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20.04.2004 L' Unità
«Più lavoro, meno tasse». Un naso rosso per denunciare le bugie elettorali del premier.
di ma.deb.
Il faccione di Berlusconi campeggia ovunque. Ma non più indisturbato. Il popolo della sinistra, in particolare nel mondo studentesco, si sta mobilitando in quella che è stata soprannominata «Operazione naso rosso». Cos'è? In cosa consiste? In sintesi: colorare di rosso il naso del premier. Il modo più semplice per dire che i suoi slogan elettorali sono pieni di bugie.
Giovanni è, appunto, uno che fa parte dell'operazione. E' un ragazzo romano. Racconta che con i suoi amici si dà appuntamento al bar sotto casa e da lì perlustrano la zona in cerca del "faccione". Le loro armi? Pennarelli e/o bombolette spray. «Nell’ultima settimana abbiamo colorato tutti i manifesti intorno a Via Cristoforo Colombo», dice sorridente Giovanni.
Luca, il più alto del gruppo. è il prescelto per i cartelloni sei metri per tre. «Mi fanno la scaletta e io in pochi secondi lo trasformo in un clown». Agiscono di giorno o di notte, «per noi è indifferente». Dicono che a volte alcuni passanti oltre che a complimentarsi gli indicano anche i cartelloni da colpire. «Mi ricordo che un giorno una vecchietta molto arzilla mi avvertì che all’Eur era pieno di manifesti di Berlusconi ancora non modificati», racconta Francesca.
Alice, studentessa di Lettere alla Sapienza, ci spiega che «Operazione naso rosso» è un’iniziativa assolutamente spontanea nata da un passaparola incalzante che ha coinvolto tutta Italia. «Nella mia università la mobilitazione è altissima. All’ora di pranzo perlustriamo la zona in cerca di nuovi manifesti ma capita a volte che troviamo il naso già colorato», dice Alice. E forse è stato Giorgio: «Io ho camuffato almeno 50 cartelloni». Ma serve a qualcosa questo lavoro? «Forse no. Ma in ogni caso, ci piace così: lui ha i soldi e la pubblicità, noi, neanche una lira, ma tanto entusiasmo». Se serve a qualcosa, poi, lo si saprà a schede scrutinate.




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