INVETTIVA DI MICHAEL MOORE CONTRO IL PRESIDENTE
“NON HO MAI VISTO UNA FACCIA COME IL CULO PRESIDENZIALE…”
RITRATTO DI BUSH CON UN FOTO-COLLAGE DEI SOLDATI MORTI IN IRAQ
Torna in pista la bestia nera di George W. Bush, il regista premio Oscar di “Bowling For Columbine”, Michael Moore. Ritagliandosi un po’ di tempo dalla sala di montaggio dove sta terminando il suo nuovo film "Fahrenheit 911" (sull’America del dopo undici settembre e su come il suo acerrimo nemico, il Presidente degli Stati Uniti, avrebbe sfruttato la tragedia a suo vantaggio), torna più cattivo che mai sul suo sito www.michaelmoore.com, con una feroce lettera di cui vi abbiamo tradotto ampi stralci.
Moore sposa in pieno la “resistenza” irachena e dice chiaro e tondo: noi abbiamo creato questo casino, noi dobbiamo uscirne pagandone il prezzo.
Ma c’è anche la speranza del cambiamento. Gli americani hanno capito e a novembre Bush avrà un brutto risveglio.
(Il premio Oscar, Michael Moore)
Tradotto da: www.michaelmoore.com
Amici,
Non ho mai visto una faccia come il culo presidenziale, come quella della “conferenza stampa” data l’altra sera da George W. Bush. È ancora lì che parla di trovare le “armi di distruzione di massa” – stavolta nell’ “allevamento di tacchini” di Saddam, o magari in Turchia (“Tacchini” e “Turchia” in inglese sono entrambi “Turkey”, da cui il gioco di parole di Michael NdT). Evidentemente la Casa Bianca pensa che nei 17 stati indecisi ci siano abbastanza idioti che se la berranno. Penso che avranno un brutto risveglio (…).
Primo: possiamo smetterla con questo linguaggio orwelliano e cominciare a chiamare le cose con il loro nome? In Iraq non ci sono “appaltatori”. Non sono lì per costruire un tetto o asfaltare una strada. Sono MERCENARI e SOLDATI DI FORTUNA. Sono lì per i soldi, e si fanno un sacco di soldi, se vivi abbastanza per goderteli.
Halliburton non è una società che fa affari in Iraq. Speculano sulla Guerra, rubando milioni dalle tasche dei cittadini americani. Nelle guerre del passato sarebbero stati arrestati – se non peggio.
(L'amministrazione Bush)
Gli iracheni che si oppongono all’occupazione non sono “ribelli”, “terroristi” o “nemici”. Sono la rivoluzione, l’uomo della strada, e il loro numero crescerà – e vinceranno. Chiaro Mister Bush? Hai chiuso un giornale (quello dell’iman Al Sadr, ndD) che leggevano in 10 mila persone, tu grande portatore di libertà e democrazia! E si è scatenato l’inferno. Che hai da ridere? (…)
Molti tra gli oppositori di Bush sostengono che dovremmo passare la grana all’ONU. Ma perché altre nazioni del mondo, che hanno cercato di convincerci a non combinare questo casino dovrebbero risolverlo per noi? (…) Mi dispiace, ma la maggioranza degli americani ha sostenuto l’intervento e, per quanto triste, sarà questa maggioranza a dover sacrificare i suoi figli fino a che abbastanza sangue non sarà versato e - forse – Dio e gli iracheni vorranno perdonarci (…).
Ricordatevi, gli americani non sono tanto stupidi. Certo, possono spaventarci e spingerci a fare la guerra, ma impariamo la lezione presto o tardi – E stavolta non sarà come il Vietnam, perché non ci sono voluti quattro anni per capire di essere stati presi in giro…
Il vostro
Michael Moore




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