“Il premier spagnolo Zapatero nella decisione che ha assunto nelle scorse ore non ha potuto non tener conto del passaggio elettorale che lo ha legittimato alla guida del proprio Paese e, quindi, ad esprimere il disimpegno militare della Spagna in Iraq”.
“E’ evidente che un atteggiamento analogo non possa essere assunto dall’Italia senza un orientamento popolare chiaro ed impegnativo, e non mi pare che, allo stato, ci siano forze politiche, fatta salva la minoranza dell’ opposizione, che abbiano espresso tale orientamento”.
“Lo ‘svoltismo’ di cui tanto si parla non può, per nessuna ragione, tradursi in una de-responsabilizzazione. Al contrario, io ritengo che l’Italia debba usare la propria posizione politica di non belligeranza, anche nelle condizioni drammatiche in cui si è ritrovata, per influenzare positivamente l’evolversi della situazione”.
“E’ chiaro, inoltre, che l’opinione pubblica italiana è contraria al protrarsi di un’avventura militare senza sbocco, così come risulta pacifico, altresì, che il nostro eventuale disimpegno o ritiro debba scaturire all’alba di una condizione politica e sociale diversa per l’Iraq”.
Roma, 19 aprile 2004




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