Tre sono stati i Miei voti.
1) Uno per Stampa e regime, la rassegna stampa mattutina di Radio Radicale condotta da Massimo Bordin e, occasionalmente, da Enrico Rufi, Marco Taradash, Laura Cesaretti e Daniele Capezzone (Lu-Sa ore 7,30-8,30 e, in replica, ore 9,05-10,10; Do ore 9,00-10,00): un esempio di giornalismo schierato ma non disonesto, di parte ma non fazioso; una lettura completa e approfondita delle pagine politiche di tutti i giornali in edicola: le cronache, i commenti, gli editoriali.
Le osservazioni sussurrate tra i denti, i borbottii, le pause, i sospiri, le risatine e le fragorose scatarrate del direttore Bordin regalano al programma perle d'impareggiabile comicità.
2) Un secondo voto l'ho dato a Otto e mezzo della coppia Ferrara-Palombelli (Lu ore 20,30-21,00; Ma-Ve ore 20,30-21,40), altro esempio di giornalismo schierato ma non disonesto. Ferrara ha raggiunto, finalmente, la sua piena maturità: oggi sa fare il moderatore in modo magistrale ed è ben diverso da come si presentava negli anni Ottanta sugli schermi di Italia 1. Sa essere educato (con gli ospiti almeno; con la sua collega lo è un po' meno), fa parlare chi non la pensa come lui, espone chiaramente e onestamente i suoi personali punti di vista senza nascondersi dietro una improbabile equidistanza.
La Palombelli, poverina, è quella che è: non è colpa sua, lei tenta di fare del suo meglio; forse un matrimonio sbagliato non le è stato d'ajuto.
L'unica nota stonata - e non da poco - nella conduzione di Otto e mezzo Io la vedo nella scarsa armonia che regna tra i due giornalisti. Ecco: se devo fare un appunto a Ferrara riguarda proprio il modo rude e - Mi si perdoni - un tantino maleducato di trattare la collega. Certi toni perentori, certe scortesie, certi apprezzamenti su ciò che dice la Palombelli, in tutta onestà, se le potrebbe anche risparmiare.
3) Il terzo voto lo do a Gad Lerner, molto migliorato anche lui rispetto a come appariva negli anni Novanta. L'infedele (Sa 20,45-23,15) è uno spazio di informazione dove si affrontano temi di politica, di cultura e di costume in modo non banale e non superficiale. Non si urla, non si litiga, non ci si sovrappone. Ci si confronta. Tutti gli ospiti - destra, sinistra, centro - pigiati come sardine in uno studio strettissimo, appajono incredibilmente distesi e pronti allo scambio di idee con i più diversi interlocutori. Niente a che vedere, ad esempio, con quell'arena della propaganda che è Ballarò. Gad Lerner dice come la pensa e fa parlare tutti: ben diversamente da come faceva un tempo, quando era maestro nello zittire i suoi ospiti.
Anche qui un appunto: talvolta gli argomenti all'Infedele sono affrontati in modo troppo difficile, da addetti ai lavori; da iniziati, oserei dire. Sembra di stare in un club di menti elette il cui ingresso è precluso ai comuni mortali...




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