User Tag List

Pagina 1 di 48 1211 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 471
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Per un partito "di" liberali

    Pannella ha interrotto il suo sciopero della sete e della fame. Lo ha interrotto dopo i colloqui avuti con il Presidente del Consiglio, il Presidente della Commissione Europea e la lettera del Presidente della Repubblica. In realtà i “segnali di fumo” che aveva ricevuto dalle istituzioni dimostravano che vi era anche “arrosto”. Pannella ha ritenuto che vi sono concreti elementi per affermare il raggiungimento del suo obiettivo, ossia il ripristino della legalità costituzionale in materia di “grazia” quale prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica. L’azione politica di Pannella ha provato che tentare di ripristinare la legalità, nel nostro paese, è un atto rivoluzionario. Se per porre fine ad una prassi illegale è stato necessario ricorrere ad un rivoluzionario come Pannella, significa che il regime è tutt’altro che liberale. Una breccia, una ennesima breccia nel muro del regime partitocratico è stata aperta. Ma, purtroppo, non ci saranno liberali pronti ad irrompervi per abbattere definitivamente il regime partitocratico corruttore e corrotto che fa strage di legalità e, alle volte, anche di vite umane. I radicali italiani provano la loro inadeguatezza riducendosi ad una pura presenza di testimonianza sia partecipando alle elezioni truffa del prossimo Parlamento europeo, sia tentando disperatamente di raccogliere le firme per un quesito referendario di per sé inammissibile e incapace di aggregare chi non fosse tifoso dei “capezzoniani”. Una speranza per i liberali la danno, invece, coloro che hanno dichiarato di fidarsi di Marco Pannella sottoscrivendo l’appello de “Il Foglio” e il soggetto politico che è, ormai, il quotidiano di Giuliano Ferrara. Sapranno farsi “partito”? Per conto nostro, intanto, proseguiamo nel percorso iniziato per tentare di mettere assieme moderati e radicali, riformisti e riformatori. Un partito di “liberali” è necessario ed opportuno per i cittadini senza potere che sono stufi di turarsi il naso e, perciò, rinunciano ad esercitare il loro diritto di voto. (bl)

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    più unico che raro
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Udine
    Messaggi
    18,609
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Verso gli Stati Generali Liberali

    Sabato 17 aprile si è tenuta a Milano la seconda riunione del
    Comitato promotore degli "Stati Generali Liberali". Dopo il lancio
    dell'iniziativa in occasione del IV meeting di Liberalitalia
    svoltosi a Bergamo nel dicembre scorso, e dopo un primo incontro del
    Comitato a Roma il 28 febbraio, il progetto si va sempre meglio
    delineando.
    Infatti si è "definito un Programma tecnico-organizzativo per la
    costituzione, entro il 2005, di un Partito di Liberali, fortemente
    innovativo, che, al di fuori degli attuali schieramenti politici,
    rappresenti la convergenza delle varie realtà liberali italiane",
    come si legge nel comunicato emesso a chiusura dei lavori. Infatti
    l'obiettivo non è la semplice riedizione del PLI, ma quello
    di costituire, entro un breve lasso di tempo, un "partito di
    liberali" in quanto si constata la presenza diffusa di varie
    sensibilità liberali, ossia moderate e radicali, riformiste e
    riformatrici. L'altra caratteristica essenziale è la sua struttura
    fortemente innovativa, visto che la tradizione dei partiti politici
    italiani è quella che si richiama al vecchio PNF e al centralismo
    democratico di prassi comunista. Quindi un partito "nuovo" che non
    deve assolutamente rispecchiare nella sua struttura i vecchi stilemi
    partitici, pena l'assimilazione a quanto si vorrebbe innovare. Infine,
    l'altra caratteristica del progetto è l'estraneità di questo
    nuovo soggetto politico agli schieramenti esistenti. Estraneità
    che costringe il nuovo soggetto ad essere sostanzialmente alternativo a questo centrodestra e a questo centrosinistra.
    Molti si chiederanno a cosa possa servire questo nuovo soggetto
    politico. Un partito di liberali, innovativo e alternativo, non
    può essere che uno strumento per la modernizzazione politica,
    civile ed economica del Paese che i conservatori di destra e di sinistra di fatto ostacolano.
    Il comunicato parla di un programma tecnico organizzativo perché
    per raggiungere l'obiettivo, la convocazione degli Stati Generali
    Liberali, sono da realizzare alcune condizioni necessarie ma non
    sufficienti per il buon esito dell'iniziativa. A tal fine, nei
    prossimi giorni verranno costituiti vari gruppi di lavoro affinché
    nel mese di giugno del prossimo anno si possano convocare gli Stati
    Generali Liberali per dare vita al "partito di liberali, innovativo
    ed alternativo".
    Per maggiori informazioni visionare il sito www.liberali.net e
    rivolgersi a liberalinet@tiscali.it.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Letture

    DA GIOLITTI A MALAGODI
    Nel momento in cui si parla, con sempre più insistenza, della possibile costituzione di una casa comune per i liberali nostrani, la fondazione Einaudi di Roma, in collaborazione con la casa editrice Rubettino, meritoriamente divulga questo libro sulle vicende dei liberali italiani nello scorso secolo. Giolitti e Malagodi sono stati gli epigoni del liberalismo istituzionale: l’uno come impersonificazione dell’unico regime liberale “reale” e l’altro come leader di un partito organizzato, almeno nel decennio 1953-1963. Ma la figura che ha rappresentato il liberalismo italiano, nelle sue luci ma anche nelle sue ombre, è stata quella di Benedetto Croce. E il filosofo di Pescasseroli ha avuto a che fare con quei predetti personaggi: ministro di Giolitti e maestro di Malagodi. Ma Croce con le sue convinzioni di un partito liberale come “prepartito” e perciò povero di un programma politico, ha contribuito in modo determinante a farlo rinascere asfittico dopo la caduta del fascismo.
    Se dal punto di vista partitico Croce non dette un grande contributo, dal punto di vista filosofico ha permesso la sopravvivenza dell’idea liberale durante gli anni bui del regime fascista alimentando le varie famiglie liberali. Così come al tempo di Giolitti vi erano più partiti liberali (giolittiani, salandrini, nittiani, radicali, etcc.) altrettanto accadde dopo la caduta del regime fascista e nella seconda parte del secolo scorso. Perciò non ci si meravigli se schegge di quel pluralismo liberale sono disseminate un po’ dappertutto. Ma oggi vi è la fortuna che non solo esiste un partito conservatore (condizione necessaria per la costituzione di un partito liberale, secondo Gobetti) ma addirittura due schieramenti formalmente alternativi ma sostanzialmente conservatori. Occorre, oggi, avere la consapevolezza che più che un partito liberale è possibile far sorgere un partito di liberali: ossia, finalmente la casa comune per moderati e radicali, per riformisti e riformatori. Naturalmente come strumento da offrire ai cittadini senza potere affinché possano far cadere quelle incrostazioni populiste, dirigiste e clericali per rendere più moderno il nostro paese sia dal punto di vista istituzionale, che dal punto di vista economico e civile. Ossia per sostanziare l’alternativa liberale oggi necessaria e possibile. (bl)
    SOMMARIO: Introduzione – Cap. I L’eredità di Giolitti – Cap. II L’opposizione liberale – Cap. III Croce clandestino – Cap. IV Revisionismo liberale e statalismo nella crisi del 1929 – Cap. V Malagodi e il neoliberalismo
    ANTONIO JANNAZZO “IL LIBERALISMO ITALIANO DEL NOVECENTO” Rubbettino, Soveria Mannelli (Cz) 2003
    (da "per non mollare" - newsletter per l'azione liberale A. V. N. 09 24 aprile 2004)

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito REFERENDUM ED ELEZIONI

    Trent’anni fa stavo con gli amici del movimento Liberaldemocratico (gruppuscolo di fuoriusciti e di fuoriuscendi dal PLI di Bignardi), nella sede dell’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) a Foggia, per festeggiare l’elezione virtuale, come antipapa, di Dom Franzoni (religioso cattolico ma deciso avversario del confessionalismo di stato) il 13 maggio 1974 e il referendum contro il divorzio, indetto dai clericali, subiva la bocciatura della maggioranza degli italiani. Era la prima volta che quell’istituto veniva attivato nonostante che fosse previsto dalla Costituzione dal 1947. Sin da allora i partiti del sistema politico (il regime) manifestavano la loro ostilità nei confronti di quel contrappeso alla democrazia rappresentativa, che sempre più degenerava nell’assemblearismo parlamentare. Tentarono, infatti, di evitare lo scontro referendario sia sciogliendo anticipatamente le camere nella primavera del 1972 e sia con le proposte di compromesso del liberale Bozzi e dell’indipendente di sinistra Carrettoni. Pci e Dc non volevano lo scontro: il consociativismo era intravisto come strumento di normalizzazione del sistema politico entrato in crisi con l’esaurimento dell’esperienza di centrosinistra. Il PCI, seguendo l’indicazione berlingueriana, si rendeva disponibile a farsi strumentalizzare dal moroteismo per perpetuare e rinnovare il regime DC. In quegli anni l’alternativa al regime pareva quella fornita dal terrorismo. L’esito referendario poneva sul tappeto, invece, un’altra possibilità: l’alternativa laica. Fu una stagione piena di speranze che Moro, Andreotti e Berlinguer, riuscirono a far svanire grazie anche alla complicità del terrorismo delle Brigate Rosse e all’insipienza di molti leaders laici.
    Oggi che il terrorismo delle Brigate Rosse non c’è più e che gli epigoni del consociativismo sono una loro bruttissima copia, l’alternativa laica è ancora necessaria e possibile. Senz’altro non più con lo strumento referendario, che in questi trent’anni il regime è stato capace di rendere inoffensivo, ma con lo strumento del voto. O, meglio, con lo strumento del non voto.
    L’elezioni europee della primavera prossima lasciamole fare ai tifosi di Berlusconi e a quelli che credono che lui sia la iattura di quest’epoca. Gli altri (i seguaci di Segni, della strana coppia Sgarbi-La Malfa, del duo Bonino-Pannella) saranno solo dei vasi di coccio che tenteranno di raggiungere….il finanziamento pubblico con richiami etnici e tribali.
    Incrociamo, perciò, le braccia e scioperiamo per stare accanto ed insieme ai cittadini delusi e disgustati che sono stufi di “turarsi il naso” quando dovrebbero esercitare il loro diritto di voto. Confondiamoci con loro e, nel frattempo, costruiamo il partito innovativo e alternativo di liberali, per i cittadini senza potere, affinché nella primavera del 2006 vi possa essere la nascita della radicale alternativa liberale al regime partitocratico, burocratico e sindacatocratico. (bl)
    (da “per non mollare” newsletter per l’azione liberale A. V n. 10 – 8 maggio 2004)

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito In risposta all'appello di Diaconale

    Arturo Diaconale, direttore ed animatore del quotidiano romano L’OPINIONE, ha lanciato un appello per "dare vita ad una grande area liberal-socialista, in grado di diventare il fattore decisivo per la stabilità del governo e per la sua la capacità di incidere ed operare concretamente". Diaconale parte dal presupposto che il governo sia instabile, e lo sia diventato dopo le elezioni europee. Infatti Diaconale, all’indomani dell’esito elettorale del 12/13 giugno, esplicitamente scrive: "La flessione di un centro destra troppo sbilanciato sulle proprie ali estreme rischia di regalare la vittoria elettorale alle prossime politiche ad un centro sinistra totalmente schiacciato sui gruppi antagonisti portatori di un massimalismo antistorico e privo di qualsiasi giustificazione ideale".

    Mi sembra che Diaconale lanci il suo appello da un punto di vista del tutto diverso da quello che ha determinato l’azione di Veneto liberale dalla sua costituzione, avvenuta nel 2000, ad oggi. Veneto liberale ritiene che le radici della crisi del sistema politico risiedono nell’assenza dei liberali e fa risalire la causa al mancato completamento della riforma del sistema elettorale (imposto dal referendum del 1993) che ha fatto apparire "liberali" schieramenti sostanzialmente conservatori, e facendo perciò ritenere superflua l’esistenza di un soggetto politico genuinamente liberale. Il direttore de L’OPINIONE vede, invece, il pericolo di una vittoria del centrosinistra "schiacciato sui gruppi antagonisti portatori di un massimalismo antistorico e privo di qualsiasi giustificazione ideale". E' per ovviare a questo pericolo che invoca una grande area liberalsocialista, evidentemente per controbilanciare nel centrodestra il decremento elettorale di Forza Italia, contrapposto all’incremento degli altri partner.

    Ossia sembra che Diaconale non sostenga che il sistema politico sia in crisi per deficit di riforme liberali, vista l’assoluta predominanza dei conservatori, (infatti il Parlamento oggi dominato dal centrodestra non solo ha impedito la riforma della legge sul divorzio per renderla adeguata ai tempi, ma ha prodotto l’immonda legge sulla cosiddetta procreazione medicalmente assistita, ma neanche il centrosinistra, quando ne aveva la possibilità, ha saputo porre in cantiere riforme modernizzatrici), ma, dato che il centrodestra potrebbe perdere il potere, sarebbe necessario un contributo dell’area liberal-socialista. Quasi come ruota di scorta!

    Mettere assieme moderati e radicali, riformisti e riformatori è l’obiettivo principale che ci siamo assunti come Veneto liberale, ma non al fine di farli divenire ruota di scorta (o di ricambio) del centrodestra. L’obiettivo è quello di creare un nucleo aggregatore per attirare i delusi e i disgustati di questo centrodestra e di questo centrosinistra, al fine di realizzare le riforme per la modernizzazione delle istituzioni, dell’economia e della società. In via subordinata, al fine di costringere il centrodestra o il centrosinistra di sostenere quelle riforme, per impedire la fuga dei loro simpatizzanti verso lo strumento dei cittadini senza potere, che vorremmo realizzare a partire dalla costituzione di un partito di liberali, in occasione degli Stati Generali liberali, per cui si sta lavorando unitamente a Liberalitalia.

    Beppi Lamedica – attivista liberale

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito A Mario Segni

    Caro Segni,

    tu saprai che personalmente ho auspicato il non voto, ossia l'astensione, la scheda nulla e quella bianca, alle recenti elezioni europee, e perciò non sono stato un tuo sostenitore. E la mia scelta partiva da una constatazione a cui tu stesso solo ora giungi. "Una massa crescente di cittadini non ha più fiducia nel Governo e lo ha dimostrato col voto. [.] la gran parte di questi elettori non si è riversata sul centro sinistra. C'è quindi una Italia che cerca qualcosa che né Berlusconi né Prodi riescono ad offrire". E naturalmente, a differenza tua (Ma quella Italia non ha creduto che la alternativa potessimo essere noi) , non nutrivo illusioni sulla attuale possibilità di una rappresentanza di questa massa. Quindi, visto che non si eleggevano né legislatori, né amministratori né, tantomeno, il presidente della commissione europea, i cittadini avevano l'opportunità di affermare con il loro non voto "questa Italia, così com'è, non ci piace" ed essere così al fianco dei delusi e dei disgustati di questo centrodestra e di questo centrosinistra. Stare oggi a loro fianco per poter domani tentare di divenire una loro speranza.

    Qualcuno potrebbe dirmi che in realtà si trattava di elezioni europee e non di elezioni nazionali. E' vero. Ma non sono uno stupido, né lo sono i cittadini. Tutti sapevamo che le elezioni europee sarebbero state un test per verificare lo stato dei due schieramenti ed un occasione, per i piccoli soggetti, di ottenere un po' di ossigeno finanziario. Quindi chi non era tifoso degli uni o degli altri ed era contrario al finanziamento pubblico, poteva scegliere il non voto.

    Fatta questa premessa doverosa devo dirti che non condivido la tua affermazione di fondo. "Il fatto è che di un partito liberaldemocratico, montanelliamo per così dire, l'Italia ha tremendamente bisogno.l'Italia ha bisogno di un partito liberaldemocratico sul serio, che sfidi il centro destra sui temi cruciali: il partito azienda e la povertà della classe dirigente, la devolution, il conflitto di interessi."

    L'Italia ha, invece, bisogno di un soggetto politico dei cittadini senza potere per la modernizzazione delle istituzioni, dell'economia e della società civile. Modernizzazione impedita sia dai conservatori del centrodestra e che da quelli del centrosinistra. Eh, si, caro Segni, non basta costituire una ruota di ricambio, occorre che il padrone dell'auto, Silvio cioè, sia disposto a cambiare almeno una ruota. Il che non mi sembra proprio una ipotesi verosimile. Pensare di espropriarlo mi sa che è velleitario. E per fare che? La lotta al centrosinistra! Mah!?!

    Invece cominciamo ad aggregare moderati e radicali, riformisti e riformatori in un partito di liberali ed alternativo agli attuali poli. E rilanciamo la battaglia per il maggioritario contro questo finto maggioritario. Non è che vorrai difenderlo di fronte al tentativo di modificare l'attuale legge elettorale nel senso del "tatarellum"?

    Beppi Lamedica - attivista liberale

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La "chiosa" di Diaconale e la mia replica.

    Arturo Diaconale su L'Opinione, in calce alle mie osservazioni, giovedì 24 giugno ha così commentato: "Chi ha complessi di inferiorità pensa alla ruota di scorta. Chi non ne ha pensa all’ago della bilancia. Noi de L’opinione non abbiamo complessi. (a. diac.)"

    Non ho potuto che sottolineare quanto segue.

    Ringrazio Diaconale per la precisazione. Il suo appello non è volto a ridurre l’area liberal–socialista a "ruota di scorta" del centrodestra, bensì a diventare l’ago della bilancia tra centro destra e centrosinistra.
    Ho capito male io, e me ne compiaccio. Può darsi che ci possa essere qualche collaborazione. Vorrà dire che, ora, occorre confrontarsi sui contenuti. Ad esempio come la pensa sul sistema elettorale? Ossia l’area "liberalsocialista", per la modernizzazione delle istituzioni, dovrebbe essere favorevole o contraria ai sistemi elettorali proporzionali?
    Beppi Lamedica – attivista liberale

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Radicali Italiani: una fase molto delicata

    L'insuccesso elettorale della Lista Bonino, o meglio la delusione per i risultati ottenuti, sembra la logica conseguenza di "un'altra campagna profondamente segnata dal mancato rispetto delle stesse regole elettorali approvate dal Parlamento, e teoricamente affidate ad organi di garanzia (in particolare, la Commissione di vigilanza e l'Authority sulle comunicazioni) che si sono invece resi complici attivi della loro lesione."
    Questo è quanto letteralmente si legge nella mozione politica proposta dalla direzione dei Radicali Italiani ed approvata a maggioranza dei presenti alla fine del comitato centrale che si è riunito in Roma dal 25 a domenica 27 giugno.
    Ancora una volta hanno constatato che "le massime istituzioni del Paese vivono ed operano sempre più al di fuori del perimetro della legalità." Perciò o "passa la conquista di una lotta politica effettivamente praticabile, o invece [passa] l'accettazione - per i radicali, per ogni altro soggetto politico, e per la totalità degli elettori - di una vita democratica monca e di competizioni elettorali irrimediabilmente alterate".
    Il che non è certamente una novità per chi consapevolmente denuncia che questo regime non è una "democrazia liberale".
    In questo regime l'agibilità politica è notevolmente ridotta, se non completamente annullata, per coloro che vogliono essere gli antagonisti.
    Quindi non meraviglia le difficoltà incontrate nella raccolta di firme per indire un referendum abrogativo della legge sulla c.d. "procreazione medicalmente assistita" approvata da questo Parlamento dalle componenti più conservatrici e clericali, sia del centrodestra che del centrosinistra.
    Infatti la raccolta, che doveva concludersi per la metà di luglio deve essere messa nel conto delle sconfitte, ma sul punto non c'è rassegnazione. Infatti, si legge nel documento che "Il Comitato impegna gli organi dirigenti ad avviare un percorso di lavoro comune con l'Associazione "Coscioni" per tentare di impedire che l'obiettivo della raccolta entro fine settembre delle 500mila firme autenticate e certificate sia presto reso impraticabile". Però non si capisce come l'impraticabilità riscontrata oggi, possa essere superata nei prossimi giorni visto, anche, che "le massime istituzioni del Paese vivono ed operano sempre più al di fuori del perimetro della legalità."
    I radicali italiani vorrebbero rilanciare il dialogo (ma c'è mai stato un serio dialogo?) sia con il centrodestra che con il centrosinistra. Il dialogo, perciò, diventa la chiave di volta anche per tentare di evitare che il Partito Radicale Trasnazionale possa essere espulso dall'ONU. E il voto su questo passaggio cruciale si svolgerà a New York a fine luglio. Il tempo è molto ridotto ed i miracoli non sempre si riescono a realizzare!
    Che la fase che stanno attraversando i radicali sia molto delicata è provata anche dalla scarsa presenza di membri del comitato alla riunione romana. Solamente 35 persone su 80 erano presenti al momento della votazione sulla mozione generale, e solo in 23 hanno dato il loro consenso. Poco più di un quarto!
    Avranno la capacità di trovare delle soluzioni "radicali" per evitare di affossare insieme con il soggetto politico anche il progetto della radicale alternativa liberale?
    Beppi Lamedica - attivista liberale

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Sep 2002
    Località
    Castelfranco Veneto (Tv)
    Messaggi
    589
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Quattro anni dopo.

    Sono sempre più convinto che la dèbacle dei referendum liberali e liberisti, avvenuta nella primavera del 2000, è stata una grande jattura per la modernizzazione dell’Italia: è stata un’occasione persa dal movimento riformatore. Ricordo il ’99 come un anno pre-rivoluzionario. Masse di cittadini che sostenevano l’elezione a Presidente della Repubblica di una persona contro la volontà del Parlamento repubblicano. L’imprevisto ed imprevedibile successo elettorale di una lista che aveva saputo dare corpo a quel desiderio di liberalismo modernizzatore diffuso, inconsapevolmente, in molti strati della popolazione italiana. Il successo nella raccolta di firme per venti quesiti referendari liberali e liberisti che davano sostanza ad un programma per la radicale alternativa liberale al regime. L’assalto al regime partitocratico era sul punto di scattare. Alcune brecce nel muro difensivo del regime si erano aperte. Occorreva che il movimento riformatore si desse un minimo di organizzazione. Forse occorreva nell’autunno una grande convention liberale per affrontare organizzati l’appuntamento elettorale e referendario dell’anno successivo. Purtroppo la convention non si fece. E l’anno seguente, o meglio, la primavera seguente il movimento riformatore scelse di far celebrare in date diverse il referendum e la consultazione amministrativa, ben sapendo che si rischiava di non raggiungere il quorum. E gli sforzi, anziché concentrarli su pochi obiettivi, furono dispersi tra tanti, troppi obiettivi. E cosi, con il massimo sforzo si ottenne un risultato negativo. Il movimento riformatore non riuscì ad immettere nelle istituzioni regionali propri attivisti (tranne 2 piccole eccezioni) e non portò a casa alcun risultato sui referendum che il regime decise di far celebrare.
    Oggi a quattro anni di distanza la separazione delle carriere dei magistrati e la riforma della legge elettorale sono al centro della lotta politica. Se il movimento riformatore avesse saputo cogliere l’occasione creata nel corso del ’99, oggi non ci troveremmo di fronte all’assurda pretesa del centrosinistra di ergersi a difensore dell’autonomia della magistratura che sarebbe minacciata dalla proposta del centrodestra di separare le carriere dei giudici da quelle dei pubblici ministeri. La pretesa è assurda perché il centrodestra non sta operando alcuna riforma per la separazione delle carriere, semmai sta operando una confusa riforma della separazione delle funzioni.
    Ancora. Se il movimento riformatore non si fosse fatto scippare l’occasione creata nel ’99 non ci troveremmo oggi di fronte ad un attacco al “Mattarellum” da parte dei nostalgici del proporzionale. Ossia non ci troveremmo di fronte al paradosso di un “maggioritario proporzionalizzato” ritenuto “Maggioritario” tout court. Il difetto del sistema politico italiano è la mancanza di coesione delle coalizioni di maggioranza e di opposizione. E la mancanza di coesione è conseguenza del “mattarellum” che il proporzionalismo, neanche quello tipo “tatarellum”, è in grado di impedire. (bl)
    (da "per non mollare" - newsletter per l'azione liberale N. 14, 3 luglio 2004)

 

 
Pagina 1 di 48 1211 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 100
    Ultimo Messaggio: 14-06-13, 19:37
  2. I "moderati" ma soprattutto i "liberali" de noantri...
    Di Gianluca nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 12-10-12, 17:19
  3. Risposte: 118
    Ultimo Messaggio: 09-04-11, 13:31
  4. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-10-03, 21:08
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-10-03, 19:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226