenti.
Un accordo disatteso in nome della “dottrina Monroe”, della “pacificazione”, della “democratizzazione”, del diktat statunitense ed atlantico. In Serbia come in Afghanistan, in Palestina come in Iraq.
L’Europa (dis)unita vara i battaglioni di intervento rapido. E lo fa insediandone il comando presso il quartier generale dell’Alleanza atlantica a Bruxelles. Tutto nel nome della “pax americana”.




Rispondi Citando