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    Franciscu Pala
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    Talking Forse sei i leader elettorali.

    Forse sei i leader elettorali

    Per ora già presentati tre nomi, a giorni gli altri

    LO SCENARIO I candidati alla presidenza

    SIMONA DAMIANI


    CAGLIARI. E tre. Dopo Renato Soru (Centrosinistra) e Gavino Sale (Irs) ora c’è anche la candidatura ufficiale di Mauro Pili (Centrodestra). Ma i leader elettorali - secondo gli annunci di altri partiti - saranno almeno il doppio: ci sarà quello del «polo nazionalitario» (Psd’Az e Sardigna Natzione), quello degli ex ribelli di An (il Movimento, infatti, si presenterà da solo) e quello di Alternativa sociale (Lista Mussolini, Forza nuova e Forza sociale). I nuovi tre nomi saranno decisi a brevissima scadenza scadenza: martedì toccherà a Psd’Az e Sardigna Natzione (si fa il nome del segretario sardista Giacomo Sanna), a giorni deciderà anche la coalizione neofascista, per sabato è in programma l’assemblea del Movimento.
    Al momento non si prevedono altre candidature alla presidenza della Regione. Anche se resta un margine di incertezza sull’Uds di Mario Floris: se dovesse saltare l’intesa col «polo nazionalitario» o l’ingresso nel Centrosinistra con un patto elettorale con l’Udeur, l’ex presidente della giunta potrebbe decidere di fare come nel 1999, quando si presentò da solo con l’allora Udr.
    Non c’è dubbio che lo scontro vero per la conquista di Villa Devoto sarà tra Renato Soru e Mauro Pili, cioé tra le due grandi coalizioni elettorali. Ma, sul risultato finale, peserà e non poco il ruolo e il peso delle altre liste nel collegio regionale. Il «polo nazionalitario», ad esempio, potrebbe danneggiare il Centrosinistra, tanto è vero che Soru e i partiti alleati si stanno adoperando in extremis per convincere i sardisti a rivedere la decisione di allearsi con Sardigna Natzione. In questo contesto, tuttavia, le mosse possono essere condizionate dalla presenza dell’Irs (Indipendentzia Repubblica de Sardigna) di Gavino Sale (ex Sardigna Natzione). Rientrando nel Centrosinistra, infatti, il Psd’Az rischierebbe di lasciare a Sale e Bastiano Cumpostu - pur divisi - la rappresentanza degli autonomisti più intransigenti.
    Le mosse dell’Uds, invece, potrebbero penalizzare il Centrodestra, sia nella prospettiva di un’alleanza di Floris con il «polo nazionalitario» o con la coalizione di Soru (ingresso non gradito da tutti i partiti), sia nell’eventualità della settima candidatura. E il Centrodestra, inoltre, rischia di perdere voti anche per le presenze della lista Mussolini e del Movimento.
    Dato che nel bipolarismo (benché imperfetto) l’attenzione generale si concentra sui possibili vincenti, non c’è dubbio che i protagonisti saranno Pili e Soru e che gli altri candidati avranno non poche difficoltà a garantirsi visibilità e a far emergere i loro programmi.
    Ma, anche per questa ragione, la campagna elettorale si preannuncia particolarmente accesa e combattuta, senza esclusioni di colpi. E i favoriti dovranno guardarsi non solo tra di loro, ma anche dagli avversari considerati minori. I quali, in base agli argomenti sollevati, potranno infatti attirare i dissidenti delle grandi coalizioni e così condizionare ulteriormente l’umore degli elettori.

    www.lanuovasardegna.it


    - - - - - - -


    "Gli autonomisti più intransigenti"

  2. #2
    Franciscu Pala
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    Si profila una corsa a sei per la presidenza. In arrivo anche Corda e Sale

    Floris: non sono un accattone
    Il leader Uds: potremmo correre da soli come nel ’99


    Domani nascerà ufficialmente il Terzo polo e il leader del Psd’Az Giacomo Sanna, salvo improbabili cambiamenti di rotta, sarà il candidato alla presidenza. Il terzo aspirante governatore, dopo Renato Soru e Mauro Pili, di una griglia che potrebbe arrivare a sei con i numero uno di Indipendentzia repubrica sarda Gavino Sale, del Movimento, Cesare Corda e - notizia dell’ultim’ora - Mario Floris. Ieri, da Sassari, l’ex presidente ha detto di essere disposto a correre da solo come nel ’99 e «pronto ad assumere l’unico ruolo che aveva finora scartato: quello di candidato alla presidenza».
    il polo nazionalistaLa coalizione che candiderà Sanna unirà sardisti e Sardigna natzione indipendenzia più alcuni movimenti nazionalitari. Esclusa, a meno di clamorosi colpi di scena, la presenza dell’Uds, cui al terzultimo consiglio nazionale il partito aveva detto no. Le liste saranno autonome con l’indicazione di un simbolo e di un candidato comuni alla guida della Regione. Pochi dubbi sul fatto che il segretario nazionale sarà in cima al listino regionale (come impone la legge) a capo di un plotone di dirigenti dei partiti della coalizione. Sanna è l’uomo più rappresentativo e conosciuto ed è praticamente certo che, come faranno tutti i big candidati nella lista regionale, sarà in corsa anche nella lista circoscrizionale di Sassari.
    Uds in stand byA tre settimane dal termine di presentazione delle candidature, l’unico partito ancora senza casa è l’Uds. Ma ieri Mario Floris, che nei giorni scorsi aveva strizzato l’occhio al centrosinistra, ha chiarito di non temere l’ipotesi di correre da solo come fece nel ’99 «perché non siamo gli accattoni della politica». L’ex presidente ha chiarito che «il polo nazionalitario resta l’obiettivo strategico, il confronto con le altre forze politiche, a cominciare dall’Udeur, un dovere per chi fa politica» e ha detto che «in queste settimane sono stati in tanti a chiudere porte alle quali non avevamo bussato». Floris ha fatto anche capire di sperare ancora in un accordo col Psd’Az perché», ha sottolineato, «può darsi che altre forze nazionalitarie non cerchino un allargamento dell’area ma un suo restringimento. Sarebbe un controsenso», ha concluso, «e continueremo a batterci perché ci si misuri nei comportamenti concreti e nei programmi».
    Mastella critica soruIeri, intanto, il leader dell’Udeur Clemente Mastella, dal palco di Napoli dove è stata celebrata la prima assemblea del partito, ha criticato l’alleato sardo criticando il «berlusconismo di alcuni candidati come Soru e Illy».

    Fabio Manca

    www.unionesarda.it

 

 

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