E’ grave, ricercato un marocchino


Milano, accoltellato l’imam storico del centro islamico


MILANO - Un colpo alla nuca, a tradimento. E altre due coltellate: all’addome e al braccio sinistro. Un frequentatore della moschea di Segrate ha ferito ieri sera l’imam storico di Milano. Ali Abu Shwaima, 54 anni, è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Raffaele. L’aggressione è avvenuta poco dopo le 20.30, subito dopo la Salat ul maghrib , la preghiera del tramonto. Gli investigatori cercano un ragazzo marocchino sui 25-30 anni, senza casa né lavoro, che già altre volte era stato allontanato dal centro islamico dopo aver provocato liti e risse. L’uomo accusava Shwaima di non rispettare i precetti del Corano durante le invocazioni ad Allah. Ma nella moschea non è considerato un fanatico. «È solo uno fuori di testa - racconta Rosario Pasquini, il vice dell’imam -. Un ragazzo disadattato che spesso veniva qui». Ali Abu Shwaima, medico palestinese, è il punto di riferimento storico dell’Islam a Milano. Una figura moderata spesso chiamata a rappresentare tutte le moschee della città. La preghiera era appena finita, quando l’imam è stato aggredito. La moschea di Segrate è stata costruita a ridosso del confine con Milano. L’unica qui con cupola e minareto. Accanto alla sala della preghiera ci sono gli uffici del Centro culturale islamico, di cui Shwaima è il presidente. Rosario Pasquini, direttore del periodico «Messaggero dell’Islam», era con lui. «Shwaima era accanto a me, stavamo andando in ufficio a rivedere sul computer gli articoli per il nostro giornale - racconta Pasquini -. Io mi sono fermato ad allacciare una scarpa, quando l’ho sentito gridare. Quel ragazzo l’ha colpito al collo, poi quando l’imam si è voltato, l’ha ferito ancora al braccio e all’addome. Shwaima è caduto. Diceva: fate presto, fate presto. In quattro l’abbiamo caricato su un’auto e l’abbiamo portato al pronto soccorso». Gli altri che stavano uscendo dalla moschea hanno tentato di fermare l’aggressore. Il ragazzo però è riuscito a fuggire. La polizia ha il suo nome e lo sta cercando. «Le condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita - dice Rosario Pasquini a tarda sera ai fedeli e ai parenti accorsi all’ospedale -. Quel ragazzo ha colpito l’imam perché è la figura più rappresentativa».
Altra aggressione contro i simboli della religione a Chioggia: un marocchino è stato fermato con l’accusa di aver tentato di incendiare una chiesa.


dal corriere della sera