Forse sei i leader elettorali
Per ora già presentati tre nomi, a giorni gli altri
LO SCENARIO I candidati alla presidenza
SIMONA DAMIANI
CAGLIARI. E tre. Dopo Renato Soru (Centrosinistra) e Gavino Sale (Irs) ora c’è anche la candidatura ufficiale di Mauro Pili (Centrodestra). Ma i leader elettorali - secondo gli annunci di altri partiti - saranno almeno il doppio: ci sarà quello del «polo nazionalitario» (Psd’Az e Sardigna Natzione), quello degli ex ribelli di An (il Movimento, infatti, si presenterà da solo) e quello di Alternativa sociale (Lista Mussolini, Forza nuova e Forza sociale). I nuovi tre nomi saranno decisi a brevissima scadenza scadenza: martedì toccherà a Psd’Az e Sardigna Natzione (si fa il nome del segretario sardista Giacomo Sanna), a giorni deciderà anche la coalizione neofascista, per sabato è in programma l’assemblea del Movimento.
Al momento non si prevedono altre candidature alla presidenza della Regione. Anche se resta un margine di incertezza sull’Uds di Mario Floris: se dovesse saltare l’intesa col «polo nazionalitario» o l’ingresso nel Centrosinistra con un patto elettorale con l’Udeur, l’ex presidente della giunta potrebbe decidere di fare come nel 1999, quando si presentò da solo con l’allora Udr.
Non c’è dubbio che lo scontro vero per la conquista di Villa Devoto sarà tra Renato Soru e Mauro Pili, cioé tra le due grandi coalizioni elettorali. Ma, sul risultato finale, peserà e non poco il ruolo e il peso delle altre liste nel collegio regionale. Il «polo nazionalitario», ad esempio, potrebbe danneggiare il Centrosinistra, tanto è vero che Soru e i partiti alleati si stanno adoperando in extremis per convincere i sardisti a rivedere la decisione di allearsi con Sardigna Natzione. In questo contesto, tuttavia, le mosse possono essere condizionate dalla presenza dell’Irs (Indipendentzia Repubblica de Sardigna) di Gavino Sale (ex Sardigna Natzione). Rientrando nel Centrosinistra, infatti, il Psd’Az rischierebbe di lasciare a Sale e Bastiano Cumpostu - pur divisi - la rappresentanza degli autonomisti più intransigenti.
Le mosse dell’Uds, invece, potrebbero penalizzare il Centrodestra, sia nella prospettiva di un’alleanza di Floris con il «polo nazionalitario» o con la coalizione di Soru (ingresso non gradito da tutti i partiti), sia nell’eventualità della settima candidatura. E il Centrodestra, inoltre, rischia di perdere voti anche per le presenze della lista Mussolini e del Movimento.
Dato che nel bipolarismo (benché imperfetto) l’attenzione generale si concentra sui possibili vincenti, non c’è dubbio che i protagonisti saranno Pili e Soru e che gli altri candidati avranno non poche difficoltà a garantirsi visibilità e a far emergere i loro programmi.
Ma, anche per questa ragione, la campagna elettorale si preannuncia particolarmente accesa e combattuta, senza esclusioni di colpi. E i favoriti dovranno guardarsi non solo tra di loro, ma anche dagli avversari considerati minori. I quali, in base agli argomenti sollevati, potranno infatti attirare i dissidenti delle grandi coalizioni e così condizionare ulteriormente l’umore degli elettori.
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"Gli autonomisti più intransigenti"![]()




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