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Discussione: Letture liberali

  1. #1
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    Predefinito Letture liberali

    http://www.presskit.it/default.cfm?id=1428

    IL DILETTANTE INARRIVABILE

    La corsa per eccellere
    Guido Biancardi, coautore del libro “Il dilettante inarrivabile” (Guerini)
    Bruno Mazzara, docente di Psicologia sociale e vicepreside facoltà Scienze della comunicazione università La Sapienza di Roma
    Secondo il pensiero comune le nuove tecnologie lasciano intravedere un futuro fatto di professioni altamente specializzate dove la fantasia, la poesia e la creatività saranno messe in un cappuccio, strette da sua maestà la tecnica che dovrebbe rendere il percorso lavorativo di ognuno di noi facilmente identificabile e codificato. Dovremmo avanzare, insomma, su dei binari senza poter azionare la leva del cambio. A questo percorso si oppongono Guido Biancardi e Massimo Reggiani, esperti nel campo della people strategy, ovvero dei processi di sviluppo e crescita del personale di aziende e organizzazioni. I due esperti di coaching hanno dato alle stampe un libro edito da Guerini dal titolo intrigante “Il dilettante inarrivabile” nel quale espongono le proprie tesi e i propri progetti per sviluppare il potenziale che è insito in ognuno di noi per farne emergere l’unicità.

  2. #2
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    http://www.kaosedizioni.com/catalogo...nestorossi.htm

    Ernesto Rossi
    IL SILLABO E DOPO
    Pagg. 240 – Euro 14,46 – ISBN 88-7953-092-5



    Questo è un libro anticlericale. Lo hanno scritto otto pontefici: Pio IX, Leone XIII, Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI.



    «Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello Stato laico contro le ingerenze della Chiesa in Parlamento, nella scuola, nella pubblica amministrazione, e riten- gono che quest’obiettivo sia, nel nostro paese, più importante di qualsiasi altro – politico, giuridico o economico – in quanto il suo con- seguimento costituirebbe la premessa indispen- sabile per qualsiasi seria riforma di struttura: io sono, cioè, sulle posizioni di quello che la maggior parte degli esponenti della nostra sinistra democratica oggi definisce “vieto anticlericalismo” e “pregiudizio piccolo-borghese”.»
    .

    Ernesto Rossi, 8 dicembre 1964
    .

  3. #3
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  4. #4
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    Aguas, se non lo avessi fatto tu prima di me l'avrei postato io "Il Sillabo e dopo" di Ernesto Rossi, il vero testo fondamentale del liberalismo.

  5. #5
    sono felice e tanto mi basta
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    Appello ai moderatori: cancellate questo post e quello precedente. Dopo aver postato mi sono accorto che in questo 3d è meglio tenere solo segnalazioni di testi.

  6. #6
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    In origine postato da Pericle
    Appello ai moderatori: cancellate questo post e quello precedente. Dopo aver postato mi sono accorto che in questo 3d è meglio tenere solo segnalazioni di testi.
    No, va beh, che problema c'è a fare un commento?

  7. #7
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    Predefinito ERNESTO ROSSI DALLA GRANDE GUERRA A GIUSTIZIA E LIBERTA’

    Giuseppe Armani "La forza di non mollare" Franco Angeli, Milano 2004
    Rossi, con Carlo Rosselli dette vita nel 1925, per circa sei mesi, ad un bollettino che aveva come testata il motto “non mollare!”. Era la parola d’ordine che davano agli antifascisti. “Era un rimprovero, un incitamento, un comando a tutti i ‘cacastecchi’ che, con mille ragioni, dimostravano che ormai non c’era più nulla da fare…” Ebbene, il mio bollettino, o meglio, la mia newsletter ha come testata un “per” in più proprio come impegno personale a non diventare un ‘cacastecco’. Non sono presuntuoso da credere di poter incitare all’azione i liberali, posso solo pormi dei compiti per me stesso.
    Il libro, attraverso le lettere scritte da Rossi, presenta quell’educazione civile cui il “democratico ribelle” ebbe nel corso degli anni giovanili. Dalla partecipazione alla guerra del ‘15-’18, all’adesione al movimento combattentistico, dall’incontro con Salvemini, alla scelta di una radicale opposizione al regime fascista, dalla collaborazione con Einaudi al sodalizio cospirativo con Rosselli e Bauer che lo porterà nel 1930 in carcere, prima, al confino, poi.
    La forza di non mollare Rossi la ebbe dalla convinzione della bontà e della necessità delle proprie scelte. “Se non riesco – diceva Rossi – riuscirà qualcun altro: l’esempio non è mai inutile. E solo i cretini e i vigliacchi giudicano l’azione in rapporto ai risultati immediati ch’essa dà”.
    E’ stato merito di Marco Pannella se mi sono accostato agli scritti di Ernesto Rossi. E glie ne sono grato. (bl)
    Indice: Arturo Colombo, Presentazione - Un'autobiografia dalle lettere - L'esperienza della guerra - La crisi del primo dopoguerra - Tra Pareto e Salvemini - In Basilicata - L'impegno antifascista - Cospirazione e studi fino all'arresto – Appendice : Scritti di Ernesto Rossi (Osservazioni sulle caratteristiche degli stati democratici: 1921; La funzione sociale della proprietà terriera: 1921; Per l'emigrazione meridionale: 1922; Gli agricoltori e le tariffe doganali: 1923; Stato fascista e stato liberale: 1929)
    (da “per non mollare – newsletter per l’azione liberale” N. 17 del 14/08/2004)

  8. #8
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    Predefinito A.A.A. liberali cercansi

    Biblioteca della libertà
    XXXVIII, n.172, Novembre - Dicembre 2003
    A.A.A. Liberali cercansi: replica / Wanted: Liberals – A Reply
    Piero Ostellino
    In questo articolo, l’autore risponde ai numerosi interventi a commento delle tesi da lui espresse riguardo al «tasso» di liberalismo presente attualmente nella società italiana, e alle ragioni per le quali esso risulta assai basso (vedi «Biblioteca della libertà» n. 170-171). Ostellino rileva in primo luogo come il tenore di molti degli interventi confermi la sua opinione che in Italia il liberalismo finisca con lo stemperarsi in un generico democraticismo, influenzato probabilmente dal timore di non essere sufficientemente politically correct. Ciò risulterebbe evidente, per esempio, dalla discussione sulla riduzione delle tasse proposta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in cui nessuno, né a destra né a sinistra, ha avuto il coraggio di affermare che il vero problema era la corrispettiva indispensabile riduzione della spesa pubblica. La difesa a oltranza del welfare anche da parte dei liberali confligge, ad avviso dell’autore, con i principi classici del liberalismo stesso. Ostellino conferma poi la sua accusa alla Costituzione italiana di potenziale illiberalismo, in quanto Costituzione che tende a fissare non solo le procedure per le scelte pubbliche ma anche, in parte almeno, l’esito stesso di tali scelte. Infine, esamina il rapporto fra Stato e Chiesa quale dovrebbe essere e quale concretamente è venuto a configurarsi in Italia e in Europa – e, per confronto, negli Stati Uniti di Bush – prendendo ad esempio alcuni dibattiti recenti in materia di bioetica nonché la vicenda della mancata nomina di Rocco Buttiglione a commissario europeo.
    (http://www.centroeinaudi.it/web/dina...?nAbstract=266)

  9. #9
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    Predefinito PERCHÈ NON POSSIAMO NON DIRCI LIBERALI.

    GIUSEPPE BEDESCHI “Storia del pensiero liberale” Laterza, Roma – Bari 2004
    Questo libro del prof. Bedeschi, riedito per l’ennesima volta, fa comprendere quanto le idee liberali ci sono familiari. Pur dicendoci liberali , però, è l’azione liberale quella che manca. E’ facili dirsi, ma è difficile essere liberali. Infatti non si sanno coltivare le virtù del dubbio e della tolleranza. Dubbio sulle proprie convinzioni e tolleranza, conseguente, nei confronti delle convinzioni altrui. E’ una prassi difficile da praticare di qui la necessità di un comportamento umile che vorremmo attuato anche da coloro che da anni si dicono liberali ma che non hanno saputo (o potuto) contribuire a rendere liberale l’Italia postfascista.
    Comunque il libro del prof. Bedeschi, pur tra diverse “dimenticanze” (ma è inevitabile: il pensiero liberale non è unico. Di liberalismi ve ne sono diversi: se ne era accorto anche De Ruggiero negli anni ’30 dello scorso secolo!), è utile per rintracciare le radici di un pensiero che si fonda soprattutto sulle libertà individuali e sulle limitazioni del Potere. E’ questo il minimo comun denominatore che dovrebbe tenere uniti moderati e radicali, riformisti e riformatori cui l’Italia così com’è non piace. Di qui la necessità di un programma politico di modernizzazione delle istituzioni, del mercato e della società civile. Ossia realizzare la rivoluzione liberale. (bl)
    SOMMARIO Premessa Definire il liberalismo - Introduzione - I. Locke: la prima grande concezione liberale - II. Montesquieu: occorre che il potere freni il potere - III. Kant: lo Stato di diritto - IV. Humboldt: la teoria dello Stato minimo - V. Bentham: la concezione politica dell'utilitarismo - VI. Constant: la libertà dei moderni - VII. Tocqueville I: la libertà democratica: vantaggi e pericoli - VIII. Tocqueville II: la democrazia può uccidere la libertà - IX. John Stuart Mill: elogio della varietà e del dissenso - X. Il pensiero liberale inglese dalla fine dell'Ottocento ai primi del Novecento: Green, Ritchie, Hobhouse - XI. Crisi e decadenza del pensiero liberale fra le due guerre - XII. Il pensiero liberale italiano nel secondo dopoguerra - XIII. Liberalismo e democrazia secondo i teorici delle «élites» - XIV. Popper: società aperta e razionalismo critico - XV. Von Hayek: la società libera - Bibliografia - Indice dei nomi
    (da pnm N. 18/04)

  10. #10
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    Predefinito LA GRACILE COSTITUZIONE DELLA SOCIETA’ LIBERA

    ANGELO PANEBIANCO “IL POTERE, LO STATO, LA LIBERTA’” ed. il Mulino, Bologna 2004

    A monte dello splendido libro del prof. Panebianco vi è una concezione del liberalismo che anche io personalmente sottoscrivo. Ossia “le libertà civili, la libertà religiosa, la libertà economica o d’impresa, la libertà creativa dell’artista, la libertà di ricerca dello scienziato, la più generale libertà di ciascuno di fare, a proprio gusto, e secondo la propria vocazione, le scelte di vita che preferisce, sono le vere fonti di arricchimento, morali e materiali, degli individui e delle società.” Conseguentemente la libertà politica, ossia “il potere di” e, quindi, la libertà “positiva” è un mezzo per garantire quelle libertà. La libertà “negativa”, ossia “l’assenza di impedimenti dovuti a deliberata coercizione”, è il valore di fondo che il liberale Panebianco pone al centro del suo studio. Ed è quella libertà che è fragile.
    Certamente gli argini per difendere questa libertà, argini invocati dai liberali (come il mercato, la legge o il bilanciamento dei poteri,) non sono così solidi come molti pensatori pensavano e pensano. In fondo, sostiene Panebianco, la politica è “madre e matrigna” per la libertà individuale. Da un lato è la politica che pone le condizioni per far sussistere quella libertà, ma è la stessa politica che pone “potenti limiti alla libertà e, spesso, l’aggredisce e la distrugge.”
    Utilizzando una frase fatta si può dire che le riflessioni del prof. Panebianco siano più il frutto del pessimismo della ragione piuttosto che dell’ottimismo della volontà. Per chi vuole coniugare pensiero ed azione liberale quelle riflessioni non inducono a desistere, ad arrendersi e a mollare, perché, è pur vero che il liberalismo non ha soddisfatto tutte le proprie “promesse”, ma è l’unica teoria politica ragionevole che descrive e spiega quali sono i mezzi per difendere e riconquistare la libertà individuale. Questa libertà, infatti, non è deterministicamente realizzabile una volta per tutte, ma è difesa e conquistata ogni giorno.
    Quando ero più giovane i libri che più mi hanno influenzato sono stati “Il liberalismo in un mondo in trasformazione” di Nicola Matteucci e “La Società libera” di Friedrich von Hayek. Questo studio di Angelo Panebianco mi ha suscitato gli stessi sentimenti, perciò, nella mia biblioteca, lo terrò a fianco del libro di Matteucci e di von Hayek. (bl)
    INDICE: Introduzione – PARTE PRIMA: LA POLITICA E LA LIBERTA’ – I. La politica è nemica della libertà? – II. Definizioni e interazioni – PARTE SECONDA: GLI ARGINI – III. Mercato – IV. Legge – V. Bilancia – PARTE TERZA: LO STATO DI GUERRA – VI. Guerra, commercio e libertà – Conclusioni – Riferimenti bibliografici – Indice dei nomi
    (da pnm N. 22/04)

 

 
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