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IRAQ:OSTAGGI;007; DUE GRUPPI RAPITORI, TRE I CONTATTI / INTELLIGENCE TRATTA CON ESECUTORI, FORSE VOGLIONO SOLDI (ANSA) - ROMA, 19 APR - Sono due i gruppi che gestiscono il sequestro degli italiani e tre, secondo quanto si è appreso, i contatti attraverso i quali gli 007 in Iraq stanno cercando di intervenire per la liberazione di Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. Il link è stato attivato, "ma è tutto molto difficile e si procede assai lentamente", dice una fonte dell'intelligence. La prima necessità, viene sottolineato, è quella di avere la conferma quotidiana che i tre ostaggi siano sempre in vita. Contemporaneamente, "cerchiamo di capire che cosa vogliono i rapitori e come poter trovare un accordo". Giorni di indagine hanno consentito agli uomini dei Servizi sul posto di fare luce sulla banda di assassini e, nelle ultime ore, si è fatta strada una novità di rilievo, anche per lo sviluppo delle trattative: non si tratterebbe, infatti, di un solo gruppo, ma di due. Mandanti ed esecutori, entrambi sunniti, ma che agiscono su piani diversi. Ai primi, i mandanti, è affidata la gestione per così dire "politica" del sequestro. Sono loro ad aver elaborato ed avanzato le richieste e sono loro a condurre le trattative ai più alti livelli. La diplomazia e i leader sunniti mobilitati per la liberazione dei tre italiani, a cominciare da Abdel Salam Al Kubaisi, autorevole membro del consiglio degli ulema (anche se è di oggi l'indiscrezione che non vi farebbe più parte), agiscono a questo livello. Di pasta diversa, invece, gli esecutori del rapimento. Questi, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, sarebbero ex agenti dei Servizi segreti di Saddam e miliziani del partito Baath, "criminali professionisti - dice la fonte - con una qualche connotazione ideologica, ma motivati soprattutto dai soldi. Ed è su questo loro 'punto debole' che cerchiamo di intervenire". Sono stati loro ad uccidere Fabrizio Quattrocchi e sono loro a tenere ancora in mano gli ostaggi. E' su questa banda di sequestratori che cercano di fare breccia gli 007.
Chi in quell'ambiente si muove bene è di sicuro Jabbar al Kubaisi, leader dell'Alleanza nazionale irachena, personaggio molto ben conosciuto dai Servizi segreti italiani. Risulta infatti che l'Ani sia stata più volte invitata alle iniziative del Campo antimperialista di Assisi e lo stesso al Kubaisi vi avrebbe partecipato, almeno in una occasione. Ma dopo il sequestro degli italiani, il dossier sul suo conto e sulla cosiddetta opposizione patriottica irachena è diventato voluminoso. Ex esponente del partito Baath e poi oppositore di Saddam - che gli ha ucciso due fratelli - Al Kubaisi è tornato in Iraq nel 2002, dopo essere stato a lungo anche in Siria (e qualcuno lo considera 'vicino' ai servizi segreti di quel Paese). Dopo il rapimento degli italiani si è fatto subito notare per aver dichiarato pubblicamente che il sospetto era che fossero delle spie. "Se accerteremo che non hanno partecipato ad attività di spionaggio li libereremo", aveva poi detto, dando così ad intendere di avere una qualche facoltà di decidere sulla loro sorte. Ovvio che l'interesse degli 007 si sia immediatamente concentrato su di lui e sui suoi compagni. E' stato contattato e, a quanto risulta, non si sarebbe sottratto alla richiesta di favorire la trattativa con chi tiene materialmente gli ostaggi. "E' servito ad aprire un canale", dice la fonte, la quale conferma che oggi i contatti "attivi" sono tre, tutti sul versante dei rapitori. La trattativa è comunque "difficile" e il fatto che non sia diretta, ma mediata da più persone, complica ulteriormente le cose. Il tentativo in corso sarebbe quello di produrre un corto circuito tra il gruppo dei mandanti e quello degli esecutori, in modo da ottenere direttamente da questi ultimi la liberazione dei tre italiani. In che modo? Il pagamento di un riscatto è una delle opzioni prese in considerazione: "con questi interlocutori quella privilegiata", dice la fonte. Ma a che punto sia la trattativa nessuno lo dice. (ANSA). SV19-APR-04 185 NNNN