il titolo è volutamente provocatorio.
il cardine sul quale ruota l'idea del corporativismo è il superamento dell'attrito tra le varie forze produttive nell'ottica materiale di una rinnovata produttività garante di incrementato benessere e nell'ottica spirituale di una coesione che abbia in seno una rafforzata coscienza nazionale.
ora in termini storici l'idea mussoliniana consentì effettivamente ad un italia in crisi di ritrovare ordine e quel minimo di prosperità che il fascismo,come forma di governo,seppe a tutti gli effetti garantire.
spostando il discorso su di un altro piano dobbiamo in qualche modo essere in grado di collocare il corporativismo.
fu un'idea innovativa?
non sparei o meglio non direi.
in termini pratici il corporativismo si colloca in quello che è un filone essenzialmente keynesisita di intervento dello stato nell'economia.
non fu rivoluzionario ma,essenzialmente,borghese.
borghese in un'epoca nella quale,vista la minaccia marxista, il miglioramento delle condizioni di vita del proletariato e le varie forme di ammortizzazione sociale allontanavano lo spettro bolscevico e rientravano quindi negli stessi interessi di chei deteneva i mezzi di produzione.
caduto il mostro rosso le condizione di vita del proletariato stanno regredendo al post rivoluzione industriale.
onde evitare fraintendimenti ritengo mussolini,essenzialmente rimasto socialista per tutta la vita, una delle menti politiche più illuminate del secolo ma ritengo parimenti il corporativismo così come proposto all'epoca accettabile solo in parte per i motivi sopra esplicati.




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