Dati riguardanti il periodo compreso tra il 27 settembre 2000 e il 13 gennaio 2004
Quello che i media italiani continuano a ripeterci, dall'inizio della cosiddetta "seconda intifada", è che "i morti palestinesi sono di più dei morti israeliani".
Questo dato, nonostante sia innegabile, merita un accurato approfondimento, poiché le cifre riguardanti le vittime della seconda intifada, se analizzate dettagliatamente, riservano alcune sorprese.
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Totale vittime:
2573 palestinesi, 880 israeliani
di cui 118 donne palestinesi su 2573 e 277 donne israeliane su 880
DONNE / UOMINI
palestinesi
israeliani
Partiamo dalla cifra totale: 2573 palestinesi e 880 israeliani. I palestinesi sono di più, non ci sono dubbi. Ad alcuni giornalisti e politici italiani questo squilibrio dà molto fastidio, e vorrebbero "riappianare le cose", anche se non dicono in che modo: resuscitando un po' di palestinesi o uccidendo ancora un po' di israeliani?
Analizzando la cifra totale, notiamo che le donne palestinesi rappresentano solo il 4% delle vittime palestinesi totali, mentre quelle israeliane superano il 31% del totale. Statisticamente, appare quantomeno curiosa una percentuale femminile così bassa da parte palestinese... Ma andiamo avanti...
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Civili uccisi dalla controparte:
palestinesi 932, israeliani 683
di cui 87 donne palestinesi e 272 donne israeliane
DONNE / UOMINI
palestinesi
israeliani
Passiamo ora ad analizzare i civili uccisi dalla controparte. Notiamo che, considerando solo i civili, il divario numerico fra vittime palestinesi ed israeliane è molto diminuito. Questo significa che gran parte delle vittime palestinesi sono combattenti (64%), mentre gran parte delle vittime israeliane sono civili (78%). Le donne civili palestinesi poi, sono "solo" 87, meno di un terzo delle donne israeliane.
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Combattenti uccisi dalla controparte:
palestinesi 1194, israeliani 179
palestinesi
israeliani
Analizziamo ora i combattenti uccisi dalla controparte: ecco qui il primo grande divario fra israeliani e palestinesi: i palestinesi combattenti (cioè guerriglieri e terroristi) uccisi dagli israeliani sono molti di più di quanti non siano i soldati israeliani uccisi in combattimento.
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Vittime uccise per azioni della loro stessa parte:
palestinesi 324, israeliani 20
palestinesi
israeliani
Un altro punto in cui i palestinesi superano di gran lunga gli israeliani sono le vittime uccise dall'azione della loro stessa parte. Ben 324 palestinesi sono stati uccisi dagli stessi palestinesi, dai propri fratelli!
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Civili sotto i 12 anni:
palestinesi 74, israeliani 36
palestinesi
israeliani
Questo dato ridimensiona notevolmente le menzogne della propaganda palestinese che dipinge i soldati israeliani come "assassini di bambini palestinesi". Come si nota, il divario fra bambini palestinesi e israeliani non è poi così grande. La percentuale dei bambini sul totale delle vittime è del 4% per gli israeliani e di meno del 3% per i palestinesi. Inoltre, bisogna tener conto che tutti i bambini sotto i 13 anni sono stati considerati civili, ma gran parte dei bambini palestinesi sono morti durante azioni di guerriglia in cui si erano recati dietro la spinta dei propri genitori e insegnanti, e sono stati colpiti per un tragico errore, colpiti da pallottole vaganti, mentre i bambini israeliani sono morti mentre giocavano nel proprio lettino o mentre mangiavano un gelato, colpiti da terroristi palestinesi che li hanno uccisi intenzionalmente. C'è un'enorme differenza morale.
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Maschi civili tra 12 e 29 anni:
palestinesi 506, israeliani 169
palestinesi
israeliani
Ecco un altro dato interessante: gran parte dei civili palestinesi sono maschi e hanno fra i 12 e 29 anni, cioè l'età in cui è più facile che, dietro alla spinta della propaganda di odio palestinese, i giovani si rechino nelle strade a lanciare pietre e bombe a mano contro i soldati israeliani. Bisogna quindi considerare che un ragazzo di 13 anni nella cultura islamica palestinese è considerato un adulto, mentre i media italiani definiscono "bambini palestinesi" anche ragazzi di 16 anni.
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Civili sopra i 45 anni:
palestinesi 80, israeliani 219
palestinesi
israeliani
Altro dato degno di nota: i civili sopra i 45 anni rappresentano solo il 3% del totale delle vittime palestinesi, mentre rappresentano il 25% delle vittime israeliane.
Alla luce di questi dati, appaiono ridicole ed infondate le accuse dei filopalestinesi che parlano di un "genocidio" del popolo palestinese.
In primo luogo, perché i palestinesi erano circa 700.000 nel 1948 quando lo Stato d'Israele venne fondato ed ora sono oltre 5 milioni, e non si capisce quale strano tipo di genocidio possa far quintuplicare un popolo in 50 anni invece di far diminuire il suo numero. In secondo luogo, perché analizzando questi dati, appare chiaro che la maggior parte delle vittime palestinesi di questo conflitto sono combattenti, o comunque giovani e maschi che partecipano volontariamente a tafferugli e scontri armati.
Un "genocidio", per essere tale, dovrebbe colpire indiscriminatamente uomini e donne, bambini e anziani... Questo è esattamente ciò che notiamo nei dati riguardanti le vittime israeliane.
Fonte: International Policy Institute for Counter-Terrorism. Sito internet: http://www.ict.org.il/
Tratto da http://www.amicidisraele.org/cifre.htm
Cordiali Saluti




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