BEIRUT - Il leader sciita ribelle Moqtada al Sadr ha messo in guardia gli Stati Uniti che gli iracheni risponderanno con ''inimmaginabile'' ferocia se gli americani dovessero mettere in atto la minaccia di catturarlo od ucciderlo.
Se cio' dovesse accadere, gli iracheni sapranno rispondere ''con una forza e una durezza inimmaginabili'', ha detto Sadr in un'intervista al quotidiano libanese as Safir. Le loro minacce sono il frutto della loro debolezza, ha aggiunto, precisando che non ha paura di morire.
Con i recenti attacchi, il pericolo di una guerra civile ''si allontana'', perche' il paese e' unito nella ribellione antiamericana, ha detto il giovane leader sul quale pende un mandato di arresto per l'omicidio di un altro religioso lo scorso anno.
Gli americani, dopo una rivolta della Milizia di Mehdi del leader sciita, hanno detto che lo avrebbero catturato ''vivo o morto''. 2.500 soldati assediano da quattro giorni Najaf, dove si trova Sadr. Ma ieri l'Ayatollah Ali Al Sistani ha messo in guardia gli Usa dal violare la citta' santa con un attacco. Una delegazione iraniana e' in Iraq per cercare di mediare con Sadr.
Sadr nell'intervista non fa parola di negoziati e condanna l'occupazione americana in Iraq che ''ha fatto distruzioni e seminato il panico'' fra i cittadini. Le ultime due settimane sono state le peggiori dalla caduta di Saddam Hussein un anno fa, gli americani hanno perso almeno 92 soldati, di piu' che nelle tre settimane di guerra per rovesciare il regime del dittatore. Centinaia gli iracheni morti.
16/04/2004 137




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