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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito ancora sulla etnopedagogia.

    vi metto qui uno spunto per una riflessione, che va fatta, sulla importanza di definire velocemente e con molta attenzione, i punti chiave della scuola padana, e sulla grande importanza che ha nella società che piano piano, fra un problema e l'altro, stiamo costruendo.

    Ho trovato in rete una intervista ad un professore di storia sociale, Piero Brunello, fatta da poco, che cita gli orsetti padani e l'etnopedagogia , in rapporto alle possibilità di applicazione che la riforma Moratti da a questa splendida intuizione brasiliana.

    Mi sembra che nelle pieghe della risposta del professore vi sia il riconoscimento di un nostro successo, anche se mediato dalla diplomazia ( l'intervista è pubblicata su un sito di insegnanti di sinistra).

    trovate la biografia e l'intervista, nonchè il link al sito di insegnati su:
    http://www.orsettipadani.org/forum/t...p?TOPIC_ID=483

    mentre qui di seguito vi pubblico la domanda e la risposta che ci interessano direttamente.

    DOMANDA - Nel sito web degli “Orsetti padani”, gli scout della Lega (v./cfr www.orsettipadani.org/educazione/scuola.htm) si può leggere – radicata nelle aperture della riforma Moratti – l’utopia trepidante della presidente dell’associazione: “La riforma all'articolo 2 recita: b) sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale anche ispirata ai princìpi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale ed alla civiltà europea […] Si potrà cominciare a parlare in modo serio di etnopedagogia, cioè del metodo educativo che parte dalla cultura locale per insegnare ai bambini la storia, la geografia e anche, come nel caso dell'etnomatematica, le regole scientifiche. L'etnomatematica è l'insieme dei metodi utilizzati per insegnare le regole matematiche utilizzando la cultura locale, partendo ad esempio dalle conte, dalle filastrocche, ma anche metodi utilizzati per i calcoli nella astronomia popolare.”
    Cosa pensi di queste discipline, del loro eventuale impiego nella scuola?

    RISPOSTA - Non si capisce cosa siano “comunità locale”, “comunità nazionale”, “civiltà europea”. Detto così, i termini suonano, per esempio: “Val Brembana”, “Padania”, “Cattolicesimo”. In questo brano si stabilisce una equazione tra “comunità locale”, “etnia” e “popolo” (quando si parla di “astronomia popolare”). Chiederei agli insegnanti se è questo che vogliono.


    ma vi assicuro che anche il resto della intervista è estremamente interessante, specialmente per i veneti.

    ps: ( a parte che ovviamente a me non importa nulla di quello che vogliono gli insegnanti che non sono della mia etnia... )

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    Non so altrove, ma qui nel Veneto, in passato più che oggi, la Sinistra è sempre stata a favore della difesa delle tradizione e della cultura popolare.
    Oggi i Ds appaiono sempre più vicini ad AN e viceversa: l'odio di un tempo si sta trasformando in amore? Boh... io non li capisco
    più.
    Tutti nazionalisti per roma magnona!

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Orso Brrrrr
    Non so altrove, ma qui nel Veneto, in passato più che oggi, la Sinistra è sempre stata a favore della difesa delle tradizione e della cultura popolare.
    Oggi i Ds appaiono sempre più vicini ad AN e viceversa: l'odio di un tempo si sta trasformando in amore? Boh... io non li capisco
    più.
    Tutti nazionalisti per roma magnona!
    Quella è soprattutto la parte di sinistra non globalista , "ecologista" , quella di legambiente , che difende i prodotti tipici locali contro le grandi marche (sto generalizzando) io li chiamo "sinistri immaginari" , perchè sono un potenziale bacino di conquista per partiti tipo lega e an (se questi fossero più intelligenti) , perchè sono conservatori e tutt'altro che favorevoli all'immigrazione e alle tematiche radical-chic come i "diritti" dei gays , comunque se il fenomeno immigratorio continuerà , fra 20 anni avremo seminari universitari , manifestazioni "culturali", trasmissioni televisive e quant'altro finanziati dallo stato (noi) che avranno per tema la musica etnica , le tradizioni senegalesi , le poesie marocchine etc etc è solo una questione di tempo...

  4. #4
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    Predefinito

    In origine postato da Western
    Quella è soprattutto la parte di sinistra non globalista , "ecologista" , quella di legambiente , che difende i prodotti tipici locali contro le grandi marche (sto generalizzando) io li chiamo "sinistri immaginari" , perchè sono un potenziale bacino di conquista per partiti tipo lega e an (se questi fossero più intelligenti) , perchè sono conservatori e tutt'altro che favorevoli all'immigrazione e alle tematiche radical-chic come i "diritti" dei gays , comunque se il fenomeno immigratorio continuerà , fra 20 anni avremo seminari universitari , manifestazioni "culturali", trasmissioni televisive e quant'altro finanziati dallo stato (noi) che avranno per tema la musica etnica , le tradizioni senegalesi , le poesie marocchine etc etc è solo una questione di tempo...
    Quando parlo di passato, nel caso specifico, mi riferisco al periodo antecedente la caduta del muro, quando i comunisti erano ancora comunisti a tutti gli effetti.
    La sinistra antiglobalista , ecologista, ecc., è cosa abbastanza recente.
    Ti faccio solo un esempio. Al mio paese non esistono più i contadini, tuttavia sopravvivono ancora (tra le varie) delle vecchie associazioni folcloristiche che continuano a vivere finanziate dal comune.
    Ce ne sono addirittura due che fanno pressapoco le stesse cose.
    Una legata all'ex PC, che ogni anno va in giro per il paese a "batare marso", con tanto carretti pieni di ragazzi rumorosi e trainati da vecchi trattori Landini anni '50 (Diesel monopistone con fracasso infernale). Una (concorrente) legata alla ex DC, che il giorno prima o il giorno dopo degli altri fa la medesima manifestazione: non possono farla contemporaneamente anche perchè i trattori sono i medesimi.
    Quest'ultima associazione organizza poi anche il grande falò della befana.
    A parte queste manifestazioni e poco altro, il resto è tutto passato nel dimenticatoio.

  5. #5
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito

    In ballo non c'è la musica etnica senegallese o africana in genere. non c'entrano un tubo.

    la questione verte su un altro problema della sinistra in genere: il concetto di cultura locale.

    poco tempo fa i difensori delle cultura etnica padana erano tutti a sinistra. ve lo dico con certezza, perchè cercando le favole popolari , della tradizione , mi sono imbattuta in un mare di materiale proveniente dalla sinistra degli anni 70.

    la stessa etnopedagogia è una produzione di sinistra, come diceva alselmo roveda su www.diario.it è una scuola pedagogica che più a sinistra di così non si può.

    il fatto è che se è applicabile in Brasile per le etnie non europee, lo è anche per i nostri popoli non italiani, ciioè veneti... insubri ... valsesiani ,valbrembani ecc ecc..

    Difatti in tutta l'intervista al prof Brunello si capisce, che mentre gli insegnanti di sinistra si riconoscono nella politica identitaria della regione veneto e la portano avanti, gli intellettuali che l'hanno in un qualche modo elaborata negli anni 70 80 adesso la sconfessano, cercando di giocare con le parole e di dare un loro concetto di comunità locale , disgregato totalmente dalla cultura.

    per i antiglobal, infatti, la comunità locale è solo l'organizzazione in piccolo, a cellule, della uniformità globalista.

    Per quello che riguarda la scuola e l'insegnamento della cultura locale, credo che il problema della sinistra sia che sanno che nella scorsa legislatura si sono fottuti tutti i valori in cui hanno creduto per decenni e ora cercano di rimediare arrampicandosi sugli specchi, e pensando di riempire con altri contenuti le parole dette per tanto tempo.

    io, francamente, non so a cosa pensasse la Moratti quando ha scritto quelle parole nella riforma, certo è che le ha scritte ,e che queste parole aprono la strada, che è comunque una strada in salita, all'applicazione dei principi etnopedagogici nelle scuole padane e italiane.

  6. #6
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Orso Brrrrr
    Quando parlo di passato, nel caso specifico, mi riferisco al periodo antecedente la caduta del muro, quando i comunisti erano ancora comunisti a tutti gli effetti.
    La sinistra antiglobalista , ecologista, ecc., è cosa abbastanza recente.
    . . .
    A parte queste manifestazioni e poco altro, il resto è tutto passato nel dimenticatoio.
    ho usato apposta il termine anti-globalista e non no-global per dire che certa sinistra è stata sempre affezionata alla piccola patria e alla cultura locale , contadina , pauperista , proprio perchè vedeva nella difesa di questi settori sociali un argine contro il consumismo e l'americanizzazione (c'era ancora la guerra fredda...) in effetti dobbiamo dire che erano nel giusto a comportarsi cosi , d'altronde quando hai di fronte un certo tipo d'elettorato devi un pò assecondarlo , per esempio a Bologna il P.C.I. non è stato mai un vero partito comunista , come del resto in tutta italia , non so se mi spiego . . .

    In origine postato da IlariaMaria
    In ballo non c'è la musica etnica senegallese o africana in genere. non c'entrano un tubo.
    calmarsi prego...
    c'entrano eccome perchè è molto più chic rincorrere le mode multirazziali che la tradizione vera delle nostre regioni , non lo capisci??fra qualche anno quando gli immigrati saranno cittadini in toto e molti di più la sinistra sostituirà le nostre culture locali , che sono letteralmente a pezzi e a dire il vero quasi nessun giovane se ne frega , con quelle degli immigrati del terzo mondo , attenzione non con quelle degli est-europei , perchè anche loro le hanno quesoi del tutto perse le proprie , ma con quelle degli arabi e degli africani , perchè questi sono popoli ancora tradizionalisti.
    poco tempo fa i difensori delle cultura etnica padana erano tutti a sinistra. ve lo dico con certezza, perchè cercando le favole popolari , della tradizione , mi sono imbattuta in un mare di materiale proveniente dalla sinistra degli anni 70.
    Sei un'appassionata in materia , ci credo , ma penso come ho già scritto che gli studiosi di sinistra intrapresero quel tipo di ricerca perchè erano sostanzialmente pauperisti , neo-rurali (gli hippies e le comuni campagnole degli anni 70...),antimoderni , anti-liberisti , anti-americani e luddisti.
    la stessa etnopedagogia è una produzione di sinistra, come diceva alselmo roveda su www.diario.it è una scuola pedagogica che più a sinistra di così non si può.

    il fatto è che se è applicabile in Brasile per le etnie non europee, lo è anche per i nostri popoli non italiani, ciioè veneti... insubri ... valsesiani ,valbrembani ecc ecc..
    qui ti sbagli , mi spiego meglio:
    se hai intenzione di studiare le loro ricerche (anche perchè le facevano solo loro...)fai benissimo , ma non illuderti neppure un momento che oggi , anno 2004 , in italia , politicamente parlando le sinistre t'appoggino (a livello locale anche...)perchè l'etno-pedagogia va bene solo se gli "etno" sono i poveri popoli del terzo mondo , quelli colonizzati o quelli ancora vergini , un'etno-padagogia per i popoli verrebbe subito etichettata di razzismo e localismo xenofobico , questa è solo la mia idea.

  7. #7
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito

    Vedo crescere ogni momento, sempre di più, l'interesse dei giovani nei confronti del discorso delle piccole patrie.

    anzi, mi pare che siano loro , quelli più interessati, rispetto a noi anziani.

    al dire il vero ciò che ha messo in crisi la sinistra è che ci sia stato questo passaggio della difesa delle piccole patrie da sinistra a destra, ma credo che si tratti di un fenomeno esclusivamente padano , al punto che in Europa sono parecchio confusi sul ruolo che ha la lega Nord e il movimento padanista nella difesa delle culture locali.

    Mette in crisi sapere che ovunque la sinsitra difende la cultura locale, mentre solo in Padania è contro. Un valore non ha prezzo, e chi è contro le piccole patrie padane solo perchè non sono delle povere derelitte, dimostra di essere un demagogo davanti ai suoi.

    Non sono pessimista, perchè vedo che si può fare ancora molto , fino a che siamo la maggioranza. Il tentativo della sinistra di sostituire la nostra cultura con quella africana, potrà portare ad una sola soluzione: la nascita di moltissime scuole comunali e private legate alle tradizioni padane locali

    Non mi aspetto l'appoggio delgi intellettuali di sinistra, che infatti sono lì a contorcersi nel tentativo di salvare capra e cavoli, ma quello dei moderati di sinistra di mezza età, che ben conoscono questi discorsi perchè ci sono cresciuti insieme, si.

    a meno che, cioè, che non li abbiano decerebrati del tutto.

    in Veneto le sinistre della scuola appoggiano il Venetismo perchè lo sento culturalmente loro.

    in Lombardia questo non avviane per un solo motivo: abbiamo pochissimi insegnanti lombardi.


    Per quello che riguarda il pauperismo e la difesa del vcchio ect ect, da parte della sinsitra ,beh , no,non credo che difendere il vecchio, fosse il loro intento.

    La sinistra degli anni 70 80 e anche prima non aveva un modo di fare politica da "salotto" come adesso, ma mandava messaggi alla gente normale, quella che parlava le lingue locali e che ci teneva a parlarle. Gente che non è cambiata.

    Possiamo solo dire che le ricerchedella sinistra e la loro promessa di difesa delle piccole patrie non erano poi così forti, nella dirigenza di sinistra, al punto che , alla prova del nove, nel 1996, hanno perso il tram e la trebisonda.

    ora abbiamo un'altra piccola occasione da sfruttare. Il fine è lo stesso, cambiano ovviamente i mezzi...

 

 

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