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    Predefinito La missione di Oriana:americanizzare tutti di M.Fini

    di Massimo Fini
    L'altra sera su Rai Due, nella trasmissione condotta da Antonio Socci, si dibatteva del neolibro della Fallaci "La forza della ragione". C'erano il filosofo Gianni Vattimo, alcuni politici, Alessandra Mussolini, Maria Prodi, Borghezio, l'ex ambasciatore Scialoia, fattosi musulmano, e, "coup de theatre", Adriano Sofri direttamente dal carcere di Pisa. Che competenza abbia in materia Adriano Sofri, che, a parte un paio di opuscoli di autodifese giudiziarie, non ha mai scritto un libro in vita sua, tantomeno sui rapporti fra Occidente e Islam, non saprei. Conferma però quello che dico ai ragazzi quando, dopo una lezione sul giornalismo tenuta all'università, nei licei, nelle scuole specializzate, mi si affollano attorno e mi chiedono come si fa a entrare nel nostro mestiere: assassinate un commissario di polizia e diventerete "opinion maker" senza dovervi sobbarcare l

    Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del libro della Fallaci. Anche se è difficile parlare di un libro che è una lunga invettiva contro l'Islam, in toto, e un'esaltazione, in toto, dell'America e, soprattutto, della Fallaci ipsa, unico vero, stoico, eroico baluardo della libertà occidentale contro le orde dei figli di Allah. L'invettiva, com'è noto, non è un argomento. E nemmeno l'entusiasmo. Comunque dovendo estrapolare dalla retorica e dallo stile ridondante, barocco, marinesco della Fallaci (che si crede Malaparte, ma è solo la solita Oriana, la sgangherata Oriana dell'ultimo quarto di secolo) si può dire che emergono due tesi.
    Prima tesi. Gli islamici stanno invadendo l'Europa per soggiogarci e convertirci. Ora, gli islamici, come gli altri immigrati del Terzo Mondo, non vengono da noi per conquistarci. Ci vengono per necessità. A nessuno piace lasciare i propri luoghi d'origine, le proprie case, le proprie famiglie, le proprie abitudini. Ed è stata proprio la pervasività del modello occidentale a devastare l'habitat, economico e sociale, in cui vivevano questi immigrati dal Terzo Mondo, soprattutto dal Nord e dal Centro Africa, riducendoli, spesso, alla fame e costringendoli a venire nei nostri Paesi a cercarvi una vita dopo che gliela abbiamo distrutta.

    A questa prima, inaudita, violenza se ne vorrebbe ora aggiungere un'altra, forse ancora più grave, che costituisce la seconda tesi della Fallaci e che Cesare De Carlo, un estimatore della scrittrice, traduce così: questi immigrati, questi cani figli di cani, questi figli di Allah "una volta sbarcati fra noi non hanno alcuna intenzione di integrarsi, di uniformarsi ai nostri costumi, alla nostra mentalità, alla nostra cultura, ma mantengono i loro oltraggiando i nostri". Insomma se voglio vivere fra noi devono pensare e comportarsi come noi. Dopo aver tolto a questa gente habitat e cibo, vogliamo prenderle anche l'anima.

    Gli islamici che vengono da noi devono, come tutti, rispettare le nostre leggi. Per il resto sono liberi, sacrosantemente liberi di restare quello che sono, di mantenere la propria mentalità, i propri costumi, le proprie usanze.

    Nessuno oggi pretenderebbe, credo, che un ebreo non segua il Talmud, non pratichi la circoncisione, non sia se stesso. Chi in passato ha preteso di farlo è stato chiamato nazista. Oggi i nazisti sono altri e la cosa spaventosa è che non se ne rendono conto. Fra cinquant'anni libri come "La forza della ragione" verranno guardati con lo stesso orrore con cui oggi si guarda il "Mein Kampf" e ci si chiederà come sia stato possibile.

    Massimo Fini
    Fonte:www.ilgazzettino.it
    9.04.04
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    L'imam Massimo Fini mi è simpatico, le sue tesi sono molto interessanti. Sono esempi di scuola di come, seguendo una nota affermazione di B. Russel, gli "intellettuali" siano dalla parte opposta della barricata degli intelligenti ogni volta che parlano di temi politici e fanno scelte politiche. Oriana Fallaci invece ne sarebbe una mezza confutazione (della tesi russeliana). Mezza perchè perde spesso il senso della misura, pur partendo da giusti presupposti e da analisi dei fatti lucide e sotanzialmente inconfutabili sul piano degli argomenti non ideologici (dando del termine ideologico il significato usato dal giovane Marx).

    Shalom!!!

  3. #3
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    dal sito di IDEAZIONE

    " Bernard Lewis e il futuro dell'Islam
    di Pino Bongiorno

    Il giorno prima degli attentati di Madrid, Bernard Lewis, professore emerito dell’Università di Princeton e grande conoscitore del mondo arabo, aveva messo in guardia da un pericolo a suo parere incombente e che riguardava il modo in cui il Medio Oriente poteva interpretare l’atteggiamento occidentale. “L’Islam non ha alcuna esperienza – aveva dichiarato – di un dibattito libero, aperto, e dunque può leggere la nostra discussione come un segno di debolezza, di paura. Temo che, in seguito a questa sensazione, siano tentati di agire, pesantemente. Come fecero l’11 settembre”. Il timore di Lewis, purtroppo, era motivato e sono bastate poche ore per dargli ragione, perfino nella misura, dato che Al Qaeda ha di nuovo colpito pesantemente.

    Il vecchio studioso londinese, quasi ottantottenne, è convinto da tempo, e di recente l’ha ribadito ancora nel suo libro “La crisi dell’Islam”, che a tutto ciò esiste un solo rimedio, difficile da somministrare ma efficace come nient’altro: la democrazia. E’ perciò che l’Iraq assume un significato e un ruolo fondamentali, al di là della destituzione di Saddam Hussein e del non ritrovamento delle armi di distruzione di massa. L’ “Islam estremo”, come lo chiama Lewis, teme la libertà e la democrazia più di ogni altra cosa, sa bene che se su di esse si costruisse il nuovo Iraq ogni dittatura mediorientale sarebbe minacciata e, quel che più conta, subirebbe un colpo forse fatale il progetto binladeniano di deoccidentalizzazione dell’Islam e di islamizzazione dell’Occidente.

    Sulla diffusione della democrazia, quindi, si gioca la scommessa del futuro, prossimo e remoto. Ed è una partita che riguarda tutti, perché nessuno, Stato o individuo, può chiamarsene fuori, sia che vi partecipi direttamente sia che si limiti soltanto a criticare le mosse degli altri. Per ora, e tutto lascia pensare che il peggio debba ancora arrivare, si assiste invece a qualcosa che ricorda, nell’atteggiamento tenuto dagli attori principali della nostra parte di mondo, le sfide a carte nelle piazze dei paesi italiani, tutti uguali nei giorni dell’ozio e della canicola, in cui intorno a un tavolo alcuni rischiano in proprio e altri, con tutte le carte sotto gli occhi, pontificano, forti del fatto che non hanno niente da perdere e che poi chiunque vinca anche a loro una bevuta nessuno la negherà. Nella partita iniziata l’11 settembre, però, tutti abbiamo qualcosa da perdere e non è indifferente come andrà a finire. L’ha scritto anche Emma Bonino, con la consueta libertà di pensiero, sul “Corriere della sera” del 18 marzo 2004, ricordando, a quanti credono che basti stare a distanza di sicurezza dagli Stati Uniti per essere al riparo, le carneficine degli ultimi due anni e mezzo (New York, Bali, Istanbul, Riad, Casablanca, Baghdad, Nassiriya, Kerbala, Madrid), cui si devono aggiungere, e lo facciamo noi, gli attentati che hanno colpito, in Iraq, la Croce Rossa e l’Onu, cui certo non può essere rimproverato, soprattutto nelle ultime vicende, il filoamericanismo.
    Oggi, pertanto, “qualunque richiamo all’Onu – afferma la Bonino in risposta agli Zapateros dell’ultima ora – rischia di essere un puro escamotage, se non è accompagnato da un altrettanto forte richiamo ai paesi che continuano a stare alla finestra e agli stessi Stati arabi, affinché si decidano ad assumere responsabilità chiare, pesanti, serie. Insomma: al contrario degli Zapateros la risposta adeguata dovrebbe essere «tutti a Baghdad», tutti determinati ad assumere responsabilità vere contro il terrorismo: solo così avrebbe senso e concretezza invocare l’Onu, o la Nato, quali espressioni, appunto, di responsabilità condivise e non del noto «armiamoci e partite»”. Parole, queste della Bonino, sulla stessa lunghezza d’onda di quelle con cui Bernard Lewis conclude il suo lavoro: “La guerra contro il terrore e la lotta per la libertà sono inestricabilmente connesse, e nessuna delle due può vincere senza l’altra. Lo scontro non è più limitato a due o tre paesi, come alcuni occidentali vogliono ancora credere. Ha assunto una dimensione prima regionale, e poi globale, con profonde conseguenze per noi tutti. Se la libertà fallisce e il terrore trionfa, i popoli dell’Islam saranno le prime e le peggiori vittime. Ma non saranno le sole, e molti altri soffriranno con loro” .

    19 marzo 2004

    Bernard Lewis, "La crisi dell’Islam", Mondadori, pgg. 166, euro 16,50

    "

    Shalom

  4. #4
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    Predefinito Re: La missione di Oriana:americanizzare tutti di M.Fini

    Massimo Fini, nelle sue superbe opinioni vuol mettere l'Oriana Fallaci nel lager dei pensatori maledetti ,anzi le contesta di non saper pensare e vedere.Ma Fini non sa confutare la realtà, così come appare a me e a molti concittadini,di un fenomeno invasivo i cui effetti già si vedono nelle idilliache relazioni sociali fra gli islamici ed i nativi.(ma venga a farsi una passeggiata culturale a Porta Palazzo o a San Salvario ! ) Ma gli ulteriori effetti complessivi non si potranno vedere che nel medio e lungo periodo e non ci saranno antivirus che potranno rimediare.
    Chi si sarà attrezzato sopravviverà,chi non avrà voluto o saputo predisporre le difese soccomberà e non potrà neppure dolersene.
    Non saprà nemmeno domandarsi"com'è potuto accadere?"
    Massimo Fini? un visionario mediovale dal lessico narcisistico,un opinionista aristocratico nella sua superba ottusità che merita un gettone televisivo e magari un periodo di rieducazione culturale in una città o suk del nord-Africa dove possa verificare il contributo culturale che colà potrebbe apportare ed eventualmente che potrebbe ricevere.Ma sono sicuro che una puzzetta al naso lo sconsiglierà di intraprendere l'esperimento.
    Infine perchè le sue opinioni sarebbero civili e quelle della Fallaci no?
    La libertà di pensiero di Fini richiede che ci sia almeno una Fallaci come antidoto!

  5. #5
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    E' stupefacente come Fini riesca ad essere brillante e corretto in alcune delle sue tesi e delle sue argomentazioni - vedi Sofri - e miope e grossolano quando parla dei rapporti con l'Islam. Si vede che è un intellettuale: evidentemente se ne sta troppo nei salotti e nelle università e troppo poco per strada. Dando uno sguardo alle città italiane, francesi, tedesche, turche (turche!) forse cambierebbe idea.

  6. #6
    SENATORE di POL
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    Si, molto lucido, soprattutto quando invoca il diritto dei popoli a massacrarsi in santa pace, e il diritto a costumi come l'infibulazione, in nome di un nichilismo e relativismo culturale assoluti.

    Shalom

  7. #7
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Ognuno ha il rosso che si merita.....il suo (del fini) è rosso...avvinazzato,mentre lei ammiri pure chi crede......anche gli infibulatori, basta dare contro a bush e berlusconi.....


    Shalom

  8. #8
    ---------------
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    Predefinito ??????

    In origine postato da antonio
    Rosso avvinazzato ? lo sta confondendo con Massimo Introvigne..
    Massimo Fini e' un anticonformista commentatore del giornale Il Tempo di Roma.
    non mi pare, peraltro che Bush l'avinazzato e Berlusconi lo sderenatore abbiano mai detto o fatto niente contro l'infibulazione.. non mi dica che l'invasione dell'IRAQ e' da ascriversi alla campagna contro l'infibulazione ahahahahahahh...ma per favore...

    Massimo Fini e' come una bandiera.........
    Va' dove tira il vento " delle idee"...........
    E' giornalista/editorialista di LINEA.....della fiamma tricolore........
    altro che anticonformista!!!!!!!!!!!!

  9. #9
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    In origine postato da Franci
    Dando uno sguardo alle città italiane, francesi, tedesche, turche (turche!) forse cambierebbe idea.
    Cosa che tu hai sicuramente fatto, non è vero???


  10. #10
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    Se gli intellettuali in italia fossere della statura morale e del livello culturale di M. Fini l'iatalia avrebbe una vera classe di intellettuali.
    Invece ha Oriana Fallaci le cui opinioni sono molto spesso sinonimo del cognome che porta

 

 
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