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Mano tesa di D'Alema al governo. Scoppia la polemica nell'Ulivo
Massimo D'Alema apre, Francesco Rutelli e' scettico, la sinistra dell'Ulivo spara ad alzo zero, Risultato (prevedibile): il discorso di Frattini alle commissioni esteri e difesa di Senato e Camera sortisce l'effetto di approfondire il solco fra le due anime del centrosinistra. "Noi non abbiamo visto nessuna novita' nelle parole di Frattini, solo un preoccupante continuismo con la linea di Bush- spiega il verde Paolo Cento- presenteremo una mozione per il ritiro dei soldati italiani, chiediamo che venga discussa in aula e poi votata, e li' vedremo". "Vedremo", cioe'? "Vuol dire che chi ha visto delle novita' positive nel discorso di Frattini le metta nero su bianco, abbia il coraggio di dire no al ritiro e di spiegarlo". In sostanza, e' una nuova sfida allla lista Prodi, quella che viene non solo dal Sole che ride ma anche dai comunisti, dall'area Salvi e dal correntone ds, tutta gente che certamente non votera' di no alla mozione pro-ritiro. E non e' detto che i soliti pacifisti della Margherita non facciano altrettanto. Sempre che -beninteso- la linea del Triciclo non sia nel frattempo mutata, magari sotto la spinta degli avvenimenti. Ma per il momento, la posizione messa a punto da settimane da Fassino e D'Alema regge: "O c'e'una svolta entro il 30 giugno o chiederemo il ritiro", ha ripetuto oggi il presidente diessino. 30 giugno, non prima, D'altronde lo stesso D'Alema, quando giorni fa si era ventilata la possibilita' che la Quercia estendesse il lodo Zapatero ad una data piu' ravvicinata, aveva sibilato ai giornalisti: "E' una stronzata". Oggi si capisce che era vero. Che i ds, cioe', a recedere dalla linea del no al ritiro non ci pensano nemmeno, tanto piu' oggi che quattro italiani sono in mano ai terroristi. Di fronte ai quali -ha detto Frattini, hanno convenuto i "prodiani"- "non si deve cedere", anche se e' pacifico che una trattativa -o come la si voglia chiamare- nei fatti e' in piedi. Anzi, D'Alema ha trovato il modo per elogiare apertamente il governo che ha instaurato un rapporto con l'Iran volto ad "ammorbidire" i rapitori. "Oggi Frattini ha fatto le proposte che noi facciamo da sempre", ha osservato il socialista Del Turco, andando piu' in la' della ritrovata unita' nazionale di fronte al terrorismo. Ma beccandosi un "e' fuori dal mondo" da parte del capogruppo del Pdci Marco Rizzo. La sinistra dell'Ulivo, prendendosela con Frattini, in ralta' ha D'Alema nel mirino. E si acuisce la divisione nei Ds, con Folena che dice che "l'opposizione deve riflettere sugli apprezzamenti di Frattini". Apprezzamenti prontamente ricambiati, d'altronde, dal presidente DS. In un clima, appunto, di rinnovata unita' nazionale. Che oggi anche piu' di allora suscita perplessita' e critiche a sinistra, pronte a manifestarsi in aula.
PER CHI NON L'AVESSE ANCORA CAPITO IL POVERO FASSINO E' MANOVRATO DAL DALEMONE NAZIONALE.....PRIMA LO SI CAPISCE PRIMA SI RISOLVONO I PROBLEMI!!!!
N.B
IL SEGRETARIO DEI DS PURTROPPO NON E' FASSINO....O ALMENO LO E' NOMINALMENTE....MA QUELLO VERO E' SEMPRE LUI D'ALEMAAAAAAAAAA E DA TROPPI ANNI ORAMAI!!!!![]()




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