Mentre il Paese si ferma in ricordo dei 6 milioni di vittime della Shoa
Rantisi, Israele respinge la condanna Ue
L'Europa, dice una nota, ha «omesso di rilevare che Hamas è un'organizzazione terroristica» anche per Bruxelles

Tutti fermi, nel centro di Gerusalemme, mentre suona la sirena per le vittime dell'Olocausto (Afp)
GERUSALEMME - Nel giorno del ricordo tragico dell'Olocausto, Israele reagisce con decisione alla dura condanna dell'Europa in seguito all'uccisione mirata del leader di Hamas Rantisi. Ieri, l'alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea, Javier Solana, aveva detto che oltre ad essere «illegale», il raid mortale «non contribuisce ad alleggerire la tensione». Alle parole di Solana erano seguite quelle, non meno dure, del ministro degli Esteri iralndese Brian Cowen, che aveva definito l'attacco una «violazione del diritto internazionale». Anche Prodi ha avuto parole dure contro l'azione dello Stato ebraico. In una replica scritta, il ministero degli Esteri israeliano, secondo quanto ha riferito il quotidiano Jerusalem Post, si è detto «seccato» dalla presa di posizione degli esponenti europei. Che, afferma Israele, hanno «omesso di rilevare che Rantisi era a capo di un'organizzazione inclusa dall'Ue nella lista delle organizzazioni terroriste e il fatto che Hamas si è assunto la responsabilità per centinaia di attacchi suicidi mortali contro civili israeliani».

AUTODIFESA - Israele afferma inoltre di avere il diritto di difendersi «da attacchi ingiustificati di terroristi» come Rantisi e Hamas. Israele, conclude il comunicato, «si aspetta che l'Ue e la sua presidenza facciano da guida nel distinguere chiaramente tra chi attacca civili intenzionalmente allo scopo di promuovere i suoi obiettivi politici e chi invece si difende da questi nemici».

OLOCAUSTO - Intanto in Israele si commemora oggi la Giornata della Memoria: tutto il Paese si è fermato per due minuti, alle 10 in punto, al suono delle sirene, per ricordare le vittime dell'Olocausto. Gli automobilisti sono scesi dalle loro vetture, gli autobus si sono arrestati e tutte le attività sono state sospese. Il premier Ariel Sharon ha preso parte a una cerimonia di commemorazione per i sei milioni di ebrei uccisi nei campi di concentramento nazisti al memoriale dell'Olocausto, lo Yad Vashem di Gerusalemme. Vi era già stato ieri sera e da qui aveva pronunciato un monito. «Non consentiremo mai agli assassini di oggi né a quelli di domani di fare del male alla nostra gente. Chiunque oserà farlo sarà colpito», aveva detto. E ancora: «Lo Stato di Israele non dimentica. Sa che cosa ha generato in passato l'odio per Israele. È consapevole dell'odio che lo circonda e sa come affrontarlo».