Questo thread nasce come sviluppo di una eccellente intuizione del 5° Reggimento, intervenuto in un' altra discussione da me proposta ("La privatizzazione della guerra in Iraq").
Ebbene, con provocazione paradossale 5° Reggimento proponeva a Berlusconi di stipulare un contratto privato direttamente con Bush per condurre la sua guerra nel deserto della Mesopotamia.
In effetti, se ci ragioniamo un po', l' idea non è così paradossale come sembra.
Già oggi, per la prima volta dopo il 1945, una missione militare italiana all' estero avviene sotto comando d' altri e di altre bandiere, nell' ambito di piani che l' Italia non conosce, di una strategia cui l' Italia non partecipa e secondo finalità che l' Italia non può discutere o concordare. I soldati italiani sono a disposizione dei comandi amerikano e inglese, che in nessun caso devono rispondere all' opinione pubblica e politica italiana. Quei 3.600 soldati già oggi sono collocati al di fuori del processo decisionale democratico italiano e a disposizione di un comandante supremo straniero, che si chiama George Bush.
La situazione è troppo assurda perchè si possa continuare a restare prigionieri dell' inganno per cui "l' Italia" starebbe partecipando a questa guerra irachena con il suo esercito.
Eh no! Bisogna cominciare a dire che questa guerra irachena la sta facendo la Casa delle Libertà, ossia il blocco forzista-leghista-clerical-nazialleato, e che i 3.600 soldati che la stanno combattendo sono l' esercito della Casa delle Libertà, non l' esercito italiano.
In un Paese privo di fonti autonome di informazione e dove, come nei regimi totalitari, tutte le notizie vengono dal governo e sono per il governo, la consegna finora è stata: chi fa obiezioni al governo della Casa delle Libertà tradisce i soldati e la Patria. Eh no, cari signori! Questo è il trucco tipico delle dittature.
Iniziamo a dire pane al pane e vino al vino.
La Casa delle Libertà sta facendo con il suo esercito (sono quasi sicuro che quei 3.600 soldati- guarda caso in stragrande maggioranza meridionali- hanno votato e rivoteranno in massa Berlusconi) la guerra in Iraq per tenere sotto schiaffo l' opposizione di qualsiasi gradazione in Italia e per condurre contemporaneamente con più facilità un' altra guerra in Patria, ossia quella contro i lavoratori dipendenti e in particolare contro il pubblico impiego. A quest' altra guerra civile strisciante e dimenticata, ma tremendamente reale, ho intenzione di dedicare nei prossimi giorni documentati thread.




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