La forza della ragione contro il pensiero unico

Il nuovo libro di Oriana Fallaci riapre con la schiettezza e la passione proprie dell’autrice, il dibattito sui rapporti tra Occidente e Islam. La grande novità e il grande scandalo che verranno dalla lettura non stanno nelle tesi già note di Oriana Fallaci bensì proprio nell’analisi lucida e impietosa del processo di unificazione europea, in tema di libertà e garanzie. Sono felice che una voce forte si levi a denunciare: il “re nudo”

l nuovo libro di Oriana Fallaci - La forza della ragione - riapre, con la schiettezza e la passione proprie dell’autrice, il dibattito relativo ai rapporti tra Occidente ed Islam, rilanciando e approfondendo le tesi già espresse con la pubblicazione de La rabbia e l’orgoglio subito dopo l’attentato delle Torri Gemelle a New York.A onor del vero, va detto che allarmi sull’espansionismo islamico in Europa e sui pericoli del fondamentalismo e della Jihad erano stati lanciati ben prima dell’11 settembre 2001 anche da altri autori e, certamente, dalla Lega Nord.Ma ciò che rende unico e straordinario lo scalpore che segue ad ogni uscita di Oriana Fallaci è proprio la storia personale e professionale di questa grande donna, l’Italiana contemporanea più famosa al mondo, pietra miliare del giornalismo moderno su scala globale. La totale indipendenza, il coraggio e l’anticonformismo intellettuale rimangono una costante del suo modo di pensare e di agire, politically uncorrect così da scandalizzare i benpensanti di oggi, come quelli di ieri.Segue a pagina 4Proprio quel mondo di sinistra che l’aveva dapprima acclamata e poi a lungo avversata, si trova disorientato. È solo che gli anticonformisti del ’68 sono diventati i conformisti di oggi. Potremmo dire, parafrasando la Fallaci, che la madre dei fra’ Accursio è sempre incinta.Ma veniamo al dunque e al perché mi trovo a commentare e in qualche modo recensire il nuovo lavoro della Signora Fallaci, con la quale in questi anni ho avuto occasione di scambiare alcune opinioni. Molti leghisti trovano nelle recenti pubblicazioni della Fallaci tesi largamente condivise e si entusiasmano perché questa autrice riesce a sviluppare un dibattito mondiale su temi su cui normalmente a noi viene opposta una cortina di silenzio pressoché insuperabile.
Ma guai a dare etichette ad Oriana Fallaci.Se c’è una cosa che mi ha davvero sorpreso nei colloqui sempre affascinanti ed interessanti avuti con questa donna così forte, energica e coraggiosa, è il suo timore di essere in qualche modo cooptata, usata o strumentalizzata.Allora, a scanso di qualunque equivoco e per il grande rispetto che nutro nei suoi confronti, diciamo subito chiaramente che Oriana Fallaci non solo non è leghista, ma i leghisti neppure le piacciono, come peraltro ha avuto modo di scrivere chiaramente e senza mezzi termini - com’è nel suo stile - in un suo libro. Nel giudizio che ha su di noi, anche lei pare non discostarsi dai soliti preconcetti. Speriamo che il tempo e una maggior conoscenza diretta le facciano, prima o poi, cambiare idea.E, tuttavia, già oggi, con l’onestà intellettuale che le è propria, la Fallaci non può non riconoscere agli uomini della Lega Nord le battaglie per la difesa di libertà, identità e civiltà in cui ci troviamo comunemente impegnati. Sottolineo peraltro che in questa battaglia di verità volta a segnalare il piano di colonizzazione e sopraffazione nei confronti della cultura europea siamo praticamente soli.Credo di poterlo affermare a ragion veduta, atteso che, da ormai tre anni, godo di un osservatorio privilegiato sull’Europa.In quest’ottica, mi pare che siamo pienamente d’accordo con Oriana Fallaci sul riconoscimento del diritto/dovere dell’Occidente alla difesa dei propri valori, della propria identità, della propria sovranità e della propria sopravvivenza dall’aggressività musulmana, spesso incoraggiata per cinico disegno, ignoranza, ignavia o viltà all’interno della nostra stessa società.Credo che questo sia il messaggio più importante di questo libro. La denuncia che, a fronte di alcuni che credono veramente, ma illusoriamente nell’integrazione con il mondo mussulmano, i più accettano per convenienza, meschini calcoli politici, furbizia o subiscono per paura.Senza rendersi conto del grave rischio a cui stiamo andando incontro. Crudele e crudo, ma terribilmente efficace, il paragone che la Fallaci fa con quel mondo di ebrei tedeschi che si illuse di poter scendere a patti con Hitler.Ciò che, dunque, unisce idealmente la Lega Nord di Umberto Bossi alla Fallaci, malgrado i molti distinguo, persino sul giudizio complessivo sull’Islam, è la battaglia a difesa della libertà. In primis, direi, la battaglia a difesa della libertà d’opinione.Non è un caso che proprio io, un leghista, abbia negato ad un Paese del Vecchio Continente che ne aveva fatto richiesta, di procedere contro Oriana Fallaci per le opinioni espresse ne La rabbia e l'orgoglio.Né è un caso che proprio la Lega abbia combattuto in Europa contro un mandato d’arresto europeo atto a colpire più le libertà e le garanzie degli Europei, che non il terrorismo e la criminalità internazionale.E questo lo posso dire in ragione del fatto che, se fossero state accettate le mie proposte che limitavano il mandato europeo a questi soli reati, a quest’ora lo strumento sarebbe operativo ed efficace in tutta Europa, mentre la sua estensione a decine di reati comuni, anche d’opinione, ha costretto molti paesi a complicate alchimie legislative e costituzionali che ne hanno rallentato l’iter e vanificato l’ipotetica efficacia di contrasto ai suddetti ben più gravi fenomeni.Non è un caso, infine, che sempre io, questa volta con l’appoggio di altri partner europei, mi sia opposto al varo di una decisione quadro in materia di razzismo e xenofobia, fatta non già per contrastare la piaga dell’antisemitismo, come si è tentato di contrabbandare, quanto piuttosto per perseguire o, meglio, perseguitare chi dice cose scomode - e tutt’altro che antisemite - come appunto i leghisti o la Fallaci.La grande novità ed il grande scandalo che verranno dalla lettura de La forza della ragione, non stanno dunque nelle tesi già note di Oriana Fallaci sull’Islam e l’Occidente, bensì proprio nell’analisi lucida e impietosa del processo di unificazione europea, in tema di libertà e garanzie. Su questo problema ho tentato ripetutamente di aprire un dibattito serio nel Paese ed in Europa nel corso di tutto il mio mandato da Ministro della Giustizia, ma inutilmente. I miei appelli sono stati sepolti di volta in volta o dagli insulti o dal silenzio. Ma per questo non mi sono arreso.E per questo, oggi, sono felice che una voce ben più forte e ascoltata della mia si levi a denunciare il “re nudo” dalla palude melmosa e pavida del pensiero unico dominante.È per questo gusto e coraggio nell’andare contro corrente che i leghisti amano, seppur non ricambiati, Oriana Fallaci. Oriana Fallaci che, lo so per certo, non gradisce affatto la pubblicità, il consenso ed il seguito entusiasta che molte sezioni della Lega Nord le stanno tributando in questi giorni.Ma quando un autore pubblica un libro possiede certamente il copyright del testo, ma le sue idee, una volta lanciate, non possono più essere fermate o controllate. Egli si deve “rassegnare” a che quel pensiero divenga patrimonio universale e, come non può esservi censura su di esso o sulle opinioni ad esso contrapposte - per questo mi sono sempre battuto e continuerò a farlo - allo stesso modo non può essere posto alcun limite all’adesione, condivisione e persino appropriazione delle stesse idee da parte di altri, soprattutto se quelle stesse idee, magari, appartenevano già loro da lungo tempo.L’importante è non far diventare alcuno ciò che egli non è. E su questo non ci può essere alcun dubbio: Oriana Fallaci non è nient’altro che se stessa, ribelle per natura e indipendente per missione. Oriana Fallaci è solo la Fallaci. Punto. E a lei auguriamo salute e libertà.

Roberto Castelli - ministro della Giustizia