Pax Pleroma,
Spero che il nostro moderatore non trovi disdicevole il mio mutilare, un suo messaggio, per estrapolare quanto segue, degno di discussione autonoma.
""Un'ultima cosa... Se è vero che la ragione non può penetrare il Mistero, tuttavia ciò non toglie che anch'essa sia, a mio avviso, un dono divino, e che quindi non sia sbagliato o innaturale assecondare l'istinto e interrrogarsi razionalmente su questo o quell'aspetto del Creato... Ritengo, invece, che sia opportuno
evitare di scadere nei due eccessi, costituiti - da un lato -
dall'importanza esasperata che, in epoca di sfrenato modernismo, si suole attribuire alla razionalità e - dall'altro - da una "fede" (mal)intesa come passiva accettazione di qualunque cosa accada.
Ichthys ""
L'intelletto è termine che riveste una doppia natura. In ambito filosofico o psicologico esso è riferito alle qualità della mente, in ambito teologico esso è quel dono divino attraverso cui il cristiano comprende il mistero divino.
Tali "funzioni" coesistono entrambi nell'uomo, e l'una non va certo a discapito dell'altra, se non si rinuncia ad esse.
Il cristiano glorifica Dio attraverso le opere, e in virtù delle stesse riceve vari doni dallo Spirito Santo, uno di questi è l'intelletto (gnostico).
Quindi non di mera attesa si tratta, ma di "attiva" tensione verso l'ideale di perfezione superiore.
Da tale assunto ne discende un ulteriore corollario, determinato dalla pratica gnostica, che da sempre accompagna l'educazione della mente, e si riverbera nel forgiare l'anima di colui che ambisce ad essere reintegrato nel Dio che precede dio.




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2010: