Iracheni sparano agli italiani E la sinistra esulta: ben gli sta di VITTORIO FELTRI
FERITI DAGLI ESTREMISTI ISLAMICI A NASSIRIYA 11 SOLDATI. BERLUSCONI: «NON LASCEREMO L'IRAQ»
C' è chi dice, come i diessini e non solo loro, che gli Stati Uniti hanno sbagliato a fare la guerra in Iraq, perché adesso l'Iraq è peggio di prima. Se uno più uno fa due e non tre, significa che l'ordine di Saddam era preferibile al disordine americano. Significa: se Saddam uccideva erano affari suoi; se invece gli occidentali sparano per difendersi dai cosiddetti resistenti iracheni sono da condannare. Ognuno ha le sue idee.
Ma vi pongo un quesito. Esiste un principio fondamentale da non dimenticare, mai. I popoli, tutti i popoli hanno il diritto di scannarsi, ammazzarsi alla grande, regolare i propri conti senza che nessuno si intrometta. Noi ci siamo intromessi nelle vicende irachene e gli iracheni (alcuni) si ribellano e ci prendono a fucilate. Bravi. Hanno ragione. Fin qui siamo d'accordo. Siamo d'accordo che possano essere fondamen talisti, islamici, laici, bastardi; siamo d'accordo che disprezzino le donne, le sottomettano, le mutilino, le consider ino delle cose. D'altronde la loro è una civiltà da non giudicare inferiore alla nostra, altrimenti la sinistra italiana ed europea si infuria.
Vogliamo dare per scontato tutto questo benché ci ripugni?
Ok.
Però qualcuno di buona volontà spieghi perché l'Occidente debba occuparsi dei casi suoi, senza cioè interferire in quelli islamici, mentre certi arabi hanno facoltà di occuparsi dei nostri, fino a inviare a New York dei kamikaze allo scopo di abbattere le torri gemelle e provocare migliaia di vittime. In altre parole.
Perché i tifosi di Allah hanno licenza di attaccarci e a noi viceversa è vietato attaccarli? Loro massacrano israeliani, americani e spagnoli, e nessuno fiata. Se noi ci secchiamo un po' e rispondiamo al terrorismo, e quindi ci difendiamo, siamo maledetti non soltanto dalle parti dell'Afghanistan e dell'Iraq, ma anche in casa nostra.
Non vi sembra si usino due pesi e due misure? Obiezione. L'abbattimento delle torri è stato organizzato da Osama Bin Laden e non da Saddam, pertanto dovevamo uccidere Osama e non Saddam.
Giusto.
Gli Usa però prima di invadere l'Afghanistan hanno detto ai talebani: consegnateci Bin Laden e sia finita lì. Nossignori. I talebani hanno protetto Bin Laden, e si sono beccati i marines. Se la sono cercata. E Saddam?
Qui Bush ha sbagliato. Egli sapeva che il dittatore finanziava da sempre lo sceicco ed era quindi obbligatorio annientarlo. Ma non ha avuto il coraggio di dichiararlo ai quattro venti, e ha preferito accusarlo, per avere il pretesto di dargli addosso, di possedere armi chimiche.
Balle? Non so. Però so che se anche ne avesse possedute, in tre minuti avrebbe avuto buon gioco a occultarle. Sta di fatto che il raìs e i suoi soldati sono stati spazzati via in pochi giorni. Bagdad libera. Ma appena liberata, ecco in azione duecento kamikaze agli ordini del despota. È la prova dei legami fra terrorismo islamico e regime sconfitto.
Ergo, la guerra all'Iraq fu mossa per ostacolare il terrorismo e non la diffusione della chimica micidiale. Congettura. Se gli Usa non fossero ricorsi alle armi, oggi l'Iraq sarebbe una centrale terroristica internazionale. Lo è comunque? In effetti gli estremisti non si danno per vinti e uccidono militari occidentali e colpiscono Paesi filoamericani. È così. Negare sarebbe assurdo. Ma un conflitto è un conflitto, e quello americano avverso i fondamentalisti imbottiti di esplosivo non era pensabile si esaurisse in fretta. Le guerre hanno tempi lunghi, fisiologicamente lunghi. Se noi ora abbandonassimo l'Iraq al suo destino dopo averlo liberato commetteremmo un delitto più grave di quello d'averlo aggredito per cacciare Saddam.
L'Italia è caduta in un errore. (...)
Ha definito missione di pace una missione di guerra. Per ipocrisia. Perché la parola guerra ci fa orrore. Perché la guerra è un tabù. In realtà i nostri soldati sono andati laggiù a dare una mano agli americani. E gli americani sono andati laggiù a battersi. Di conseguenza anche noi siamo in Iraq a batterci, e infatti spariamo, uccidiamo e veniamo uccisi.
Perché stupirsi? Perché piagnucolare? Qui si tratta di difendere noi stessi non da un pericolo generico, bensì dai fondamentalisti che considerano la vita una bazzecola di fronte alle superiori esigenze di Allah.
Chi, come i diessini, in particolare come Giovanni Berlinguer, un co- gnome francamente eccessivo, afferma: se crepiamo ben ci sta, perché dovevamo starcene qui in panciolle anzichè andare in Iraq, di fatto favorisce chi punta a sterminarci. Domanda: perché punta a sterminarci? Che male gli abbiamo fatto? Agli occhi dell'Islam fondamentalista noi siamo infedeli, cani rognosi, peccatori. Tutto qua. Fra l'Occidente e il vicino Oriente c'è un gap di secoli. Noi siamo nel duemila e rotti, loro sono rimasti al medioevo. Per questo ci odiano. Ci vendono il petrolio e investono i ricavi nel lusso di una classe privilegiata anzichè in attività produttive. La gente è in bolletta e non progredisce. È ignorante e, invece di lavorare, prega. E noi siamo tanto cretini da non trovare l'alternativa al petrolio.
Se la trovassimo, l'Iraq e i Paesi circostanti non avrebbero più un dollaro e se ne starebbero lì coi loro cammelli nel deserto. Non ci sarebbero né sceicchi né armi né kamikaze, ma solo beduini miseri e affamati. Purtroppo alle multinazionali del petrolio conviene pompare oro nero piuttosto che spendere nella ricerca di energie alternative. Noi abbozziamo, e riempiamo di soldi chi ci vuole morti.




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